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Dalle Ninfe a Balthus e Ovidio, il (tragicomico) ritorno dei braghettoni

Pubblicato il 2 febbraio 2018 da Redazione
  • L'ultimo, solo in ordine di tempo. "Ila e le Ninfe", di John William Waterhouse dipinto in piena era vittoriana, non certo famosa per i suoi eccessi gioiosi. Censurato in un museo di Manchester, perché le ninfe al bagno, seminude, offendono le sacre ragioni di #MeToo. Oltre che gli ormoni addormentati di qualche vecchio bacchettone.

    L'ultimo, solo in ordine di tempo. "Ila e le Ninfe", di John William Waterhouse dipinto in piena era vittoriana, non certo famosa per i suoi eccessi gioiosi. Censurato in un museo di Manchester, perché le ninfe al bagno, seminude, offendono le sacre ragioni di #MeToo. Oltre che gli ormoni addormentati di qualche vecchio bacchettone.

  • Gente che probabilmente non aveva meglio da fare, a dicembre, s'è impegnata a fondo per chiedere la rimozione di questo quadro di Balthus. Ottomila sfaccendati, con tanta voglia di bruciare le streghe in piazza, hanno firmato la loro accorata petizione alla direzione del Metropolitan Museum di New York: "Istiga alla pedofilia". Fossimo cattivi e prevenuti come loro, gli ricorderemmo che la malizia è negli occhi di chi la vede.

    Gente che probabilmente non aveva meglio da fare, a dicembre, s'è impegnata a fondo per chiedere la rimozione di questo quadro di Balthus. Ottomila sfaccendati, con tanta voglia di bruciare le streghe in piazza, hanno firmato la loro accorata petizione alla direzione del Metropolitan Museum di New York: "Istiga alla pedofilia". Fossimo cattivi e prevenuti come loro, gli ricorderemmo che la malizia è negli occhi di chi la vede.

  • Bruciate Schiele. O, almeno, braghettatelo ben bene. La direzione delle metropolitane di Londra, a dicembre, ha rifiutato i bozzetti originali del materiale pubblicitario della grande mostra, a cento anni dalla morte del pittore austriaco, che si farà a Vienna. Troppo spinti, certe cose non si mostrano in pubblico, in metropolitana. Meglio gli spacciatori?

    Bruciate Schiele. O, almeno, braghettatelo ben bene. La direzione delle metropolitane di Londra, a dicembre, ha rifiutato i bozzetti originali del materiale pubblicitario della grande mostra, a cento anni dalla morte del pittore austriaco, che si farà a Vienna. Troppo spinti, certe cose non si mostrano in pubblico, in metropolitana. Meglio gli spacciatori?

  • Di questo quadro di Courbet, "L'Origine del Mondo", s'è parlato a proposito dei braghettoni algoritmici di Facebook. Il censurato fu Vittorio Sgarbi che lanciò strali, accuse, montò una (sacrosanta) potenza. E arrivò ad annunciare la richiesta di risarcimento al signor Zuckemberg.

    Di questo quadro di Courbet, "L'Origine del Mondo", s'è parlato a proposito dei braghettoni algoritmici di Facebook. Il censurato fu Vittorio Sgarbi che lanciò strali, accuse, montò una (sacrosanta) potenza. E arrivò ad annunciare la richiesta di risarcimento al signor Zuckemberg.

  • Stavolta il quadro non c'entra. A Cambridge, se i tenerelli studenti pieni pieni di felicità obbligatoria e dolcezza d'ordinanza vorranno leggere le opere di Shakespeare (magari il Tito Andronico) sono avvertiti: ci sono scene di violenza, discussioni sullo stupro. Il Bardo era un maschilista sessista?

    Stavolta il quadro non c'entra. A Cambridge, se i tenerelli studenti pieni pieni di felicità obbligatoria e dolcezza d'ordinanza vorranno leggere le opere di Shakespeare (magari il Tito Andronico) sono avvertiti: ci sono scene di violenza, discussioni sullo stupro. Il Bardo era un maschilista sessista?

  • Le Metamorfosi di Ovidio sono violente e fuori (grazie agli dei) dalla grazia (repetita iuvat) del politicamente corretto. Gli studenti tenerelli lo leggano con attenzione. In Italia, Ovidio, non lo legge più nessuno. Un anno fa ricorreva il suo bimillenario ma nessuno se n'è minimamente fregato. Tranne i grillini che, con due millenni di ritardo, gli hanno revocato l'esilio.

    Le Metamorfosi di Ovidio sono violente e fuori (grazie agli dei) dalla grazia (repetita iuvat) del politicamente corretto. Gli studenti tenerelli lo leggano con attenzione. In Italia, Ovidio, non lo legge più nessuno. Un anno fa ricorreva il suo bimillenario ma nessuno se n'è minimamente fregato. Tranne i grillini che, con due millenni di ritardo, gli hanno revocato l'esilio.