0

Cultura (di G. Del Ninno). A 110 anni da Marinetti, ecco il Manifesto del Passatismo

Pubblicato il 5 Febbraio 2019 da Redazione
  • 1.	Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità.


Noi vogliamo cantare l’amore per la sicurezza, l’abitudine alla quiete ed alla ponderazione.

    1. Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità. Noi vogliamo cantare l’amore per la sicurezza, l’abitudine alla quiete ed alla ponderazione.

  •           2. Il coraggio, l'audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della    nostra poesia.


Il rispetto per la paura, la prudenza, la capacità di obbedire saranno elementi essenziali della nostra poesia quotidiana.

    2. Il coraggio, l'audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia. Il rispetto per la paura, la prudenza, la capacità di obbedire saranno elementi essenziali della nostra poesia quotidiana.

  •          3. La letteratura esaltò fino ad oggi l'immobilità pensosa, l'estasi ed il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno.


La letteratura ha esaltato fino a ieri l’immobilità penosa, l’estasi e il sonno. Non crediamo che, per contrasto, si debbano cantare il movimento aggressivo, l’insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo e il pugno. Pertanto esalteremo l’immobilità tout court, l’estasi e il sogno.

    3. La letteratura esaltò fino ad oggi l'immobilità pensosa, l'estasi ed il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno. La letteratura ha esaltato fino a ieri l’immobilità penosa, l’estasi e il sonno. Non crediamo che, per contrasto, si debbano cantare il movimento aggressivo, l’insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo e il pugno. Pertanto esalteremo l’immobilità tout court, l’estasi e il sogno.

  • 4. Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova; la bellezza della velocità. Un automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall'alito esplosivo... un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Nike di Samotracia. 


         Noi affermiamo che la magnificenza del mondo, già arricchita di una bellezza nuova – la bellezza della velocità – abbia bisogna di riscoprire il fascino di una bellezza antica: quella della lentezza.

    4. Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova; la bellezza della velocità. Un automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall'alito esplosivo... un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Nike di Samotracia. Noi affermiamo che la magnificenza del mondo, già arricchita di una bellezza nuova – la bellezza della velocità – abbia bisogna di riscoprire il fascino di una bellezza antica: quella della lentezza.

  •         5. Noi vogliamo inneggiare all'uomo che tiene il volante, la cui asta ideale attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita. 


Noi vogliamo inneggiare all’uomo che abbandona il volante, e magari anche il telecomando, nella ricerca del suo cammino fatale.

    5. Noi vogliamo inneggiare all'uomo che tiene il volante, la cui asta ideale attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita. Noi vogliamo inneggiare all’uomo che abbandona il volante, e magari anche il telecomando, nella ricerca del suo cammino fatale.

  • 6.	Bisogna che il poeta si prodighi con ardore, sfarzo e munificenza, per aumentare l'entusiastico fervore degli elementi primordiali. 


Bisogna che il poeta si prodighi con fredda tenacia, frugalità e generosità, per contenere l’entusiastico fervore degli elementi primordiali.

    6. Bisogna che il poeta si prodighi con ardore, sfarzo e munificenza, per aumentare l'entusiastico fervore degli elementi primordiali. Bisogna che il poeta si prodighi con fredda tenacia, frugalità e generosità, per contenere l’entusiastico fervore degli elementi primordiali.

  • 7.	Non v'è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro. La poesia deve essere concepita come un violento assalto contro le forze ignote, per ridurle a prostrarsi davanti all'uomo.


Non vi è bellezza se non nella capacità di conciliare gli opposti. Nessuna opera che non illustri la tragedia dell’aggressività può essere un capolavoro.

    7. Non v'è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro. La poesia deve essere concepita come un violento assalto contro le forze ignote, per ridurle a prostrarsi davanti all'uomo. Non vi è bellezza se non nella capacità di conciliare gli opposti. Nessuna opera che non illustri la tragedia dell’aggressività può essere un capolavoro.

  • 8.	Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli! ... Perché dovremmo guardarci alle spalle, se vogliamo sfondare le misteriose porte dell'impossibile? Il Tempo e lo Spazio morirono ieri. Noi viviamo già nell'assoluto, poiché abbiamo già creata l'eterna velocità onnipresente. 

Noi siamo sul patrimonio estremo dei secoli! Poiché, dopo avere creato l’eterna velocità onnipresente, siamo al limite del dinamismo senza obiettivo.

    8. Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli! ... Perché dovremmo guardarci alle spalle, se vogliamo sfondare le misteriose porte dell'impossibile? Il Tempo e lo Spazio morirono ieri. Noi viviamo già nell'assoluto, poiché abbiamo già creata l'eterna velocità onnipresente. Noi siamo sul patrimonio estremo dei secoli! Poiché, dopo avere creato l’eterna velocità onnipresente, siamo al limite del dinamismo senza obiettivo.

  • 9.	Noi vogliamo glorificare la guerra - sola igiene del mondo - il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna. 

Noi vogliamo glorificare l’alternanza di guerra e pace, sola igiene del mondo, e con essa il militarismo e l’esercizio delle virtù civili, il patriottismo della terra e quello dei valori, il gesto distruttore e quello che ricostruisce.

    9. Noi vogliamo glorificare la guerra - sola igiene del mondo - il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna. Noi vogliamo glorificare l’alternanza di guerra e pace, sola igiene del mondo, e con essa il militarismo e l’esercizio delle virtù civili, il patriottismo della terra e quello dei valori, il gesto distruttore e quello che ricostruisce.

  • Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d'ogni specie, e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica e utilitaria. 


Noi vogliamo rifondare i musei, le biblioteche, le accademie d’ogni specie e combattere contro l’immoralismo, il femminismo zoppo e contro ogni spregiudicatezza opportunistica o utilitaria.

    Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d'ogni specie, e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica e utilitaria. Noi vogliamo rifondare i musei, le biblioteche, le accademie d’ogni specie e combattere contro l’immoralismo, il femminismo zoppo e contro ogni spregiudicatezza opportunistica o utilitaria.

  • Noi canteremo le grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere o dalla sommossa: canteremo le maree multicolori e polifoniche delle rivoluzioni nelle capitali moderne; canteremo il vibrante fervore notturno degli arsenali e dei cantieri, incendiati da violente lune elettriche; le stazioni ingorde, divoratrici di serpi che fumano; le officine appese alle nuvole per i contorti fili dei loro fumi; i ponti simili a ginnasti giganti che scavalcano i fiumi, balenanti al sole con un luccichio di coltelli; i piroscafi avventurosi che fiutano l'orizzonte, e le locomotive dall'ampio petto, che scalpitano sulle rotaie, come enormi cavalli d'acciaio imbrigliati di tubi, e il volo scivolante degli aeroplani, la cui elica garrisce al vento come una bandiera e sembra applaudire come una folla entusiasta.
È dall'Italia che noi lanciamo per il mondo questo nostro manifesto di violenza travolgente e incendiaria col quale fondiamo oggi il FUTURISMO perché vogliamo liberare questo paese dalla sua fetida cancrena di professori, d'archeologi, di ciceroni e d'antiquari. Già per troppo tempo l'Italia è stata un mercato di rigattieri. Noi vogliamo liberarla dagli innumerevoli musei che la coprono tutta di cimiteri.»


Non canteremo più le locomotive dall’ampio petto, il volo scivolante degli aeroplani e nemmeno il moto perpetuo virtuale. E’ dall’Italia che lanciamo questo manifesto di energia tranquilla e coinvolgente, col quale, forse, fondiamo oggi il Passatismo.

    Noi canteremo le grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere o dalla sommossa: canteremo le maree multicolori e polifoniche delle rivoluzioni nelle capitali moderne; canteremo il vibrante fervore notturno degli arsenali e dei cantieri, incendiati da violente lune elettriche; le stazioni ingorde, divoratrici di serpi che fumano; le officine appese alle nuvole per i contorti fili dei loro fumi; i ponti simili a ginnasti giganti che scavalcano i fiumi, balenanti al sole con un luccichio di coltelli; i piroscafi avventurosi che fiutano l'orizzonte, e le locomotive dall'ampio petto, che scalpitano sulle rotaie, come enormi cavalli d'acciaio imbrigliati di tubi, e il volo scivolante degli aeroplani, la cui elica garrisce al vento come una bandiera e sembra applaudire come una folla entusiasta. È dall'Italia che noi lanciamo per il mondo questo nostro manifesto di violenza travolgente e incendiaria col quale fondiamo oggi il FUTURISMO perché vogliamo liberare questo paese dalla sua fetida cancrena di professori, d'archeologi, di ciceroni e d'antiquari. Già per troppo tempo l'Italia è stata un mercato di rigattieri. Noi vogliamo liberarla dagli innumerevoli musei che la coprono tutta di cimiteri.» Non canteremo più le locomotive dall’ampio petto, il volo scivolante degli aeroplani e nemmeno il moto perpetuo virtuale. E’ dall’Italia che lanciamo questo manifesto di energia tranquilla e coinvolgente, col quale, forse, fondiamo oggi il Passatismo.