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Crisi economica: i ‘soliti’ speculatori erodono retaggio e dignità dell’Europa ignava

Pubblicato il 25 luglio 2012 da Giacomo Petrella
Categorie : Politica

Stampa che ti passa. Questo è il refrain della politica europea ai tempi della speculazione. Come si esce dal gioco della speculazione? Popolari e socialisti, destra e sinistra, ministri e scribacchini, opinionisti e professori, non celano dubbi: la Bce dovrebbe stampare nuovo cash e fungere da prestatrice di ultima istanza. Risposta standard. Contro domanda standard: e perché non si fa? Ah colpa della Germania, ribattono prontamente. Culona dannata. E quindi nazista. O nazi-sovietica. L’iconografia si spreca.

Certo, i Tedeschi hanno le loro ragioni: essendo pessimi borghesi e gran lavoratori, perché dovrebbero accollarsi il debito dei ciccioni del sud? Ma hanno anche i loro torti: essendo pessimi borghesi e gran lavoratori, da sempre, finiscono per fare il gioco del furbo di turno. Che poi è sempre lo stesso. Ecco il punto. La domanda che nessun giornalista riesce a fare: scusi signor Ministro, signor Goldmann Sachs, signor Fate Presto Framassoni!, ma chi è l’idiota che ha costruito la Bce senza strumenti di difesa? Chi dovremmo impiccare al palo più alto, se ancora avessimo le palle di dire “alto tradimento”?

Non solo i Tedeschi, ovvio. Molti Francesi, sì. Moltissimi Italiani, sì. Qualche Spagnolo, qualche Portoghese. Tutti a chiedere consiglio agli Americani e a quelli della City. Ed ecco il risultato: quelli sì che stampano, fiumi di dollari, fiumi di sterline, e di yuan. A loro il debito fa un baffo. Loro sì che possono speculare: anche se i loro negri hanno ancora le pezze al culo, i loro musi gialli vivono da schiavi, il loro multirazzismo olimpico ha ridotto Londra ad un ammasso di subumani affamati  e senza patria. L’Europa se ne sta qui, ancora ricca e panciuta, per poco, a farsi erodere la sua ultima eredità. Il retaggio no, quello è perso e da tempo. Dissolto nelle casse del furfante internazionale. 

Di Giacomo Petrella

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