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Editoriale. Italia al bivio: ritorno alla guerra civile per la giustizia o nuova costituzione

Pubblicato il 2 agosto 2013 da Michele De Feudis
Categorie : Corsivi Politica

berlusconi napolitanoLa condanna confermata dalla Cassazione a Silvio Berlusconi è un uragano che si abbatte sul sistema politico italiano e le conseguenze che porterà riguarderanno il governo, i partiti e la autorevolezza internazionale del Paese.

Come ogni passaggio cruciale nella storia patria, siamo ad un bivio tra il superamento del conflitto tra giustizialisti e garantisti che ha segnato l’ultimo ventennio e il rinnovo della virulenza perpetrata dagli eserciti berlusconiani e manettari. Le dichiarazioni del Cavaliere (“torniamo a Forza Italia”) e del segretario Pd Epifani (ha ammiccato all’ala forcaiola del suo mondo) lasciano intendere che si porteranno indietro le lancette al 1994 e si tornerà al clima da guerra civile, con il leader del principale partito d’opposizione fuori gioco, mascariato da una condanna definitiva ma molto discutibile, e la sinistra di governo schierata su posizione oltranziste per non dare spazio e voti ai partiti di Vendola e Grillo.

Il governo Letta, che non ha finora brillato per iniziativa, traballa e avrebbe un’unica strada maestra per rigenerarsi: rilanciare la propria iniziativa come non ha mai fatto da quando è entrato in carica. L’anomala maggioranza dovrebbe, in un momento di grande pericolo per la stabilità italiana, riscoprire una radice riformista che finora è stata occultata da battaglie non prioritarie (come le proposte delle Kyenge).

I partiti italiani dovranno cambiare. Ridefinire la propria ragione sociale oltre la propaganda contro il nemico all’orizzonte, sia il Berlu-fascismo o la dittatura “morale” della sinistra giacobina. La prospettiva governista, infatti, ha nel nodo giustizia solo un tassello di un quadro nel quale le priorità appaiono invece le politiche industriali, il ruolo dell’Italia nello scacchiere globale, le questioni immigrati e integrazione, il lavoro e l’occupazione giovanile.

Un nuovo sistema può nascere solo da un nuovo patto, una nuova costituzione che faccia tesoro delle ferite sanguinanti, eredità di questo ventennio a cui bisogna evitare l’epilogo di Piazzale Loreto: scrivere insieme le nuove regole e il rinnovato impianto istituzionale obbligherebbe i contendenti a riconoscersi e a riconoscere la priorità della difesa della sovranità nazionale.

@waldganger2000

Di Michele De Feudis

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