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L’intervista. Ignazio, padre di Miriam Leone, contro la Boldrini: “Sulle miss pregiudizi da socialismo reale”

Pubblicato il 18 luglio 2013 da Fernando M. Adonia
Categorie : Le interviste

miriam leoneNeanche Ignazio Leone, padre di Miriam, Miss Italia 2008, ha accolto con favore l’uscita di Laura Boldrini sulla mancata messa in onda su RaiUno del concorso di bellezza più longevo del nostro Paese. «Il presidente della Camera si è adagiato pienamente su dei luoghi comuni che albergano all’interno di una certa sinistra, soprattutto estrema», ha riferito Leone a Barbadillo.it. Una presa di posizione tutt’altro che retorica o banalizzante. Il padre della ex reginetta può vantare nel proprio curriculum personale, infatti, l’elezione a consigliere nella difficile realtà comunale di Aci Catena (in provincia di Catania), tra le fila del vecchio Pci e una robusta conoscenza della lingua latina. Un retroterra che ha in parte influenzato la figlia Miriam, un miss che appena eletta stupì l’opinione pubblica per l’endorsement in favore di Obama e la particolare attenzione verso i temi del femminismo.  Ma è appunto sulla stessa idea di donna che si gioca una partita a distanza fatta di contenuti tra Ignazio Leone e il presidente della Camera: «Censurando la bellezza cadremmo nel realismo socialista».

Come ha accolto l’uscita del presidente della Camera su Miss Italia?

Ignazio Leone

Ignazio Leone

La Boldrini si è adagiata pienamente su dei luoghi comuni che albergano all’interno di una certa sinistra, soprattutto estrema. Ultimamente c’è tutta una polemica, accolta anche da Il Fatto quotidiano, su cui la Boldrini si è adagiata acriticamente. Lei non sa, però, che Miss Italia, nel 90% dei casi, è una competizione pulita. È un concorso dove non vi è alcuna volgarità. È un luogo dove le ragazze hanno la possibilità di farsi conoscere, certo, in prima battuta sotto il profilo estetico. Ma per chi ha altre qualità è un trampolino di lancio. Si pensi alla Loren. La Boldrini non ha capito che non è un concorso spazzatura. Avrebbe dovuto invece approfondire la faccenda. In questa occasione, me ne dispiace, il presidente della Camera è stata superficiale. In questo modo si rischia di fare di tutta l’erba un fascio.

Secondo lei, questa presa di posizione può in qualche modo deturpare l’immagine di alcune Miss, mi riferisco in particolare a sua figlia, che hanno dato prova di avere un spessore non solo estetico?

Certo che sì. La Boldrini neanche ci ha pensato. È stata superficiale. Ha gettato ombra su tutte. Ma la realtà non è quella che descrive lei. Nei fatti il percorso di Miss Italia presuppone delle tappe dove le ragazze si scommettono personalmente. Un cammino fatto di selezioni, sacrifici e non di pressioni. La Boldrini, in altre battaglie che ha condotto, è stata sicuramente più ferrata rispetto ad ora.

La sua delusione nasce dall’essere un uomo di sinistra o dall’essere il padre di una Miss?

Io non parlo né da padre, né da uomo della sinistra. Io credo che la realtà sia più forte di qualsiasi idea. L’esperienza di mia figlia mi è sicuramente servita a capire cosa avviene dietro le quinte. Le ragazze che sono andate avanti non sono scese a bassi compromessi, partendo proprio da Miriam. Prima di qualsiasi boutade, bisogna avere consapevolezza di cosa si parla. Censurando la bellezza, cadremmo nel realismo socialista, dove la donna o era di 100Kg o non era. Oppure si rischia di scivolare nel ruralismo pre fascista prima e fascista poi. “Forti figli pendevano dalla tue poppe!”. Sarebbe più giusto puntare ad un modello di donna che sia autenticamente moderno.

Crede che siano le sfilate in bikini a turbare il presidente della Camera?

Il bikini di Miss Italia è così casto che neanche ti accorgi lo stanno indossando. Non suscita nessun Eros. Non lo dico perché mia figlia lo ha indossato. Ma neanche prima della sua partecipazione mi suscitava determinate impressioni. Qui non parliamo del modello “velina” che deve sottolineare il lato b di una ragazza.  Parliamo di ben altra configurazione. Lo ripeto, quando si parla di determinate manifestazioni, lo si deve fare con intelligenza. E dirsi a favore o contro non vuol dire proprio nulla.

Di Fernando M. Adonia

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