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L’analisi. Tra falchi, colombe e avvoltoi: guida alle larghe (pazze) intese

Pubblicato il 14 luglio 2013 da Francesco Curridori
Categorie : Politica

santanchèIn questi giorni il Parlamento italiano più che un Palazzo sembra “un’uccelliera” dove si incontrano e si scontrano i “falchi” e le “colombe” appartenenti ai principali partiti politici, sia di maggioranza che d’opposizione. Cercare di capire allora la distribuzione e i perché di queste due fazioni trasversali può aiutare a leggere meglio e a orientarsi tra le cronache di queste “larghe (pazze) intese”.

I falchi sono presenti perlopiù tra le file del Pdl dove un ruolo da protagonista spetta a Daniela Santanché – che ha coniato anche il corollario di se stessa definendosi “pitonessa” – che guida il folto gruppo di quelle che un tempo rientravano nella categoria giornalistica delle amazzoni berlusconiane come per esempio Michaela BiancofioreTra i falchi pidiellini non possono non mancare il capogruppo alla Camera Renato Brunetta che ha chiesto tre giorni di sospensione dei lavori parlamentari e Maurizio Gasparri che si è detto pronto a dimettersi se Silvio Berlusconi fosse interdetto dai pubblici uffici.

Nel Pd il falco per antonomasia, però sempre più simile a un “grillo”, è Pippo Civati che sta improntando la sua campagna elettorale per la corsa alla segreteria sulla rottura con Berlusconi e su un’alleanza con i pentastellati. Ma a ruota lo seguono Rosy Bindi, il capogruppo al Senato Luigi Zanda che fin dalla prima ora si era detto favorevole a votare per l’ineleggibilità di Berlusconi e il segretario Guglielmo Epifani che non perde occasione di alzare il tiro nei confronti dell’alleato di governo. I renziani, invece, più che falchi sembrano degli “avvoltoi” pronti ad approfittare della caduta del governo per tornare alle urne. Se da un lato, infatti, si dicono contrari all’ineleggibilità per Berlusconi dall’altro di fronte alla richiesta pidiellina di una sospensione dei lavori hanno deciso di astenersi polemicamente e il loro leader non fa altro che ammonire il premier di non concedere troppo spazio di manovra al proprio alleato. Nel fronte moderato di centro, infine, una colomba come Mario Monti ha temporaneamente preso le sembianze del falco “sobrio” richiamando in vita la pratica della Prima Repubblica del “vertice di maggioranza” per lanciare un segnale: “Esiste anche Scelta Civica”.

Le colombe nel Pd sono politicamente “popolari”, nel senso che appartengono alle correnti dell’ex Ppi vicine al ministro Dario Franceschini e al premier Enrico Letta con cui collaborano da anni nelle fondazioni a lui vicine come associazione360 VeDrò. Anche il capogruppo alla Camera Roberto Speranza è entrato di diritto e con più forza tra le schiere delle colombe per essersi pronunciato contro l’ineleggibilità di Silvio Berlusconi che dentro il Pdl figura come la colomba per antonomasia. L’ex premier, infatti, non manca di ribadire la sua lealtà a questo governo, a prescindere dall’esito dei suoi processi.

La divisione tra falchi e colombe dentro il Movimento 5 stelle, infine, riguarda l’atteggiamento da avere nei confronti di Beppe Grillo. I più vicini al comico genovese come i quattro capigruppo, Roberta Lombardi, Vito Crimi, Riccardo Nuti Luigi Morra sono senza dubbio da considerare dei falchi anche se proprio quest’ultimo ha aperto in queste ore a un governo col Pd. Le colombe grilline sono da considerarsi tutti quei parlamentari che finora sono stati espulsi per aver criticato il proprio leader o per aver avuto una maggiore apertura verso il Pd o verso la vicenda relativa alla diaria. E sono stati cacciati dal nido senza tanti complimenti.

Di Francesco Curridori

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