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L’analisi. Se a temere il 30 luglio c’è anche tutto il Pd che guarda a Letta

Pubblicato il 13 luglio 2013 da Canio Smaldone
Categorie : Politica

LettaA guardare con preoccupazione alla data del 30 luglio e alla sentenza della Cassazione sul processo Mediaset non c’è solo il Cavaliere, i suoi avvocati e gran parte del Pdl. Un eventuale giudizio negativo che preveda addirittura l’interdizione dai pubblici uffici rischia di avere effetti collaterali capaci di scuotere e non poco anche il Partito democratico. L’antipasto avuto con lo psicodramma seguito alla decisione del Gruppo alla Camera di sospendere i lavori per permettere al Pdl di riunirsi (in realtà per protestare contro la decisione della Suprema Corte) rende l’idea di quanto l’esito del processo Mediaset possa influire sullo stato d’animo dei democratici.

Documenti, appelli, lettere incrociate che rischiano di esasperare sempre di più il dibattito interno in vista del congresso. L’avvio della stagione congressuale infatti si incrocia pericolosamente con il giudizio della Cassazione (che potrebbe slittare anche a settembre) e può moltiplicare tatticismi, posizionamenti, strumentalizzazioni sull’atteggiamento da tenere di fronte ad una condanna di Berlusconi. La sofferenza della base per il governo delle larghe intese può esplodere con effetti imprevedibili sulla falsa riga di quanto avvenuto in occasione del voto su Romano Prodi al Quirinale. Guglielmo Epifani non a caso ha messo le mani avanti ridimensionando il giudizio della Cassazione su Mediaset e spostando invece l’attenzione su Napoli dove Berlusconi è indagato per la presunta compravendita di senatori ai tempi del governo Prodi. Mandando quindi la palla in tribuna e cercare di mettere Letta al riparo da una crisi di governo sulla fine dell’estate.

La sensazione è che non sarà facile digerire una condanna del Cavaliere. Il capogruppo Roberto Speranza, uno arrivato ai vertici del partito attraverso il movimento giovanile, conosce bene il “popolo” democratico e ad ogni occasione lancia messaggi distensivi sforzandosi di tenere fuori dalle preoccupazioni di Letta e del Pd il destino giudiziario di Berlusconi, arrivando anche a difenderne l’eleggibilità. Tuttavia l’occasione per sbarazzarsi di quello che è stato il più tosto avversario politico della sinistra sarà troppo grande e continuare a tenere ben distinti la vita del governo Letta e i processi del Cavaliere sarà sempre più difficile. Non solo per il Pdl.

Di Canio Smaldone

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