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Calcio. Dal Torino alla Juve: rabbia granata contro il fedifrago Ogbonna

Pubblicato il 12 luglio 2013 da Giovanni Vasso
Categorie : Pallone mon amour

OgbonnaAlla Maratona non vogliono più nemmeno nominare il suo nome. Per chi ama il Toro, quel ragazzo che sembrava avere tutte le carte in regola per entrare dritto dritto nella storia granata è solo un traditore che per di più, nel giorno delle visite mediche ufficiali, ha pure gettato benzina sul fuoco delle polemiche: «La Juve è un sogno da bambino».

Il Torino perde la sua colonna d’ebano Angelo Ogbonna che andrà a puntellare la difesa della Juventus di Antonio Conte. E se fino a qualche settimana fa i tifosi granata erano pronti a far le barricate per evitare che il talentuoso difensore con la faccia da bravo ragazzo passasse agli odiati ‘gobbi’ adesso non vogliono vederlo più nemmeno in cartolina.

Su internet la rabbia è un fiume in piena che colora di granata la polemica pallonara dell’estate. E non solo sul web: cori e striscioni contro il ‘venduto’ ormai si sprecano nella Torino granata che sul quel ragazzone, in termini affettivi, aveva investito tantissimo.

Sui forum l’amore tradito si è trasformato in un cecchinaggio continuo contro il fedifrago Ogbonna. Già, perché lui – nato e cresciuto calcisticamente nel vivaio del Toro – aveva tutte le carte in regola per diventare il nuovo Zaccarelli nel cuore degli aficionados granata. Invece, dopo tanti anni, si scopre che, fin da bambino, la colonna d’ebano della difesa di mister Ventura, da un anno e più entrato nelle grazie del buon Prandelli e quindi nel giro della Nazionale maggiore, sognava l’odiata casacca bianconera della Juventus. Urbano Cairo è passato, in pochissime ore, da odiato presidente avaraccio ad eroe della piazza, finissimo mercante in grado di turlupinare gli odiatissimi cugini aristocratici bianconeri. In grado, in un colpo solo, di liberarsi di un ‘traditore’ e di acquisire, a prezzi di saldo, un signor calciatore che risponde al nome di Ciro Immobile. Quindici milioni in totale costerà l’operazione Ogbonna alle casse della Juve. Svendita di Immobile compresa. Nonostante i trascorsi juventini (Ciro Immobile arriva dalla primavera bianconera) un anno di Zeman a Pescara, trascorso a suon di gol, ha fatto perdonare al puntero partenopeo i suoi ‘natali’ gobbi, nonostante il mezzo flop genoano dello scorso campionato.

In fondo, Ogbonna, in questo passaggio nemmeno troppo inconsueto nella storia del calcio torinese (finora, contando pure  sono stati 21 i giocatori transitati dal Toro alla Vecchia Signora) sembra ricalcare le orme di Mario Balotelli. Amatissimo dalla curva dell’Inter, si scopre poi che è un tifosissimo del Milan con la cui maglia, in mezzo girone di ritorno, ha fatto sfracelli. Però i gemelli d’ebano non possono intendere il calcio solo come una pelosa questione di professionalità. Ibrahimovic insegna: puoi fare caterve di gol, ma se non hai cuore nessuno ti amerà mai davvero. E, per la Maratona, è solo il cuore a fare la differenza.

Di Giovanni Vasso

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