0

Palermo. Accordo tra associazioni per il ricordo di Borsellino: una pax amara

Pubblicato il 9 luglio 2013 da Fernando Massimo Adonia
Categorie : Cronache

borsellino1È “pace fatta” tra le Agende Rosse di Salvatore Borsellino, il fratello del giudice palermitano barbaramente ucciso da Cosa Nostra ventuno anni fa, e il Forum XIX Luglio, la sigla capitanata dagli ex ragazzi del Fronte della Gioventù, che organizza sin dal 1993 la ormai storica fiaccolata che si conclude in Via D’Amelio nel giorno della morte di Paolo. Intendiamoci, non che è ci fosse una vera e propria guerra in atto tra le due organizzazioni. Ma negli ultimi anni, la convivenza nella medesima piazza di due sigle che incarnano la lotta antimafia da due prospettive diverse, è divenuta impraticabile. Insomma, se finora non si è arrivati allo scontro fisico, è solo grazie al buonsenso di qualcuno che ha preferito soprassedere all’umiliazione di sentirsi dare del mafioso solo perché si è di destra.

Da questo anno quindi non ci sarà più alcuna coincidenza di eventi. Agenda alla mano, la via D’Amelio vedrà, fino alle 21.30, le fiaccole accese del Forum e dalle 22 in poi il monologo sulla presunta trattativa tra Stato e Mafia tenuto dal vice direttore de Il Fatto quotidiano, Marco Travaglio. Una scelta tecnica varata per mettere fine ai diktat da parte di qualcuno su chi fosse o no realmente degno di porgere un omaggio al giudice ucciso. Una decisione, forse, necessaria. Ma che lascia lo stesso l’amaro in bocca. Già, perché se la figura di Paolo Borsellino dovrebbe unire, una certa antimafiosità dal retrogusto d’ideologia divide e alza degli steccati invalicabili.

“Paolo Vive”. Nulla di più. Questo è stato lo striscione che i ragazzi del Forum hanno portato in piazza per anni nel silenzio generale dei media con dietro di migliaia di palermitani orgogliosi di essere concittadini di Paolo Borsellino. Una marcia, da sempre, decorosa e inclusiva. Partecipata, mentre le commemorazioni istituzionali erano disertate dalla società civile. Una marcia dunque animata da persone oneste, che hanno rifiutato le logiche mafiose senza cadere però nella tentazione di distribuire patenti antimafia su pergamene rabbiose ed esclusive.

Se la Mafia è un male, non si può rispondere ad essa con un linguaggio e delle pretese di esclusivismo altrettanto malefiche e autoreferenziali. Oggi la piazza si divide. Non c’è nulla di cui gioire. Bisogna prendere atto che esistono due modi d’intendere sia l’Antimafia che la Giustizia. L’uno che si ferma all’indignazione, l’altro che, nonostante tutto, continua a marciare.

Di Fernando Massimo Adonia

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>