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Calcio. Mario Gomez alla Fiorentina il torero che rinnova tradizione degli spilungoni viola

Pubblicato il 9 luglio 2013 da Giovanni Vasso
Categorie : Pallone mon amour

gomezUn Torero alla corte di Vincenzo Montella: la Fiorentina brucia la concorrenza di Napoli,  e si assicura le prestazioni di Super Mario Gomez, che arriva in Toscana dal Bayern Monaco del Triplete.

Il gigante Gomez va a puntellare la tradizione degli attaccanti ‘spilungoni’ che negli ultimi anni, alla Viola, hanno fatto sempre benissimo. A cominciare dall’inarrivabile Gabriel Batistuta per finire al neo-acquisto dell’Hellas Verona (ed ex Bayern anche lui) Luca Toni: con Gomez arriva un panzer iberico-tedesco che anche grazie all’altezza (190 centimetri, per gli amanti dei numeri quattro in più di Batigol e due in meno di Toni) è un vero e proprio falco dell’area di rigore, dotato di forza e potenza ma anche di una certa agilità che lo aiuta a superare le difese avversarie. Cresciuto nel vivaio dello Stoccarda, si impone nelle giovanili ed esordisce in prima squadra direttamente in Champions League e, per di più, in un incontro di cartello contro gli inglesi del Chelsea. Dopo otto campionati con i biancorossi di Svevia(due in seconda squadra, il resto nella rappresentativa maggiore) viene acquistato dal Bayern Monaco per una cifra astronomica: trenta milioni di euro. Era un’operazione pianificata da tempo, quella dei bavaresi: mettere le mani sull’astro nascente del calcio tedesco e fondare un ciclo vincente. Solo che gli imprevisti, spesso, causano delle incomprensioni. Sulla panchina di quel Bayern, infatti, arriverà Louis Van Gaal il quale, senza nemmeno velar troppo le parole, fa sapere di ritenere sprecati tutti quei soldi per l’acquisto del Torero. Lui non aveva chiesto Gomez. Ma questi saprà rifarsi. Non solo aspetta pazientemente il suo turno quasi ai margini della squadra, ma quando è chiamato in causa si toglie qualche soddisfazione pesante. Poi Van Gaal sarà licenziato e, su Gomez, ritorna la fiducia ed il sereno. E pure le caterve di gol. Con i bavaresi gioca quattro stagioni, fatte di alti e bassi. Diversi infortuni ne minano la continuità e mettono a repentaglio pure il suo posto in squadra. Tuttavia va sempre considerato che SuperMario è un tipo che finora, a 28 anni, ha già segnato più di 220 gol in poco meno di 380 partite. Una media realizzativa di tutto rispetto, quella del Toreador. Che parla da sola. A livello internazionale Mario Gomez si è imposto con la forza dei gol: ad Euro 2012 è stato il capocannoniere della manifestazione. Suo il gol che castigò il Portogallo di Cristiano Ronaldo. Ma adesso il Bayern, dopo aver vinto tutto, ha deciso di puntar forte su un nuovo ciclo sperando di evitare il ‘destino’ che è invece toccato all’Inter che dopo la sbornia di successi targata Mourinho non ha saputo più imporsi.

Mario Gomez era già conosciutissimo ai tifosi del Napoli prima per la tripletta che  rifilò a Cavani e compagni all’Olympiastadion in Champions League nell’edizione 2011-2012 durante fase a gironi e poi per le avances del presidente azzurro Aurelio De Laurentiis alla ricerca di un attaccante che, pure sul piano mediatico e della suggestione estiva, non faccia rimpiangere troppo la partenza del Matador. Un po’ la stessa situazione che si vive a Firenze, con due piccole differenze: la prima è che occorreva trovare un sostituto al talentuoso Jovetic, bramato da mezz’Europa. La seconda è che la Fiorentina, prima di nuovo clamoroso caso Berbatov (lo ricordate? Il puntero bulgaro che nel fugace volgere di mezza giornata prima si accordò con i Della Valle, poi firmò con lo juventino Marotta ed alla fine se ne tornò in Inghilterra, al Fulham), si è già assicurata le prestazioni del Toreador.

@barbadilloit

Di Giovanni Vasso

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