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Il caso. La procura di Bologna si accanisce contro la famiglia di Paolo Signorelli. Invece di cercare la verità sulla strage

Pubblicato il 30 Settembre 2019 da ***
Categorie : Corsivi Politica

Paolo Signorelli, intellettuale e uomo libero perseguitato ingiustamente per la strage di Bologna

Le sentenze sulla strage di Bologna sono considerate monche e lontane dalla verità da intellettuali e politici delle più differenti estrazioni culturali. La Procura della città emiliana, invece di cercare la verità e le risposte mancanti, ha scelto – e lasciamo ai lettori di farsi liberamente una opinione – di ascoltare una anziana signora del 1934, Claudia, moglie di Paolo Signorelli, intellettuale postfascista scomparso nel 2010 e assolto in tutti i gradi di giudizio dalle accuse per la bomba (la storia giudiziaria l’ha raccontata in un volume prezioso, Di professione imputato, con introduzione di Pietrangelo Buttafuoco).

Per noi la pur legittima azione giudiziaria dei magistrati ha troppi elementi che segnano un accanimento: verso la famiglia Signorelli, che tanto ha sofferto per questa diatriba che non riguardava affatto Paolo, e verso la comunità della destra politica italiana. Vogliamo verità su Bologna, via il segreto dagli atti ancora coperti da omissis e basta con questi atti strumentali che coprono gli intrighi internazionali che hanno causato una strage che costituisce una ferita sanguinante per l’Italia. Infine piena solidarietà alla famiglia Signorelli, che con la lezione di Paolo sempre viva, affronterà con dignità e coraggio anche questa pagina ingloriosa del capitolo infinito bolognese. (***)

Il post del figlio di Paolo Signorelli, Luca

«Credevo di aver visto quasi tutto da parte delle procure italiane ed in particolare da quella di Bologna, sbagliavo :questa mattina ho ricevuto una telefonata da parte di un ispettore della questura romana di via San Vitale che mi avvisava che stavano andando a casa di mia Madre per notificarle un avviso di presentazione presso i loro uffici per il giorno 1 ottobre».

«Di fronte alla mia perplessità e alla richiesta di andare io al suo posto, mi è stato gentilmente detto che non era possibile perché Mamma risulta essere “persona informata sui fatti” e che è quindi obbligata a comparire dinanzi a loro per essere ascoltata…Ascoltata su che cosa ho chiesto ma l’unica risposta che ho avuto è stata che il provvedimento viene dalla procura di Bologna!!!!».

«Inutile dirvi – conclude Luca – come si è sentita mamma quando sia pur con gentilezza si è vista entrare in casa la polizia tanto da sentirsi male ancora adesso che vi sto scrivendo! È una vergogna, ha 85 anni ha dovuto vedere il marito incarcerato per 10 anni con qualsiasi accusa e poi assolto da tutto ed ora le si chiede di testimoniare? Ma che cazzo vi dice la testa luridi salumai che dal 1980 continuate a costruire castelli di carta in cui volete dimostrare che è stata una strage fascista e perciò andate senza ritegno a convocare in questura una anziana donna che non ha mai fatto neanche un infrazione stradale! Miserabili abbiate il coraggio di dire la verità, non avete nulla in mano e questa bolla di sapone vi scoppierà prima o poi, ma lasciate in pace almeno una donna del 1934 che ha già sofferto abbastanza per le vostre persecuzioni politiche! Vergogna!».

@barbadilloit

Di ***

5 risposte a Il caso. La procura di Bologna si accanisce contro la famiglia di Paolo Signorelli. Invece di cercare la verità sulla strage

  1. Il prof. Signorelli almeno per quanto l’ho conosciuto io , con la ‘comunità della destra politica italiana’ non c’entrava un bel nulla. La ‘destra politica italiana’ ha governato per anni , ma non ha mai fatto nulla per far sì che si arrivasse quanto meno alla verità storica.

  2. La destra politica non ha mai veramente governato in Italia e, soprattutto, non ha mai governato magistratura e media! Pensiamo che diventino, non dico di destra, ma appena decenti proprio ora?

  3. La destra politica ha avuto vicepresidenti del consiglio ministri, sottosegretari ,presidenti di regione, sindaci di città importantissime, che poi alla prova dei fatti si siano dimostrati dei mascalzoni o degli incapaci ,nulla toglie.Ritengo offensivo per il povero Professore mescolare la sua Figura con quella dei figuri di cui sopra (‘io nelle sedi di An non entro per non sporcarmi le scarpe ‘ soleva dire).

  4. Redazione

    Gallaro’ la sua interpretazione della categoria ‘destra politica’ in questo caso è molto personale. Destra politica non si può sovrapporre in Toto al suo odio per An. Ma la nobiltà della testimonianza di Paolo Signorelli non merita polemiche, tantomeno polemiche pretestuose.

  5. Gallaro’ Paolo ha un fratello più grande Senatore del MSI e poi di An. Lo stesso Giulio Maceratini si spese personalmente per la battaglia sull’ innocenza di Paolo.
    È vero quello che tu dici sul fatto che il Professure era talmente avanti da lasciare dietro tutte ‘le famiglie’ della destra.
    Tuttavia va detta la verità.
    Diciamo che era riconosciuto universalmente come un personaggio antagonista e non conforme e anche certa destra istituzionale lo ha seguito nelle disavventure.
    Te lo dice Uno che gli voluto bene come un figlio e gli deve molto…
    Un caro saluto
    Lvc

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