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Editoria. Arriva Agoghè, il magazine delle comunità militanti identitarie

Pubblicato il 14 Settembre 2019 da Liam Brady
Categorie : Politica

Una nuova rivista è sempre una buona notizia per il mondo delle idee. Agoghè è il magazine che riunisce trenta comunità militanti, coordinate da Casaggì e dal laboratorio giovanile di Azione studentesca: indovinato il mix di idee e suggestioni giovanili racchiuso nel titolo iconico “Rabbia, Sparta e Rock and roll”.

La presentazione del progetto

“Agoghè è stata una piccola rivoluzione luminosa nel buio di un ambiente che, per sentirsi vivo, non ha più avuto bisogno di farsi etichettare come “giovanile”. Esso ha rappresentato, con la sua sincera radicalità, l’acquisita consapevolezza di non essere più una “fase adolescenziale” da tenere sotto chiave, ma una scelta di vita che voleva esprimersi liberamente. Al bando le definizioni imposte, dunque: chi dobbiamo essere, in questo schifo di epoca, lo decidiamo da soli. Del resto, nel deserto ideale dell’antipolitica, ci eravamo quasi abituati all’idea della “gavetta giovanile”: le caricature sbarbate dei politici in carriera, pronte ad apprendere le sofisticate tecniche della “cosa pubblica”, si agitavano come dei mestieranti qualunque.

“La politica – sussurrano i nuovi idoli, cresciuti all’ombra del self-made man –
è un investimento per la vita”: a noi piace pensare che quell’investimento debba
compiersi davvero, ma sotto le ruote impolverate delle nostre camionette.
Certi “momenti nazionali” – infatti – ci parevano delle puerili valvole di sfogo, pensate per ricondurre le migliori energie nel gorgo del “buon senso” borghese e del “politicamente corretto”, come la passeggiatina che si concede al cane dopo cena, in modo che non abbai durante la notte. Con Agoghè, tutto questo, ha cessato di esistere: nel silenzio del teatro, dove i signori imbellettati si sedevano composti per ascoltare la litania del canto gregoriano, qualche ragazzaccio ha iniziato a strimpellare una chitarra elettrica. Il suono metallico di un amplificatore, nel panico generale, ha trasformato una noiosa serata di gala in una meravigliosa notte punk.
Il tempo dei quaccheri è finito: si suona il rock ‘n roll”.

@barbadilloit

Di Liam Brady

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