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Destre. Addio a Stefano Delle Chiaie. Lo storico Baldoni: “Estraneo alle stragi”

Pubblicato il 10 Settembre 2019 da Red
Categorie : Politica

Enzo Biagi (intervistatore per la Rai) con Stefano Delle Chiaie in Sudamerica

E’ morto la notte scorsa a Roma Stefano Delle Chiaie, 82 anni, esponente della Destra radicale, già nel Movimento Sociale Italiano e fondatore di Avanguardia Nazionale, assolto per insufficienza di prove per la strage di Bologna.

Il ricordo dello storico Adalberto Baldoni

“La nostra amicizia risale al 1960, quando lui era a capo di Avanguardia nazionale giovanile ed io guidavo la Giovane Italia di Roma. Politicamente eravamo in contrapposizione, ma la ‘concorrenza’ tra le due associazioni, la sua estremista, la mia moderata, non ha mai generato risse, scontri verbali, come invece accadeva tra noi e Ordine Nuovo. Spesso chi deteneva il potere, per sporchi giochi politici, ha tentato di coinvolgerlo in fatti delittuosi, come la strage di Piazza Fontana o quella di Bologna. Ha pagato duramente queste infamità. Nel limite delle mie possibilità, con le inchieste apparse nei miei saggi sul terrorismo, ho dimostrato la sua totale estraneità. Con i fatti, non con le chiacchiere, le supposizioni, i pregiudizi, di cui sono campioni gli antifascisti di maniera”. Così, all’Adnkronos, Adalberto Baldoni, giornalista e scrittore, commentando la morte del suo amico, Stefano Delle Chiaie.

Di Red

14 risposte a Destre. Addio a Stefano Delle Chiaie. Lo storico Baldoni: “Estraneo alle stragi”

  1. Mi dispiace ma non si può concordare con l’analisi di Baldoni, al di al di facili condanne e altrettanto maldestre difese preventive sono comprovate le relazioni del “caccola” con ambienti del deep state atlantico Nato in funzione anti-comunista, come la sua partecipazione a operazioni inquadrabili all’interno della cosiddetta “strategia della tensione ” come le provocazioni di piazza , l’affissione dei noti “maniesti cinesi” per provocare fratture alla sinistra del PCI, o i suoi rapporti con la nota agenzia Aginter Press, la sua collaborazione con i regimi di Cile, Bolivia etc senza contare le trame in cui Avanguardia Nazionale si trovò, per stessa ammissione di Delle Chiaie, ad essere strumentalizzata consapevolmente o meno poco importa… Questo ovviamente non significa che Delle Chiaie sia stato coinvolto direttamente nella stragi di Stato a lui imputate e da cui è stato assolto, ma sicuramente le varie e conclamate operazioni che dal noto convegno Pollio in poi sono state perseguite ai fini di “destabilizzare l’ordine pubblico per stabilizzare l’ordine politico” non lo vedono estraneo ma anzi protagonista e per questo io non lo considero un terrorista ma semplicemente un dipendente al servizio dell’ordine atlantico imposto dopo la sconfitta del Fascismo, per questo stesso motivo non posso onorare la morte di Delle Chiaie come “camerata” e “fascista”… nonostante questo condanno altresi chi dipinge Delle Chiaie semplicemente come terrorista o peggio stragista, il problema è che molti protagonisti di quella stagione se ne stanno andando e sempre più complicato diventa ristabilire un corretta e definitiva verità che forse mai verrà completamente raggiunta… Sono da sempre stato critico sia con le ricostruzioni che da sinistra parlavano di “stragi fasciste” sia con chi da destra parlava di “pericolo rosso ” e simili, due visioni in realtà complementari e rappresentati due facce della stessa medaglia che hanno alimentato la menzogna in cui tanti onesti militanti sono cresciuti,sia da una parte che dall’altra , sempre nell’ottica degli “opposti estremismi” che tanto ha giocato a favore , del resto era questo l’obbiettivo,di chi veramente era responsabile morale e materiale di quella stagione… Negli anni 60 la FNCRSI già avvertiva militanti e camerati delle varie sigle a non lasciarsi coinvolgere in quelle dinamiche interne al sistema ed in tentativi reazionari tra l’altro sempre all’interno della costituzione e della visione antifascista , quegli avvertimenti rimasero inascoltati perlopiù e quindi non si può usare la giustificazione dell’ingenuità che seppur valida per alcuni non può essere applicata ad altri che già all’epoca erano ben consapevoli del torbido in cui rimestavano… Sarebbe un discorso troppo lungo da fare ma aspetto ancora il giorno in cui verrà aperto un serio e franco dibattito sia interno all’area neo-fascista che aperto ai protagonisti della barricata opposta (come fece Cpi una volta invitando Prospero Gallinari se non ricordo male) per mettere dei paletti definitivi su certe questioni e non alimentare più confusioni inutili e dannose… Comunque sia RIP.

  2. Stefano. Non entro in merito alla personalità ed al vissuto di Delle Chiaie. Non ne ho la competenza, la conoscenza specifica e tanto meno il diritto. Ma a te contesto una frase: “un dipendente al servizio dell’ordine atlantico”! Ma, facendo astrazione da ogni altra vicenda, ti pare forse qualcosa di disdicevole in sé? Forse che l’Italia non è parte della NATO? Forse che durante i passati 70 anni qualche governo ha mai messo in dubbio tale collocazione? Stessa cosa si potrebbe dire di un ufficiale del Regio Esercito che nel 1895, ad esempio, sia stato “un dipendente al servizio della Triplice Alleanza”! Noi seguiamo il destino degli Stati di appartenenza, altrimenti facciamo gli esuli (sul serio). Quindi “l’ordine atlantico” è il nostro ordine, ci piaccia molto, poco o nulla… Poi dipende da come interpretiamo il lavoro, il servizio…Saluti!

  3. Felice ma infatti io non ho giudicato come disdicevole tout court quel ruolo nonostante la possa anche pensare così,lo vedo più che altro ipocrita o contraddittorio nel momento in cui uno si auto-proclama “fascista” e avversario dello Stato antifascista, ecco non si può essere questo e allo stesso tempo lavorare , bene o male , convintamente o meno per strutture interne del nemico da te stesso identificato e storicamente assodato come tale… Questo era il senso dell’affermazione che quindi si lega inevitabilmente al personaggio in questione ed alla sua proclamata ideologia (che poi più che fascista era appunto reazionaria e contigua al “blocco d’ordine “, anche se in un senso stravolto e comunque non percepito come tale ne dal protagonista ne all’esterno, per quasi tutti purtroppo il fascismo era quella roba li,colonnelli ,golpisti etc, tesi che fa tanto comodo al potere e alle sinistre e per questo alcuni hanno definito il neo-fascismo come “variante di destra dell’antifascismo”, questo sempre escludendo ovviamente i sinceri e onesti militanti).. insomma non si può decontestualizzare il senso di quello che ho detto, è chiaro che se si fosse parlato di un Saragat o di uno Spadolini che erano convintamente atlantisti non avrei sottolineato quella discrepanza perché al di là delle posizioni di principio e dei gusti personali ne riconosco la coerenza… poi è chiaro che a me personalmente non piace l’atlantismo in qualsiasi forma e quindi la cosa mi appare disdicevole in qualunque caso , ma nel precedente intervento non esprimevo questo tipo giudizio ma solo un opinione di carattete storico-politico sulla aderenza ai principi che lo stesso protagonista dichiarava di perseguire…poi certo io non sono nessuno per giudicare e non è nel mio modo d’essere fare il giudice in nessun caso, difatti non era questo il mio intento, ai posteri ed alla storia l’ardua sentenza, forse..

  4. http://www.aldogiannuli.it/delle-chiaie/ Propongo il punto di vista di Giannuli che scagiona in buona parte AN e il suo leader dalle accuse stragiste pur confermando ciò che dicevo riguardo una certa contiguità rispetto ad altre questioni, si tratta di una lettura equilibrata e che in line di massima rispecchia il.mio punto di vista.

  5. Stefano. Siamo sempre alle solite. Tu sogni, secondo me, un pensiero, un qualcosa che politicamente è una scomoda nicchia affacciata su di un baratro, che ha avuto vita grama e stentata sempre, che è stato sconfitto nella rovinosa WWII e che è di fatto quasi scomparso, disperso in cento rivoli contraddittori ed impotenti. Noi, come italiani, deboli militarmente da sempre, oggi inesistenti, siamo rimasti ‘obbligatoriamente’ legati al carro del vincitore, come male minore, come ‘ordine atlantico’ che è pur sempre meglio che nulla, giacchè ovviamente dei russi non mi fido, né quelli di ieri, né quelli di oggi. Avesse vinto la Germania a quel carro saremmo rimasti legati, chissà come. Ma la storia non si fa con i se. Fare gli antiamericani è un esercizio paraletterario, retorico e per me inutile. Ognuno può servire come soldato semplice in una milizia anche straniera conservando la dignità. Come nella Legione Straniera francese o spagnola. Ma è proprio quella, nella nostra nazionale voluttà di umiliazione e di flagellazione passiva, che purtroppo sovente latita…

  6. La verità la sa soltanto lui, io l’ho conosciuto e lui disse che chiunque avesse qualcosa da rinfacciargli si facesse avanti. La realtà è che il marcio era nei vertici missini fin dal 1946 . Onore al camerata.

  7. Gallaro il marcio purtroppo era dappertutto dentro e fuori l’MSI, a destra e a sinistra… Ma anche tante belle comunità, tanti sodalizi sinceri, molti ideali e tanta ingenuità… Purtroppo finché non si arriverà a capire che non c’è stata continuita storica e ideologica fra Fascismo e neo-fascismo , se non a livello “cosmetico”, di simboli etc allora la storia non potrà mai essere veramente raccontata a dovere, è doloroso ma prima o poi bisognerà fare i conti con questa realtà storica, al netto di eccezioni e casi singoli… poi sempre massimo rispetto per chi ha combattuto, da una parte e dall’altra, per chi ha fatto militanza, per chi comunque ha affrontato la vita a muso duro con dedizione ad una causa, da guerriero e “soldato politico” senza rinnegare anche i propri sbagli.

  8. Felice concordo solo con l’ultima parte ovviamente del tuo intervento , per il resto in politica sono sempre stato più pragmatico che sognatore, semplicemente rimango fedele a principi che sono validi sempre perché non suscettibili di essere modificati dalle contingenze storiche.

  9. Stefano. I princìpi sono essenzialmente etici, prepolitici…Proprio lì, a mio modesto avviso, risiede il nocciolo del problema. Quello di cercare di tradurre in azione politica ( e magari di governo ) idee o ideali che strettamente politici, quindi per l’oggi, non sono… Quello è anche un problema delle tante destre italiane. Quasi mai rinunciano al proprio zaino ideale, pesante, talora scomodo, ma intangibile… saluti!

  10. Ieri sono stato ai funerali di Stefano delle Chaie in quanto molti della nostra ‘generazione di mezzo ‘ della militanza neofascista gli dovevano a mio avviso ‘chiedere scusa’.
    Ugo Maria Tassinari ha ricostruito criticamente la storia di Avanguardia Nazionale e del suo Comandante tracciandone il giusto e meritato profilo . Io l’ho conosciuto circa 20 anni fa e giustamente mi fece notare come fossimo stati depistati e che molte delle notizie fatte circolare ad hoc fossero ‘ menzogne e calunnie ‘ costruite dall’allora ufficio riservato del Ministero degli Interni con a capo il famigerato partigiano bianco e pidduista Federico Umberto d’Amato. La vulgata di regime al contrario ha sempre raccontato il contrario , ovvero che Avanguardia ne fosse una costola .
    Peccato che furono gli sbirri antifascisti di D’Amato che cercarono di uccidere delle Chiaie e al posto di delle Chiaie fecero secco a tradimento il suo luogotenente Pagliai.
    Cercavano uno stragista qualsiasi da riportare morto a Roma ….
    Purtroppo dall’Istituto Pollo in poi la destra radicale neofascista rimase coinvolta in questo scontro epocale uscendone fuori con le ossa rotte tra il 1970 ed il 1975.
    Quando la componente trilatrista occidentale vinse la sua battaglia contro gli atlantici.
    Uno scontro tra due componenti della stessa struttura occidentale imperialista e capitalista.
    Nell’Aquila e il Condor recensito da Tassinari Stefano della Chiaie racconta della sua latitanza e delle sue vicende che lo videro protagonista in tre continenti.
    Quel libro autobiografico e documentato chiarisce le scelte i dubbi gli errori e la tragicita del tempo ma soprattutto le situazioni scomode rispetto alla normale vita borghese in cui il Comandante ha vissuto senza se e senza ma per sé e per gli altri che la condivisero …
    Ieri durante l’omelia Gabriele Adinolfi uno dei capi storici ed ideologici di Terza Posizione ha rivolto a Stefano delle Chiaie due sole parole : Grazie e Scusaci. Mi allineo a questo suo saluto al Comandante, ben sapendo che ormai siamo orfani di un mondo scomparso, finito, concluso, con i suoi incredibili personaggi (…e con le loro contraddizioni ) che hanno dato tutto alla causa Nazional_Rivoluzionaria senza mai chiedere nulla in cambio.
    Onore al Comandante Stefano delle Chiaie e alla sua Vita avventurosa .
    Grazie e Scusaci ancora….

  11. Catilina al di del giusto rispetto per la persona non ti pare un po troppo ciceroniana questa tua posizione così totalmente benevola?

  12. Ciao Stefano io credo che la risposta la diede proprio Vincenzo Vinciguerra che come sai ha fatuo le pulci a tutta la destra radicale ma ribadendo il valorè di Delle Chiaie e soprattutto denunciandò anche lui l”opera di depistaggio e diffamazione contro Avanguardia Nazionale. Ma comunque a parte Vinciguerra che ha a mio avviso contratto la sindrome dell’amante tradito ci sono ormai 20 anni di chiarimenti ed in cui sono state date tutte le risposte. Magari come dice Gallaro’ lui attendeva domande da duri e puri che non si sono mai presentati a porle …
    Non c’è dubbio che il culto de Sac dal 1965 in poi ha prodotto false illusioni di vie brevi alla Rivoluzione, ma le persone poi fanno la differenza anche di fronte a scelte tragiche ed inopportunè. .. bisogna vivere certi momenti per capire fino in fondo …
    Stefano delle Chiaie è stato tutto questo. ..

  13. Catilina premetto che nessuno di noi si può permettere di giudicare in base a ricostruzioni o ipotesi indirette, o dare certificati di coerenza in base alle proprie categorie di pensiero e soprattutto a posteriori… Aggiungo pero anche che concordo col commenti d Nistri piu sopra soprattutto quando rileva che molti pensarono di manovrare per poi essere manovrati, questo sicuramente è vero ma non può essere un alibi politico… Il fatto è che pur nella confusione ancora non risolta di quegli anni conplessi ci sono però dei dati certi ed acquisiti e mi meraviglia un pochino che uno come te Catilina sempre attento e acuto nelle analisi sul ruolo della destra nelle strategie atlantiche di quegli anni non li tenga in considerazione nell’analisi complessiva che ad oggi deve essere scevra da rapporti personali, appartenenze,amicizie e emotività varie… Attenzione bisogna altresi scindere due piani, quello giudiziario e quello politico-ideologico, io non mi esprimo su quello giudiziario che vede fino a prova contraria assolutamente innocente Delle Chiaie come altri , ma mi riferisco al piano squisitamente politico che è l’unico su cui si puó ormai fare un resoconto a posteriori… premetto amche che non prendo per oro colato tutte le dichiarazioni di Vinciguerra che a volte magari esagerano certi fatti non tenendo conto della buona fede di certe scelte, ma condivido nella sostanza l’impianto delle sue ricostruzioni e le dinamiche spiegate, e non penso si possa parlare di un paranoico come alcuni a quanto pare ultimamente alludono senza però fornire alcuna prova per contraddirlo ,adesso anche per rispetto non entro nel merito ma il giudizio di Vinciguerra su AN ed il suo Comandante non è per nulla lusinghiero sul piano politico e ideologico, basta leggere questo lungo scritto per esempio comprovato dalle ricerche di valenti analisti non di parte. http://accademiadellaliberta.blogspot.com/2013/12/la-necessita-storica-di-non-capire-e.html?m=1 Comunque al di là di tutto, della collaborazione (storicamente accertata) fra AN e ufficio affari riservati (che non è regolare ma c’è stata eccome) con ON invece in ottica SID, anche se questo teorema che vede contrapporsi due settori dei servizi militari e civili appare riduttivo, con le famose veline dl SID e le dichiarazioni di ordinovisti che accusavano le cellule romane di correità proprio per mandare il messaggio a F.U.D’Amato di non far scaricare su di loro tutte le responsabilità, dicevo quindi a parte le calunnie (però mai smentite realmente e spesso coperte da alibi a catena), a parte le ricostruzioni licenziose, idealizzate etc e le evidenti omissioni e mancanze conprese quelle nel libro autobiografico “L’aquila e il condor” , tralasciando tutto Catilina con credi che certe scelte politiche siano perlomeno a posteriori contraddittorie con una prassi politica di tipo fascista in opposizione al regime democratico e liberale? Per quanto mi riguarda come sai io non mi sono mai dichiarato fascista perché il complesso di idee che sostengo non appartiene al mondo ed alle ideologie moderne seppur il fascismo ha rappresentato in alcune sue istanze queste idee, però riconosco come sai al fascismo una grande dignità storica per via della sua originalità eretica come nuovo paradigma rivoluzionario di superamento e sintesi di grandi idee al servizio dell’interesse della Patria e della sua emancipazione sociale,culturale antropologica… Proprio per questo considero personaggi anche antifacisti del dopoguerra come Mattei più fascisti di molti che facevano il saluto romano alla domenica e poi gli altri giorni erano bravi borghesi come tutti, stessa cosa vale per chi ha rischiato la vita per un ideale di indipendenza nazionale e di guerra al sistema . In base proprio al servizio reso all’interesse nazionale e contro l’occupazione straniera si può valutare secondo me l’aderenza all’ideale rivoluzionario… quindi per quanto mi riguarda non si tratta di fare i duri e puri, categoria che da sempre guardo con sospetto, ma di rilevare che dichiararsi rivoluzionari fascisti e avversari dello stato democratico antifascista va in contraddizione con le comprovate relazioni con Aginter Press, Colonnelli Nato, infiltrazione e provocazione in ambienti anarchici,la stretta vicinanza con J.V.Borghese etc… attenzione se si riconosce che la matrice ideologica di partenza non è il fascismo ma l’estrema destra anti-comunista e reazionaria nessuna contraddizione in ciò, si tratterebbe invece di strategie coerenti con alcuni principi autoritari e d’ordine (poi però scaricati dalla seconda stagione degli anni di piombo che invece ha definitivamente accollato tutto ai “neri” per favorire il passaggio del paese su posizioni progressiste che sono quelle che il capitale favorisce )… insomma per concludere io vorrei solo che si facesse chiarezza ideplogica , che il fascismo del ventennio e della RSI venga distinto dal neo-fascismo destrista , e che seppur con la scusante della buona fede e delle pressioni ambientali etc ogni protagonista di quel periodo riesca a far luce secondo lenpropeie possibilita sugli errori e le ingenuità commesse, senza ovviamente per questo dover rinnegare qualcosa o tradire i propri ideali o amici… alla fine si tratta solo di chiarezza, proprio per allontanare le ombre e le insinuazioni, ma questo non lo dico riferendomi a qualcuno in particolare ma a chiunque abbia a cuore l’interesse italiano e senta l’esigenza di arrivare perlomeno ad una verità storica anche in rispetto al ventennio visto che quella giudiziara seppur definitiva non ha mai fatto chiarezza sui vertici soli veri responsabili di quella stagione. P.s L’omicidio di Paglia è stato eseguito da uomini Cia e Sid da quello che so, non da uomini degli affari riservati , questo però rientra nell’ottica di cui sopra dello scaricare responsabilità ed eliminare chi poteva sapere per accollare tutto ai “neri” nel cambio di strategia che prima ha visto l’utilizzazione del pericolo rosso per proclamare lo stato d’emergenza e stabilizzare il paese ed evitare cosi possibilo scivolamenti autonomisti , giocando così con le promesse fatte all’area di destra di uno stato autoritario che ovviamente non si sarebbe mai imposto perché l’Italia non era la Grecia, poi la naturale svolta a sinistra della stessa strategia per scaricare le stragi sul neofascismo e portare il paese verso posizioni progressiste più consone al capitale internazionale e da qui molte compagini destriste lasciate a loro stesse diventarono schegge impazzite vedendosi represse e attaccate da ogni parte… Spero di essermi spiegato senza fraintendimenti , purtroppo sono in vacanza fuori città e quindi scrivendo da telefono mi scuso per eventuali errori grammaticali e di sintassi. Cordiali saluti e spero che un giorno la Verità su quegli anni venga alla luce anche per rendere giustizia a chi pur magari commettendo qualche errore ha sempre agito in buona fede e nell’interesse dell’Idea e della Patria contro gli interessi del nemico …. In onore anche a tutti i camerati caduti.

  14. Buongiorno Stefano in questi giorni sono fuori sede ed il discorso sarebbe lungo ed articolato. Mi riprometto di replicare a quanto da Te sostenuto ma non tanto per l’analisi complessiva sul neofascisti quanto sul ruolo e sulla buona o cattiva fede ‘ delle varie famiglie ‘ del neofascismo.
    Come sai mentre la destra nszionale è stata sempre organica dal 25 luglio ed anche prima a flirtare con gli alleati ed i nemici della Nazione Sociale, la destra radicale e solo dal l’Istituto Pollo che ha subito il depistaggio verso una guerra tutta interna al sistema occidentale pagando a durissimo prezzo questo coinvolgimento. E da questo postulato che bisogna ripartire per fare in modo omesto e distaccato chiarezza se vogliamo essere oggettivamente equilibrati. Certo che i nostri fratelli maggiori non ci hanno capito un granché appoggiando regimi in crisi e modelli di autoritarismo fuori tempo massimo.
    Ma nelle singlese vicende e situazioni vanno fati i giusti distingue sulla base di fonti e documenti acquisiti.
    Il Ministero degli Interni voleva morto Stefano della Chiaie così come gli americani della Cia. Cosi come suicidato Riccardo Minetti così come sparato alla nuca di G.Esposti ecc.ecc.ecc.
    La destra nazionale si è arricchita con gli atlantici . Non mi risulta che i protagonisti della destra radicale abbiano fatto fortuna…
    E questa la dicè lunga su chi lavorava per chi…un caro saluto

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