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Tarantelle. La resa del Conte: i panni sporchi si lavano al Senato

Pubblicato il 21 Agosto 2019 da Alemao
Categorie : Tarantelle

Di Maio e Salvini

Non è stato bello assistere al dibattito parlamentare culminato con le dimissioni del premier Giuseppe Conte. È stata un’esperienza oggettivamente moscia, poco eccitante. Più che una disfida politica s’era alla resa dei conti, ai panni sporchi che si lavano in Senato.

L’ex (per ora) presidente del Consiglio ne ha dette di ogni a Salvini che, a sua volta, gliene ha rintuzzate parecchie. Quindi ha parlato l’altro Matteo, Renzi, che per la prima volta da lungo tempo si è rivisto al centro del ring parlamentare. E mentre tuonava la Taverna, ecco che la Lega ha ritirato la mozione di sfiducia al governo di cui, date le mancate dimissioni dei suoi ministri, ancora fa parte.

Chi non ha parlato è stato Luigi Di Maio. Sfinge? Manco per sogno. Annuiva e ribeccava a gesti le parole dei suoi avversari. Sia detto con rispetto per le antiche mamme, sembrava una di loro che – tradita in pubblica piazza dall’esuberante marito lumbard – ora soffre le offese e ora prende gusto dalle parole di chi ne difende l’onore e le ragioni.

Fuori dalle aule, dentro il calderone dei social si scatenano i parentadi, dell’uno e dell’altro. I primi che rinfacciano l’onestà, i secondi che li esorcizzano buffoni. Intanto, quelli che sanno, si richiamano moralisti ai bei tempi antichi quando la politica era fatta da uomini assennati e bene educati con l’unica tensione ideale della concordia civile. Lo sanno tutti che non è mai stato così e che mai lo sarà: perfino Marco Furio Camillo, che Roma salvò dai Galli, ebbe a soffrire pervicaci opposizioni e pretestuose accuse. Ma vuoi mettere il piacere di fare la predica agli altri?

 

Di Alemao

19 risposte a Tarantelle. La resa del Conte: i panni sporchi si lavano al Senato

  1. Mi dispiace un pochino per Di Maio, in fondo lui è uno di noi e si vedeva chiaramente che avrebbe voluto riconciliarsi con Salvini, e magari accettare la sua proposta di Premier…In fondo è un bravo ragazzo, ha delle qualità, forse si potrebbe recuperare anche perchè ora come ora la sua avventura di potere nei cinquestalle è finita, Di Maio manda un bel vaffa a tutti e torna a casa.

  2. La componente “sinistroide” del M5S, che rappresenta la maggioranza, è sicuramente favorevole all’inciucio con il PD, da cui lo separano solo i temi economici, ma sui temi etico-sociali e sui cosiddetti “diritti civili” (unioni gay, ius soli, utero in affitto, ecc.), sono su posizioni pienamente convergenti.

  3. Werner ormai le posizioni politiche non contano più nulla in questa crisi, conta solo la tattica parlamentare, l’esempio è che a livello di posizioni Zingaretti sarebbe molto più vicino ai 5* rispetto a Renzi che ne è lontanissimo, eppure è proprio Renzi che per salvare la sua leadership vuole l’inciucio mentre Zingaretti vuole andare al voto… Insomma i cosiddetti “ideali” contano ben poco, ieri sembrava quasi di essere tornati ai tempi della DC, si davano coltellate chiamandosi amici e dandosi pacche sulle spalle…

  4. Zingaretti vuole andare al voto(non so se sia sincero)per purificare una volta per tutte l’anima comunistoide PD,dalle spacconate chiassose ed inconcludenti di Renzi e seguaci.Infatti in tal caso sara’Zingaretti decidere per le liste elettorali.Ora credo che il bravissimo Mattarella,fara’di tutto per non andare ad elezioni.Non mi meraviglierei se proponesse come panacea il vecchio ciarpame..PD..5st..Bonino..Casini..financo Boldrini etc. Ho notato inoltre che Salvini ha piu supporto dai vari Bagnai,Bongiorno,Borghi che dai vecchi lega north e questa realta’dovrebbe essere analizzata e non essere trascurata,potrebbe infatti essere una mina vagante nell’eventualita’Salvini andasse al potere.
    Personalmente sono curiosissimo vedere se tutto i 5st vadino eventualmente col PD,cosa che dubito e quindi la situazione e’ alquanto strategicamente imprevedibile

  5. Esatto Fernando, concordo.

  6. @Stefano
    Concordo, ma chi è più anziano di me sa che la DC fu una sciagura per il nostro paese…

  7. Stefano. Noi chi? Di Maio? Ma chi è di Maio? Che cosa ha fatto in vita sua? Da quale alta tradizione politica o culturale proviene? Sappiamo che ha venduto bibite al San Paolo, fatto altri mestierucci e poi si è intrufolato nel baraccone vaffanculista e governativo… Avere faccia tosta da ‘bravo guaglione’ non serve, specie al Nord… Uno compara il curriculum di una Von der Leyden e poi quello di un Di Maio (e compagnia) e capiamo subito perchè siamo sempre spernacchiati…

  8. Werner: perchè tu non hai vissuto, come me, gli anni ’50 e ’60. La DC, con tutti i suoi difetti e la sua cultura “antistato”, come i comunisti, ha mantenuto l’Italia, ricostruita, in grande sviluppo di infrastrutture ed industriale, seppur squilibrato, (e fondamentalmente ordinata in quanto a conti) in Europa, in Occidente, nel libero mercato…Fino al 1968… Certo io vedevo un po’ arrogantemente l’Italia da Torino, dove il primo turno delle fabbriche, soprattutto in bicicletta e baracchino, invadeva le fredde nebbiose notti invernali alle 5 del mattino, ma non era colpa nostra… se gli altri non ci imitavano e trovavano più comodo andaré al mare, fregare il prossimo e fare i camorristi! Io a 19 anni non facevo il caxxone all’Università, ma lavoravo alla Olivetti. E poi andavo all’Università quando potevo, studiavo da casa, in auto, al bar, e quasi sempre poi prendevo 30 e lode! E non ero il solo…

  9. Felice, Giggino l’ex bibitaro(che poi cosa c’è di male nell’aver fatto il bibitaro) viene da una cultura missina e sanno tutti nell’ambiente che lui è sicuramente a “destra” come idee politiche ed infatti lo stanno isolando sempre di più in quanto lo si ritiene primo responsabile dell’accordo con la Lega e dell’aver assecondato certe politiche leghiste… Poi lascia stare il curriculum e certi atteggiamenti tipici, mica si giudica un buon politico da questo, di gente con mille lauree che poi ha fatto le peggiori nefandezze ne abbiamo viste ed avute tante, e comunque a dire che è un “bravo ragazzo” e che ha lavorato bene ci sono anche alcuni parlamentari di FdI per esempio… ma vabbè a me sinceramente non importa un fico secco di fare l’avvocato difensore, ci mancherebbe che mi metto a difendere pure Di Maio, semplicemente mi dispiace che faccia il capro espiatorio perchè a mio modesto avviso non lo merita e la sua parabola politica potrebbe continuare se avesse il coraggio di fare quello che tanti altri hanno fatto, ovvero lasciare i 5*.

  10. E bravo Stefano. Non importa se Salvini viene da una cultura comunista, ma importa de Di Maio viene da una “cultura” missina! Quale poi? In un partito che, purtroppo, non ha mai valorizzato la cultura, semmai uno sterile nostalgismo? Poi tra i cinquestalle del Rdc, il peggio del meridionalismo provinciale, assistenzialista, clientelare, trasformista, tanto presuntuoso quanto ignorante, querulo e vittimista…Quelli che hanno fatto del “vaffanculo” un simbolo ed il cuore di una politica antisistema ed antistato?

  11. Felice certo mica è una giustificazione o una discriminante la sua appartenenza ideologica, era solo per rispondere alla domanda che avevi posto rispetto alla sua provenienza politico-culturale… sul resto sai che sono in gran parte daccordo, la mia comunque non era una nota politica su Di Maio, al massimo una piccola considerazione dal punto di vista umano, ma lascia tranquillamente il tempo che trova era giusto una provocazione per alleggerire un pò il dibattito, nulla di serio insomma…

  12. GUIDOBONO SE FOSSI IN TE,STAREI UN POCHETTO piu’cauto nel denigrare l’MSI ALTRIMENTI CORREREI IL RISCHIO DI APPARIRE..DICIAMO..SUPERFICIALE,PRESSAPOCHISTA STOP!!
    l’MSI E’STATO UN MOVIMENTO NATO DALLE MACERIE RIMASTE DAL TENTETIVO DI FARE L’ITALIA UNA NAZIONE.SEBBENE USATO MANIPOLATO E’ STATO DETERMINANTE PER LA SALVAGUARDIA NAZIONALE CONTRO UNA DERIVA COMUNUSTA.E’INUTILE RICAMARCI SOPRA RIGUARDANTE LO SPIRITO CHE ALBERGAVA NEL POPOLO MISSINO DI QUEL PERIODO..ANTONIO PANTANO SU YOUTUBE SPIEGA BENISSIMO TALE PERIODO..DOCUMENTATISSIMO.. RIGUARDO ALLA MOLTITUDINE DI LAVORATORI CHE IN BICICLETTE ALLA 5DI MATTINO NELLA NEBBIA TORINESE SI RECAVA AL LAVORO LA MAGGIOR PARTE DI LORO ERA MERIDIONALE.NEGLI ANNI SETTANTA SU 1.100.000 ABITANTI 500.000 ERA MERIDIONALE,CON GRANDE BENEFICIO PER GLI OUTOCTONI.
    NON CREDO CHE TU SIA COME CERTI PIEMONTESI CHE DICEVANO NEGRI SI MERIDIONALI NO!!! CEREA..

  13. Fernando. Certo che lo sviluppo industriale si doveva in gran misura ai meridionali, ma noi mica eravamo contro i meridionali, ma contro un certo tipo di meridionalismo che ancora continua, quello alla De Magistris per capirci…Quello che ha fatto nascere la Lega… Quell’ambiente missino, che non intendo affatto denigrare, l’ho frequentato, sia pur saltuariamente, e mantenendo poi alcune amicizie, fino a quando (credo nel 1974, all’epoca del referendum abrogativo del divorzio) mi sono veramente stufato. Almirante e pochi altri erano ammirevoli, la maggioranza no! Chi leggeva e pensava cadeva spesso nell’estremismo neonazista (che purtroppo tutti conosciamo) e gli altri facevano troppo sovente i reggicoda ai rimasugli del clerico-fascismo, quello di Alleanza Cattolica ecc. Ciarpame retorico tanto ed allora…lasciai perdere…Con la demenziale crociata anticonsumista, antiliberale ed antistatunitense di oggi sarei probabilmente fuggito ancor prima… Saluti!

  14. Guidobono…perchè ti crei tutti sti problemi?Questi di cui parli “son tutti problemi a cui non devi pensare… quando hai una sana ed onesta tossicodipendenza”(mark renton in quel meraviglioso film che non hai purtroppo visto)che stai dimostrando…i meridionali ALLA De Magistris hanno fatto nascere la lega,vero?E chi ca…volo erano sti ‘passionari’ che sfilavano a Torino venendo da Sud contro i residenti?Ci fai qualche nome?Io ho sempre saputo di ‘analfabeti, campagnoli’ che avevano solo tanta voglia di dare anche solo il culo pur di mandare denaro alla loro famiglia… emigrando,perchè l’Olivetti l’avevano creata x far lavorare te A CASA TUA non a casa loro e nostra.E x farla ‘lavorare’ bene,ed a te per raggiungere il posto di lavoro meglio, t’ABBIAMO creato,anche con le ns risorse,strade,ferrovie, capannoni,distretti industriali x per l’indotto ed ancora capannoni e case…e l’andazzo continuerà fino a…domani, ancora,vedi l’intrallazzo’ del tav.Pensi che ci sia stato ‘uguale’ trattamento e distribuzione di risorse affinchè non t’accollassi renzino ed il suo babbo e lasciando i napoletani nelle mani di De Magistris arrivato nel 2011 in politica?Vaffanculu va!

  15. Guidobono,quella specie di masaniello di bassa lega di nome De Magistris e’una conseguenza della politica super clientelare di un certo Bassolino cui fu’conseguenza di
    una certa Iervolino(buona quella)e che dire di Orlando??
    E’ la politica che deve farsi carico di certe realta’.
    Credo pero’ che tu manchi molto da torino,altrimenti sapresti che la stessa situazione se non peggio e’ la realta’ torinese.Conseguenza della politica di Valentino Castellani,chiapparino ed ora ancora peggio con l’Appendino.Ricordo la Torino delle olimpiadi invernali,bellissima,financo assolata sebbene fredda.Tutti i ristoranti affolatissimi,noi dovemmo andare a Sassi.Ora e’ in caduta libera,si salva solo la Juventus e poco altro sono passati solamente12 anni, mi astengo nei particolari per decenza sentendomi profondamente ancora Italiano.Se a napoli la colpa e’dei napoletani a torino la colpa e’dei torinesi.E’ la lungimiranza di una strategia politica
    che modella plasma una societa’.Riguardo l’MSI che c’entrano gli altri uno gli ideali se li crea con la propria sensibilita’.Antistatunitense? ma se gli usa vogliono usare manipolare l’Italia non dovrei esserlo?? Antiliberale ma cosa vuol dire oggigiorno!!!Anticonsumismo?? Certamente bisognera’considerare chi si da da fare e’ giusto che gli si riconosca il merito, pero’piu equita’ sociale bisognera’ pur farla. GOOD NIGHT..

  16. Fernando. Certo che la colpa è dei torinesi. Il mio rapporto con Torino è di odio-amore e non ci vivo (se non per brevi soggiorni) da ben 42 anni!…Noi però non scarichiamo le colpe sugli altri…né su complotti diabolici, né perdiamo tempo con astruse dietrologie. La guerra l’abbiamo persa, la Germania soprattutto l’ha persa: se non volevamo che l’orso russo con noi si facesse un sol boccone bisognava capire da che parte stare (manipolazioni comprese, non si può aver tutto). Siccome l’Europa non è mai decollata militarmente, siamo sempre a quel punto… Bye!

  17. Fernando. Una Olimpiade non fa primavera, anzi lascia poi un sacco di edifici inutili… Ma siccome in tanti vogliono “mangiarci su”, molti politici chiedono ad ogni occasione di ospitare una Olimpiade o i Mondiali di calcio… Non ho numeri in mano, ma credo che Torino non ne abbia avuto alcun beneficio, neanche turistico successivo. La crisi di Torino è la crisi della Fiat, iniziata nel 1988 con il licenziamento di Ghidella, l’affermazione di Romiti e di una visione essenzialmente diversificata e finanziaria del Gruppo. Lla fine della priorità dell’auto…Allora la Fiat era (o era stata fino a poco prima) il primo produttore europeo. Dieci anni dopo era di fatto alla canna del gas; quando arrivò Marchionne era “virtualmente fallita”, poi non è mai veramente resuscitata…

  18. @Guidobono
    Tutto vero quello che hai scritto sulla DC, ma a questo partito non potrò mai perdonare il fatto che pur di conservare le poltrone nel 1975 è sceso a patti col diavolo facendo l’inciucio col PCI, noto come Compromesso storico. Hai inoltre precisato che fino al 1968 le cose funzionavano meglio: certo, subito dopo c’è stato il disastro, combinato sempre dalla DC che ha ceduto il monopolio dell’informazione e dell’istruzione ai comunisti, anche se secondo me qui, considerato che i democristi erano filo-clericali, ci fu la cattiva influenza del CVII del 1962-65, voluto dal pontefice marxista Roncalli e sostenuto da un gruppo di ecclesiastici legati alla massoneria, con il quale è iniziata la distruzione della Chiesa e del Cattolicesimo, e di conseguenza il declino morale della nostra società. Quanto ai meridionali a Torino – soprannominati dai torinesi “terùn” o “napuli” – ci sono stati due tipi di immigrazione, quella delle persone oneste e perbene che lavoravano nelle fabbriche, e quella dei delinquenti, come dimostrato dalla presenza dapprima della malavita siciliana e poi della ‘ndrangheta calabrese. Qualche tempo fa vidi un documentario su Rai Storia a proposito dell’immigrazione meridionale a Torino, e ricordo un vecchio signore torinese doc intervistato dal cronista che diceva chiaramente che tutti i meridionali dovevano andarsene subito via: se una cosa del genere qualcuno la dicesse oggi a proposito dei vari maghrebini e subsahariani che popolano la città, gli arriverebbe subito l’avviso di garanzia da parte della Procura per il reato di istigazione all’odio razziale.

  19. Come sempre succede con i fenomeni migratori il buono arriva mescolato con la zavorra (soprattutto il clan dei catanesi a Torino). Con le vie ridotte a Far-West e l’impunità quasi garantita per anni… Però, Werner, questo è il popolo italiano, piaccia o no. In maggioranza vuole essere libero per soddisfare il suo fondo anarcoide (ma quale libertario!) e dar la stura al peggio. Come diceva la mia saggia madre, le cose funzionano, più o meno, quando quelli che comandano hanno la camicia o la talare nera. E comandano sul serio. Abusi compresi. Quando arriva la libertà arriva il casino…

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