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Focus (di G.deTurris). I costumi liquidi: dalla libertà sessuale al proibizionismo (e ritorno)

Pubblicato il 9 Luglio 2019 da Gianfranco de Turris
Categorie : Cultura
Lolita

Lolita

Certe volte la Storia si prende delle singolari vendette, talmente paradossali da avere il sapore della beffa che sembra assumere l’aspetto di un ghigno malefico.

Come è noto, uno degli slogan principali della cosiddetta “contestazione globale” di ormai mezzo secolo fa era quello della “liberazione sessuale”. I ragazzi (e le ragazze) di tutto o quasi il mondo occidentale manifestavano contro il bigottismo della morale e dei costumi che a ventitré anni dalla fine della guerra ingabbiava ancora la società europea e americana. Woodstock, la minigonna, Oh Calcutta!, le sfilate delle femministe con le mani chiuse a triangolo, Reich, se le dovrebbero ricordare tutti quelli che hanno una certa età.  Libero sesso in libero Stato, insomma. Alla base c’era la teoria che la “repressione sessuale” in famiglia e nella società in cui allora si diceva che vivessimo, fosse la causa di tutti i mali: dai delitti a sfondo sessuale alle nevrosi dei giovani alla segregazione delle donne e alla loro mancata “emancipazione”. Era in sostanza (anche se si faceva finta di non saperlo) una denuncia nei confronti di padri e madri che avevano vinto il secondo conflitto mondiale, ma che a quanto pare non erano poi stati capaci di realizzare secondo i “contestatori” una società migliore.

Da allora sono trascorse ben due generazioni, oltre cinquant’anni, e la Storia sembra aver trovato il gusto della vendetta. Oggi nel 2019 intanto non godiamo affatto dei benefici effetti della “liberazione sessuale” che i ribelli di allora, oggi nonni, dovrebbero aver trasmesso ai loro figli e questi ultimi ai nipoti: le cronache giornaliere sono piene di notizie raccapriccianti sui giornalisticamente definiti “femminicidi”, cioè quelli che tecnicamente sono chiamati “assassini per motivi affettivi o in ambito familiare”, figura giuridica creata per sanzionare delitti considerati in costante aumento e quindi con fini di dissuasione. Non solo. Che dire poi dai crescenti casi di pedofilia o di sesso con minori da parte degli adulti maschi e femmine? Il caso della trentenne che ha sedotto un quattordicenne e ne ha avuto un figlio ha suscitato scalpore. Di più: sono in aumento anche le violenze di gruppo perpetrate da minorenni nei confronti di loro coetanee spesso bambine.  

 Il che dimostra in modo esplicito e chiaro che la “liberazione sessuale” dal 1968 a oggi non ha prodotto alcun effetto positivo, la liberazione dei costumi non ha allentato le nevrosi, la sconfitta della repressione sessuale non ha prodotto benefici psicologici e culturali, la promiscuità giovanile impensabile un tempo non ha provocato quella semplificazione dei rapporti interpersonali e sentimentali che si riteneva ovvia, la possibilità di accedere ormai facilmente alla pornografia su Internet non ha scaricato le tensioni erotiche. Sembra invece che sia avvenuto l’esatto contrario. E il “libero sesso in libero Stato” pare aver accentuato certe  pulsioni ormonali e  allentato ogni freno inibitorio, fatto emergere l’erotismo nel suo aspetto più basso ed elementare  già a dodici anni come dimostrano le cronache.  Andiamo quasi peggio di prima, ma nessuno cerca di capirne le ragioni che stanno in quel “pansessualismo” e in quella mancata “liberazione dal sesso” (e non del sesso) su cui mettevano in guardia – inascoltati – alcuni pensatori negli anni Settanta. 

Ma il paradosso è che stiamo tornando indietro e sulla società occidentale aleggia oggi lo spettro del neo-puritanesimo nato con il movimento MeToo (anche io) promosso a metà del 2018 dopo il cosiddetto “sandalo Weinstein” da un gruppo di star di Hollywood capeggiato dall’attrice italiana Asia Argento (che poi, ironia della sorte,  a sua volta è stata denunciata da un giovane attore che afferma di essere stato da lei violentato quando era minorenne!). Questa tendenza, amplificata dai mass media mondiali è, appunto, una feroce vendetta della Storia dato che oggi spesso qualsiasi approccio galante nei confronti del gentil sesso corre il rischio di essere considerato e denunciato (quando fa comodo) come “sessista”, come “aggressione sessuale” specialmente in USA e Gran Bretagna. Tanto per dire: il probabile sfidante di Trump alla Casa Bianca, il democratico Biden, vicepresidente all’epoca di Obama, è stato messo sotto accusa dato che anni fa avrebbe accarezzato i capelli di una certa signorina in politica e forse  le avrebbe dato addirittura un bacetto sul collo… Woody Allen, attore e regista, un guru sino a poco tempo fa, non riesce a trovare un editore per la sua autobiografia mentre Amazon si rifiuta di vendere i suoi libri in quanto crocifisso da accuse di molestie sessuali… 

E’ questa senza dubbio un’arma a doppio taglio: può stroncare definitivamente (con licenziamenti, perfino suicidi), ma anche promuovere carriere, e può produrre risultati grotteschi nella vita quotidiana. Una amica, docente negli atenei americani, mi ha raccontato che ornai i professori per evitare possibili “problemi” danno udienza alle studentesse solo in presenza di altri, vale a dire di “testimoni”, o ancora meglio a distanza attraverso collegamenti via Skype, cioè in video. Inoltre, negli uffici e aziende si sta perdendo l’abitudine di dare passaggi in auto a colleghe per accompagnarle a casa da sole. E nei taxi si va solo in forma unisex… Tanto per evitare qualsiasi sospetto e mettersi al riparo da “provocazioni”. E’ tutto dire dell’aria che tira negli Stai Uniti ormai ossessionati, e impauriti, da questo nuovo conformismo sessista, ennesimo volto assunto dal “politicamente corretto”.

La terminologia che ci viene da oltre Atlantico detta legge e, al di là da episodi oggettivamente gravi ed effettivamente denunciabili, che però non sono certo la norma, si giunge al ridicolo. L’ex presidente della Camera, Laura Boldrini, ha accusato il settimanale L’Espresso di “sessismo” per aver pubblicato in una sua copertina dello scorso aprile un primo piano del sindaco di Roma, Virginia Raggi, in cui secondo lei se ne  evidenziano le rughe di quarantenne. Non è una cosa seria, ovvio, ma fa notizia e fa capire bene il clima attuale e quale sia la tendenza odierna.

Se in cinquant’anni l’unico risultato positivo della “libertà del sesso” e in specie della “liberazione della donna” è stato quello di volgere qui da noi al femminile i nomi delle professioni con risultati spesso ridicoli (dottora, avvocata, giudicia, medica, direttora), o di vedere con sospetto qualsiasi tentativo di corteggiamento, non è che ci si possa vantare tanto della “contestazione globale”!

@barbadilloit

                           

Di Gianfranco de Turris

12 risposte a Focus (di G.deTurris). I costumi liquidi: dalla libertà sessuale al proibizionismo (e ritorno)

  1. E’ uno degli articoli più belli e più intelligenti che ho mai letto da quando seguo Barbadillo. Davvero da incorniciare. Aggiungo che il disastro creato dalla “rivoluzione sessuale” di cinquant’anni fa va necessariamente affrontato con interventi legislativi, primo su tutti l’innalzamento dell’età del consenso alla maggiore età, perché non si può assistere alla promiscuità precoce, a ragazzini e ragazzine adolescenti che hanno rapporti completi come se fossero adulti di 30-40 anni. Quando le libertà individuali degenerano nell’anarchia lo Stato deve intervenire, ma sappiamo tutti che non avverrà mai, per la semplice ragione che tutta la politica è infettata dal liberalprogressismo.

  2. Werner. L’articolo è piaciuto molto anche a me. Sul divieto per gli adolescenti di avere rapporti sessuali, ma chi mai dovrebbe intervenire? I Reali Carabinieri? Quelli che non reprimono neppure il libero e sfacciato spaccio di cocaina ecc. agli angoli delle nostre vie cittadine? È una questione di etica individuale, familiare e sociale, di spirito e costume dei tempi ecc., non di polizia!

  3. @Guidobono
    Sicuramente ci vorrebbe più censura su internet e televisione, perché mandano messaggi sbagliati ai ragazzini e li istigano a fare sconcezze. Io sarei per rendere illegale la pornografia, ad esempio. Comunque, come dici tu, chi dovrebbe mai intervenire? Nessuno, perché il virus liberalprogressista ha infettato l’intera classe politica, trasversalmente, anche chi si definisce impropriamente “conservatore”.

  4. Veramente Woody Allen nessuno si è permesso di toccarlo,continua vivere alla grande rimanendo Una icona nel firmamento cinematografico, così come lo è stato Roman Polanski.Differente,molto differente invece perJulian Assange.Pure sulla sessualità ci si è istruiti come interpretarla,usarla,manipolarla ..Se fossi Salvini starei molto attento,,

  5. Assange ha rivelato all’universo mondo materiale riservato di Stato. A mio avviso è stato gravissimo. Nessun Stato può tollerarlo. Ma che cosa c’entra con Woody Allen o Polansky?

  6. Fernando è vera la cosa riportata nello stupendo pezzo di De Turris riguardo Woody Allen, anche se può sembrare strano è stata censurata la sua auto-biografia che nessun editore ha accettato di pubblicare per delle accuse di molestie a carico del regista/attore… Del resto la stessa sorte che è toccata a Harvey Weinstein ed altri del circo mediatico hollywoodiano(ma anche allo stesso Trump se ricordi) che prima delle accuse erano considerati degli intoccabili… Ad oggi nell’establishment e nelle elites occidentali c’è una pesante guerra politica interna in cui i temi legati alla sfera etorico/sessuale, gender, femminismo e così via è usato a mo di clava come avvenuto nel recente caso riguardante anche Salvini… Cordiali saluti.

  7. Ah sì adesso se ne sono usciti con il “Salvini sessista” perché ha dato della “sbruffoncella” alla Rackete: io direi che è stato troppo gentile, ma è chiaro che uno come lui che ricopre una carica pubblica di Stato non può usare certi termini, forse più appropriati…

  8. Anche il sesso è una materia in cui si può notare come in occidente la libertà sia sempre più negata. Orwell sbagliò per difetto, non per eccesso… Con la sinistra occidentale (in oriente la chiamano: l’arrogante “sinistra bianca”) non è possibile ragionare, questi vanno schiacciati e basta. Quando arrivano ad imporre anche un determinato linguaggio, occorre una robusta reazione. Io, da par mio, continuo ad usare i vocaboli “rozzi” che ho sempre usato, anzi, cerco di renderli ancora più coloriti (ad esempio, finocchio). È inutile fare tanti sofismi, con le dissertazioni teoriche rendi i sinistri aggressivi, ti mostri debole o comunque sembra di dargli parzialmente ragione, invece vanno messi davanti al fatto compiuto, questi moralisti da due soldi…

  9. Illustrissimo e pure felice Guidobono,volevo semplicemente far notare che WOODY ALLEN e’stato protagonista di un grosso scandalo per la sua indole indefessa per le giovani Pulzelle.Ha continuato fare film di successo vivendo alla grande sebbene qualche volta si facesse notane nel suonare il PIFFERO.Ancora peggio per Roman Polanski,addirittura con mandato di cattura internazionale, bene ha continuato far gran vita fregandosene.Julian Assange e stato arrestato invece per un ipotetico stupro in Svezia,l’aver divulgato notizie segrete ha fatto si di beccarsi come scusante l’arresto per un’ipotetico stupro che e’evidentissimamente politico.Quindi credo che sia divenuta una tendenza coercitiva per inserirsi politi amente anche nei sentimenti e sfera sessuale delle persone..FORSE PER MIGLIORARE LA LIBERTA’,LA COESIONE SOCIALE E DEMOCRATICA..MA IO CI CREDO POCO..

  10. Fernando. Lo sai benissimo che, in ultima analisi, vale sempre la “giustizia alla calabrese”. Cioè gli Stati incastrano come la n’drangheta…cioè Assange non è colpevole di aver stuprato la moglie (ovvietà), ma di un crimine ben diverso, ma intanto ‘incastriamolo’ con la storia dello stupro in famiglia, che oggi ‘tira’, anche come giurisprudenza…poi si vedrà… Del resto Al Capone finì in galera solo per evasione fiscale…Poi i 2 registi l’han fatta sostanzialmente franca, ma tu… sai bene come me il perchè…È la giustizia umana, mica dev’essere pure giusta…è un prodotto ‘storico’…Saluti!

  11. Stefano,seguo De Turris con grande interesse,anzi ne sentivo la mancanza in quesi ultimi mesi.Mi sono permesso di accennare solamente che nel caso diWoody Allen,(cosi come in molti nel suo ambiente) la realta e’ alquanto differente,nel senso che egli e’ molto seguito e venerato dagli ambienti hollywoodiani,egli non e’ quella figura caduca quasi insignificante che vuol fer credere,invece e’ un buongustaio,non si fa’ mancare niente anche se qualche volta suona il piffero.La storiella di amazon,credo sia costruita,figurati con tutti gli amici dell’editoria .. saluti..

  12. Certo Fernando probabilmente hai ragione, tra l’altro la penso come te sul buon Woody ed anche sul resto che hai detto, il mio intervento era in effetti solo per confermare la notizia “ufficiale” sulla censura ai libri di Woody, poi se sia vera, falsa oppure solamente un escamotage non mi è dato saperlo.

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