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Calcio. Care Azzurre, non vi lasceremo sole con il tifo politicamente corretto

Pubblicato il 27 Giugno 2019 da Fernando M. Adonia
Categorie : Pallone mon amour Sport/identità/passioni

“Fantastico, ce l’abbiamo fatta!” Mamma mia. Laura Boldrini che esulta per il passaggio ai quarti delle nostre azzurre, fa passare la voglia a chiunque. E non solo di tifare. Avesse urlato yuppi (da tifo scatenato alla Holly e Benji) sarebbe stata più credibile. Gli italiani però devono essere più forti! Anche della Cirinnà (madrina appunto della omonima Cirinnà).  Che oggettivamente ci ha messo il carico, interpretando in chiave saffica il bacio di Aurora Galli alla sorella.

Un abbaglio arcobaleno che non le ha fatto notare quanto c’era scritto su Instagram a margine della foto incriminata. Una nota stupenda, di puro amore per il calcio. Una lode a tutto tondo che andrebbe letta e riletta a Camere riunite. Perché ci ricorda delle difficoltà oggettive per le ragazze di prendere a calci un pallone. Le stesse di quei tantissimi bambini che fino a trent’anni fa (e anche meno) dovevano accontentarsi dell’asfalto, delle saracinesche e di un Super Tele. Roba che, quando vedevi dal vivo una porta vera, con tanto di pali e rete, pareva un miraggio.

Appunto per questo bisogna essere più forti. Di tutti quegli intelligentoni a cui non è mai interessato nulla di calcio e che nei successi (quelli sì strepitosi) delle nostre azzurre in rosa vedono dell’altro. Che poi, anche se avesse ragione Alessandro Cecchi Paone (e probabilmente ne ha), chi se ne frega: saranno pure fatti loro! Noi restiamo dell’idea che “il calcio è di chi lo ama”. Un motto che fino all’esultanza della Boldrini avevamo francamente banalizzato. Poi abbiamo capito tutto. Ora è arrivato invece il momento di aggrapparci con le unghie e con i denti a quello slogan. Così come – e come sempre, va da sé – alla maglia azzurra, al tricolore e alla nazionale.

Generazioni di Italiani sono cresciuti tifando Italia a prescindere dallo sport, dal genere e dalla competizione. Dai mondiali di calcio a Giochi senza frontiere passando da tutte le discipline possibili e immaginabili delle olimpiadi estive e invernali. Sì, perché quando si tratta d’Italia c’è poco da ragionare: si sa subito da che parte stare. Non è una questione politica, non è una questione culturale, non c’è nulla di tutto ciò. È così. Punto.

Per questo bisogna essere più forti delle ipocrisie e rimanere fedeli alla ct Milena Bertoli e alla capitana Sara Gama. Il percorso verso la prima stella mondiale è oggettivamente in salita, ma è un passo alla volta che si scala la montagna e a quel sogno vogliamo crederci fino in fondo. Ragazze, non vi lasceremo sole con le Boldrini di turno. Voi pensate a vincere, a tutto il resto penseranno gli italiani.  

@fernandomadonia

Di Fernando M. Adonia

23 risposte a Calcio. Care Azzurre, non vi lasceremo sole con il tifo politicamente corretto

  1. Fin da bambino seguivo le radiocronache della Nazionale di calcio, che era esclusivamente maschile, ma per noi esuli, a Trieste negli anni ’50,ogni evento sportivo che riguardasse l’Italia era motivo d’amore verso la Madrepatria.Così è indelebile nel mio ricordo il pellegrinaggio di migliaia di Giuliani alla palestra della Società Ginnastica Triestina (già glorioso centro dell’irredentismo giuliano durante la dominazione austriaca)dove venne allestita una Camera Ardente per i giocatori del Torino dopo lo schianto di Superga. Crescendo,ogni sport in cui fosse coinvolta la Nazionale mi ha visto fedele sostenitore.Questo doveroso preambolo per affermare che comunque non ho mai smarrito il giudizio critico verso i nostri rappresentanti se si dimostravano inferiori agli avversari.Perciò,ho assistito a tutte le partite giocate dalla Nazionale femminile di calcio e mi domando se coloro che da giorni esaltano questo gruppo siano in possesso delle più elementari informazioni sul gioco del calcio.Non voglio fare nomi perchè è proprio l’insieme delle giocatrici che è imbarazzante.Faccio degli esempi:non conoscono i “fondamentali” come lo stop.Infatti,raramente fermano la palla in arrivo con il piede e quando lo fanno prendono la palla con la punta dello scarpino concedendola alle avversarie;non la fermano mai con il petto;di solito la prendono con la testa indirizzandola senza nessun controllo.La maggior parte dei passaggi è sbagliata e la palla viene concessa alle avversarie.Se si raggiunge il campo avversario e c’è una rimessa per fallo laterale a nostro favore chi la batte cerca disperatamente una compagna ma nessuna le viene incontro,così spesso se la pigliano le avversarie.I tiri in porta sono spesso privi di forza o fuori misura.Il centro-campo è spesso dominato dalle avversarie,basti pensare all’ultimo incontro con la Cina che nel secondo tempo arrivava tranquillamente nella nostra area di rigore e si sono guadagnate ben 13 calci d’angolo:solo l’insipienza delle loro attaccanti non ha determinato la loro rimonta.Ancora,confusione totale del posizionamento delle giocatrici che si ammucchiavano tra di loro come uno sciame impazzito.Potrei continuare a lungo…solo la momentanea capacità di due nostre attaccanti ha portato a un risultato numericamente favorevole.Concludo,se l’allenatrice si compiace dei suoi 30 anni di gavetta le consiglio di farsene altri 30.Insomma,mi sono vergognato, non per le povere principianti, ma per quei milioni di spettatori e per i soliti giornalisti che esultano per una dimostrazione di desolante incapacità.

  2. Parliamoci chiaro, il calcio femminile per un appassionato di questo sport è il nulla assoluto, è noioso, ridicolo e senza alcun seppur minimo valore tecnico tanto che per essere definito calcio ci vuole proprio coraggio…ma è ovvio che si sta promuovendo per ben noti motivi che non hanno nulla a che vedere con la passione per lo sport e la nazionale italica, è mera propaganda pseudo-femminista, pro-gender e multiculturalista come dimostrato dalle parole del capitano Sara Gama:” Gli incroci razziali ci miglioreranno”, nuovo idolo degli antifa boldriniani… Poi è ovvio che la nazionale in qualunque sport si tifa comunque seppur trovo questo tipo di manifestazioni di nazionalismo sportivo alquanto puerili di solito soprattutto per quella retorica del “volemose bene” sostenuta da coloro i quali poi non hanno alcun interesse per il proprio paese ma si svegliano solo in queste occasioni… forse per questo ho sempre preferito il campanilismo, quello sano e goliardico ovviamente, delle piccole realtà nostrane… Comunque il calcio femminile è veramente uno spettacolo desolante, non si tratta di sessismo ma della natura evidente delle cose, se non lo si vuol capire significa che ormai siamo veramente alla frutta ed anche il più minimo senso estetico e del buon senso è sparito in un mare di buonismo politicamente corretto. In definitiva capisco il discorso di Adonia ma non sono daccordo, quelle ragazze se potessero scegliersi il tifo sceglierebbero esattamente quello della Boldrini e co. quindi, parlando a titolo personale, non mi rappresentano assolutamente mi dispiace e non sarà un tricolore o una maglietta azzurra a farmi pensare il contrario, la mia Patria è sempre li dov’è la mia Idea.

  3. Se c’è uno sport negato alle donne, per ragioni ‘muscolari’, quello è il Calcio femminile (ancor peggio il Rugby femminile, del quale ho visto qualche esilarante spezzone…) che è migliorato poco rispetto a 50 anni fa. Viviamo in un mondo ridicolo. Per carità, giochino le donne al football tutto quel che vogliono, ma di lì a strombazzare un Mondiale FIFA come si sta facendo nel mondo ce ne corre…

  4. “..,Le stesse di quei tantissimi bambini che fino a trent’anni fa (e anche meno) dovevano accontentarsi dell’asfalto, delle saracinesche e di un Super Tele. Roba che, quando vedevi dal vivo una porta vera, con tanto di pali e rete, pareva un miraggio…”
    Complimenti.
    È l’esatta fotografia di me bambino almeno fino ai dieci anni d’età, vedere una porta con una rete mi convinceva di essere Giuseppe Giannini!
    Tornando al pezzo sulla nazionale di calcio femminile e al commento che mi precede credo sia giusto tifare la nazionale e seguirla perché non diventi un vessillo delle forze arcobaleno. Non mi piace la retorica di un eroismo pioniero di queste atlete, già vent’anni fa mezza Italia conosceva Carolina Morace e se il movimento calcistico femminile non si è sviluppato non è colpa della società “brutta e cattiva” ma del fatto che questo sia stato accolto da scarso interesse. Queste ragazze hanno sono state brave a qualificarsi al mondiale e di più ancora a farsi strada (almeno fino si quarti) nella competizione, ma non sono eroine.
    Rispetto alle critiche del commento precedente è senz’altro vero che non si è vista grande tecnica e grande gioco, ma questo è il livello generale con l’esclusione forse di Stati Uniti, Germania e Norvegia (per quello che ho potuto vedere naturalmente) che sembrano superiori. Ma confrontare il calcio maschile a quello femminile è ingeneroso, come lo sarebbe far gareggiare la Pellegrini e Phelps nei 200 stile libero…
    Questo è il calcio femminile, ed è anche divertente.
    Magari alla fine ci scappa pure una coppa del mondo…

  5. Caro Stefano,non ho toccato l’argomento “femminismo” perchè, quando qualche anno fa, mi sono dichiarato misogeno, in sintonia con una mia visione patriarcale della nostra stirpe, mi son preso l’insulto di “segaiolo” da parte di un frequentatore assiduo di questo sito;ma è perfettamente vero quanto sostieni.Infatti,oggi “La Repubblica” sulla rete pubblica un video del bacio saffico-esaltandolo- di due giocatrici di calcio femminile una svedese,l’altra danese notoriamente conviventi.Quanto alla Sara Gama-che non so a quale titolo sia il capitano,considerata la sua ridicola prestazione-non fa che auspicare ciò che accade nel resto d’Europa in tutti gli sports.Per esempio nel recente campionato europeo di scherma la squadra femminile francese era al 90% di negre.Se si passa al calcio maschile Under 21,la squadra inglese aveva in campo 8 giocatori negri,mentre quella francese ne aveva 6 più due magrebini:sembrava uno scontro del Campionato africano…Ah quanto ciò mi ricorda la profezia del mio adorato Cèline sulla nègritude avanzante…

  6. Il problema è anche sociale. Oggi di ragazzini autoctoni europei disposti a farsi prendere a calci sui campetti ce ne sono sempre di meno. Come la boxe negli USA anni ’30 o ’40. Per immigrati italiani, poi afrodiscendenti, chicanos…Meglio giocare a tennis o a golf! In quanto allo sport femminile, esso fu promosso soprattutto dai totalitarismi degli anni ’30, poi attecchì un po’ ovunque. Considero la misogenia sciocca come l’antisemitismo, il razzismo o altri atteggiamenti irrazionali. Ma nella valutazione del calcio femminile non deve entrare alcuna considerazione del genere, ovviamente.

  7. Io personalmente non provando alcun interesse per il calcio femminile, non ho seguito nemmeno una partita di questa Nazionale italiana formata da donne (molto mascolinizzate), di cui i mass media hanno posto l’attenzione, e di ciò che fa non me ne frega nulla. Tutto questo in nome dell’egualitarismo che vuole a tutti i costi porre uomini e donne come esseri “uguali”, quando la biologia e la genetica ci dicono tutt’altro. Le donne possono fare tanti sport, tipo pallavolo, pallanuoto, ginnastica artistica, tennis, scherma, ecc., ma sport come il calcio, il rugby, la pallacanestro o la boxe, assolutamente no, le rende semplicemente ridicole. La donna è stata fatta dalla natura per essere graziosa e delicata, non per emulare gli uomini in tutto e per tutto. Ridateci le vere donne, specie ormai estinta per colpa del Sessantotto e del Femminismo.

  8. È certo che il calcio femminile non deve diventare una bandiera del boldrinume o del gender fluid arcobaleno…

  9. Werner. La donna graziosa e delicata full-time te la puoi scordare. Oggi stanno divenendo attributi maschili…Già una che ti sopporta senza rompere troppo è per l’uomo d’oggi un must… Indietro non si torna, rassegnati. Del resto anche 100 anni fa… Io mi godo la nipotina graziosissima (mia figlia è molto conservatrice in materia estetica…e non solo…), poi quel che diverrà da grande non sarà problema mio… Saluti!

  10. Sarei curioso di sapere se vengono controllate del flusso ORMONALE, Cosi come per i maschi.Mi sa che per ipocrisia a fini politici si nasconderanno diverse SEMENYA.(Sudafricana 800 m piani)

  11. @Guidobono
    Ne sono ben consapevole, e non è un caso se a quasi 40 anni di età sono scapolo e senza prole. Complimenti a tua figlia naturalmente.

  12. È l’uomo che è in decadenza,e la donna cerca purtroppo un surrogato del tempo andato..

  13. Tullio ricordo bene quell’episodio purtroppo anche se non ricordo chi era l’utente che si era sentito “toccato” dalla tua opinione… Comunque qui siamo ancora ad un gradino inferiore secondo me che va anche al di là del femminismo post-sessantottino(che distinguo da quello che invece io chiamo “femminismo identitario” che ne è l’opposto e definisce uno stile di donna tradizionale)… Per quanto riguarda il multiculturalismo hai pienamente ragione e per farti capire come la penso in proposito io agli ultimi mondiali nella finale ho tifato convintamente Croazia che aveva una rappresentativa identitaria formata da tutti croati di nascita, mentre il resto del mondo liberal osannava la Francia che di giocatori francesi ne aveva tre o quattro per esagerare, tra l’altro questo aspetto danneggia anche il calcio africano che si vede privato dei suoi migliori giocatori solo perchè hanno una nazionalità europea e quindi stenta a crescere come si voleva far credere qualche anno fa, ma si danneggia anche il calcio europeo soprattutto per quelle nazionali come anche la nostra che non hanno una storia coloniale come quella francese o inglese… Purtroppo questo è il modello imposto, c’è poco da fare e per questo nonostante la passione per il calcio che ho fin da piccolino ereditata da mio padre non posso che essere molto distante dalla concezione del calcio moderno che rispecchia del resto la società in cui viviamo… su questi aspetti preferisco di gran lunga il tennis, perlomeno è uno sport prettamente individuale(e molto europeo anche) dove oltre alle capacità tecniche e fisiche emerge una sorta di sfida con se stessi, oltre al carattere dello sportivo nonchè alla sua capacità di autocontrollo, in questo sport anche le donne hanno un loro fascino, sicuramente molto superiore a quello delle calciatrici e non solo per motivi estetici che pure possono avere la loro parte nel giudizio complessivo…

  14. Fernando pensare che qualche piccola spinta ormonale ci sia è plausibile, e hai in parte ragione che buona parte della colpa sia anche di noi uomini, però il processo è secondo me parallelo, ad una de-virilizzazione maschile corrisponde una mascolinizzazione femminile e viceversa, quindi è difficile dire dove sia la responsabilità maggiore, lo vedo più come un unico discorso.

  15. Werner. Igualitarismo. Mio genero (italo-venezuelano)cambia pannolini, si alza la notte per primo, insomma fa tutto quello che io non facevo con i miei tre bambini piccoli… Ma c’erano ancora le bambinaie…Lei, mia figlia, trova questo igualitarismo del tutto logico… Del resto una donna laureata, che lavora, mica può essere anche l’angelo del focolare come mia madre… ed anche lì non era una condizione vissuta come una meraviglia, perchè dopo la Grande Guerra la donna acquisisce la consapevolezza di valere quanto l’uomo, nelle fabbriche, guidando tram ecc. ecc. Furono dapprima le aristocratiche, ovviamente, a capeggiare il movimiento delle sufraggette a inizio ‘900, a guidare le auto ecc. ma con la guerra pure le donne del popolo fecero il loro ingresso nella società produttiva a pieno titolo. Con Mussolini entrarono non solo nello sport olimpico, ma alla fine pure nell’Esercito…Pensa ad esempio a come cambiò la condizione della donna in Germania negli anni ’30…Oggi semmai siamo noi uomini bianchi a dover difendere i nostri residuali diritti di uguaglianza…

  16. E se volete vedere una parata militare stile vecchia Prussia andate su YouTube a vedere le donne soldato cinesi, russe, coreane sfilare. Una meraviglia…mostrando tutte le belle gambe scoperte (le russe specialmente)…https://www.youtube.com/results?search_query=parata+donne+soldato+cinesi

  17. La parata delle russe me l’aveva fatta vedere un mio amico appassionato di parate militari poco tempo fa, veramente notevole(ma anche le asiatiche se la cavano bene)… Ma la parata è di per se una manifestazione estetica, quindi ci sta la presenza femminile, poi però se si tratta di far funzionare un obice allora iniziano i problemi(come è successo all’ultima parata del 2 giugno)…

  18. Si continua ad analizzare la dinamica politica nella sua essenza,poi si va nel privato ed è tutt’altra cosa.Non credo che se l’uomo si alza per accudire al neonato sia una grande conquista della donna.l’argomento è alquanto complesso ed argomentarlo sul sito lo è ancora di più.Confrontiamo due donne che più libere di così..Asia Argento..avete presente la figlia?? Ed Elisabetta Gregoraci avete presente il figlio?? Credete che siano il massimo??

  19. Fernando@.Le Gregoracci e le Argento sono una infima minoranza…Non fan testo…in nulla…
    Stefano@. Oggi la guerra è essenzialmente elettronica e le donne pari all’uomo sono dietro uno schermo di computer… Poi, certo, un rastrellamento a Mossul è un’altra cosa…Ma anche lì si tratta di tendenze planetarie. Inutile opporsi,come opporsi alla corrente elettrica o all’auto o alla TV…Meglio vederci il lato positivo… Quando io ero ragazzo le ragazzine ‘concedevano’ pochissimo…

  20. @Guidobono
    Eh sì si è affermata la figura del “mammo”. Perché qui in Occidente siamo decadenti e alla frutta. In una società normale, uomini e donne svolgerebbero ruoli distinti senza rivaleggiare fra loro. Ci può stare che la donna lavori, ed anzi in molti ambiti è più brava dell’uomo, ma la maggior parte delle donne dovrebbe essere “Kinder, Küche, Kirche”, come si diceva nella Germania guglielmina. No che invece tutte quante hanno ambizioni professionali e di carriera, ma soprattutto di superare noi uomini: è la famosa “guerra dei sessi” di cui le rivoluzioni del ’68 e del ’77 sono responsabili. Tu scrivi che non si può tornare indietro, e sono d’accordo, ma recuperare il meglio del mondo precedente demolito da queste rivoluzioni del male è possibile, ed anzi auspicabile.

  21. Caro Stefano,sei il mio interlocutore preferito sia perchè più ti leggo più mi rendo conto della nostra affinità sia perchè sei esattamente il contrario del supponente e presuntuoso onnipresente che continua ad offendere considerando “sciocchezze” le idee contrarie alle sue.Ma non è di questo che voglio parlarti,ho scoperto che anche tu ami il tennis;io ogni giorno mi guardo qualche partita sul canale “Supertennis”,e condivido la tua opinione del Tennis -come sfida con se stessi-però ci sono altre discipline,per esempio l’arrampicata montana “in libera”che ritengo il massimo ardimento per un Uomo. Ritornando al Tennis io amo lo stile di Roger Federer e non mi piace Rafael Nadal.Per ora un caro saluto e non ci sentiremo per qualche mese perchè mi ritiro nel mio eremo nel Parco nazionale delle Dolomiti bellunesi dove non ricevo Internet.

  22. Tullio assolutamente in sintonia, anch’io amo l’eleganza classica e naturale di Federer in opposto a Nadal e concordo con te che la massima espressione “sportiva” di ascesi sia propria la sfida alla montagna, anche se purtroppo si è perso molto dello spirito originario, nell’arrampicata libera per esempio prese molto piede quella artificiale su cui lo stesso Messner polemizzò pur avendola praticata un breve periodo… Ti auguro un buon soggiorno nel Parco Nazionale, distante almeno per un pò dal caos del mondo moderno,ogni tanto è necessario ritemprare corpo e spirito per quanto ci sia possibile… Cari saluti Tullio…

  23. Werner. Le mentalità evolvono da sempre, solo che nell’ultimo secolo più in fretta. I vecchi schemi non sono riproponibili, semmai si potranno correggere talune degenerazioni degli attuali… Recuperare il meglio del mondo di ieri, ma tutta la società è cambiata, si è secolarizzata e non solo in Occidente… Saluti!

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