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Formula 1. Conferma Mercedes in Francia, per la Ferrari è notte fonda

Pubblicato il 25 Giugno 2019 da Lorenzo Proietti
Categorie : Sport/identità/passioni

C’era grande attesa per vedere se dopo tutte le vicende canadesi, e dopo l’ufficializzato respingimento del ricorso, la Ferrari ne avrebbe tratto energie positive, rilanciando così la sfida al vertice.

E invece, la Mercedes torna dalla Francia ancora più forte, con un’altra doppietta capeggiata da un sempre più superbo Hamilton, arrivato alla vittoria numero 79. Il re Schumi, fermo ormai lì a 91, è davvero ad un passo.

Per le Rosse insomma altra gara complessa, consapevole degli altri salti mortali che si aggiungono per poter cercare di riaprire la stagione.

Per altro, dubbi non ve n’erano stati fin dal venerdì mattina, con le tre sessioni di libere capeggiate dalle argentee vetture germaniche, rispettivamente con Hamilton in  1’32″738 e poi due volte Bottas, prima in 1’30″937 poi in 1’30″159 al sabato mattina.

Ecco, detto delle Ferrari, forse chi dal Paul Ricard torna un filino deluso è proprio il finnico numero 77:  in testa anche nelle prime due Q di qualifiche, si è costretto alla seconda posizione proprio all’ultimo, staccato di 286 millesimi dalla vetta. Il merito, stona doverlo ripetere, è al solito della grandezza di Lewis Hamilton, in grado di migliorarsi anche al secondo tentativo e di fermare il cronometro prima sul 28”448 e poi, sul finale 1’28”319. Terzo Leclerc, davanti a Verstappen e alle due sorprendenti McLaren di Norris e Sainz, in palla fin dalle libere. Solo settimo Vettel, in difficoltà con la vettura nel finale quando c’era da staccare un tempo il meno imperfetto possibile.

Per altro al tedesco sarebbe poi stata cambiata la pompa dell’olio. Il tutto, in precedenza alla gara.

Alla domenica, tanto i più ottimisti, quanto i realisti hanno già in linea di massima intuito come potrà dispiegarsi la gara.

Spentesi le cinque rosse luci, è ottima la partenza delle due Mercedes, mentre si accende subito la battaglia tra le due McLaren – con Sainz quinto che ha scavalcato Norris- e Verstappen.

Alla fine del primo giro Vettel si mantiene settimo, pur non autore di un grandissimo scatto.

Il ferrarista comunque, si attacca subito agli scarichi di Lando Norris, inasprendo gradualmente la pressione, per poi passarlo al quinto giro.

A centro gruppo si stabilisce nel mentre un interessante trenino che da Gasly ottavo, arriva fino ad Hulkenberg dodicesimo. Tutti infatti si ritrovano compatti e mediamente distanti di meno di un secondo. Con lo stabilizzarsi delle posizioni però, anche la speranza di una grande battaglia multipla si spegne presto. Dopo aver passato anche Sainz intanto, Vettel si pone alle spalle di Verstappen, pur tuttavia staccato di oltre otto secondi all’ottavo giro.

Davanti è Hamilton, che passa il primo quinto di gara abbassando sistematicamente il record sul giro. Soltanto Bottas all’undicesima e Vettel alla tornata successiva, sembrano rompere con questo “dominio”.

 

Cristallizate le posizioni davanti, le telecamere vanno a cercare duelli e battaglie a centro gruppo: da segnalare in merito il bel sorpasso di Kvyat su Magnussen e la lotta Gasly-Riccardo che rimastogli dietro, preferisce rientrare ai box al giro 16. L’australiano di fatto è il primo big che si ferma, seguito il giro successivo dallo stesso Gasly che così riesce a difendersi dall’attacco della Renault. La difesa in realtà dura poco.

Ricominciata subito la battaglia, questa si risolve subito: infatti, sul lungo rettilineo del Mistral Ricciardo passa, anche grazie al DRS.

Al ventesimo giro, si ferma  Verstappen, da qualche giro in difficoltà con le gomme. Contestuale è la comunicazione di Riccardo Adami verso Vettel, affinché questi potesse allungare il più possibile il suo stint.

Per Leclerc invece, il pit stop è al ventunesimo giro, mentre due giri dopo tocca a Bottas.

Il leader Hamilton si ferma al giro ventiquattresimo giro, tornando davanti a Vettel, la cui sostituzione degli pneumatici sarebbe comunque arrivata alla tornata venticinque.

Da ormai qualche giro intanto, si era acuita la rincorsa di Hulkenberg nei confronti di Raikkonen. Rincorsa questa, che viene meno solo quando il finnico che era sesto, si ferma ai box per montare le soft (Raikkonen stesso che era partito con pneumatici duri). Il tedesco si ferma al trentaquattro, riprendendo la pista tra Raikkonen e Gasly.

Le Mercedes davanti continuano nel controllo, anche se si iniziano a scorgere dei segni di “blistering” sulle anteriori di entrambi gli alfieri.

Negli ultimi giri si segnalano le Toro Rosso in lotta per la quattordicesima e quindicesima posizione, proprio quando dopo quarantacinque tornate si ritira  Grosjean e quando si riaccende il duello tra Raikkonen ed Hulkenberg.

A tre giri dal termine è necessario un brevissimo regime di Virtual Safety Car per rimuovere un cono che era stato colpito ed era finito in traiettoria, mentre al giro 51 Vettel si ferma per montare gomme nuove ed andare a caccia del giro più veloce. Bottas comunque nelle ultime tornate, appare in difficoltà con gli pneumatici: non sorprende dunque che Leclerc si riporti sotto, fino al secondo e mezzo.

Purtroppo per il 16, nonostante gli ultimi giri in costante attacco, Bottas riesce a resistere e a mantenere il secondo posto per poco meno di un secondo.

L’ultima caldissima tornata vede Norris, ormai con gli pneumatici finiti, che è passato da Ricciardo, Raikkonen ed Hulkenberg, con l’australiano in particolare abile a districarsi anche oltre i limiti della pista. Tagliata una curva nel primo sorpasso e uscito dalla carreggiata per passare il finlandese, dopo la gara allo stesso Ricciardo vengono proprio per questo comminate due penalità da 5” che lo ricacciano in undicesima posizione –da settimo che era arrivato- e lo estromettono dalla zona punti.

Proprio all’ultimo Hamilton segna un giro veloce (con vecchie gomme dure!) in 1’32”764 che però è battuto da Vettel che con le soft appena cambiate si prende in definitiva il punto extra: 1’32”740, il giro decisivo.

A conti fatti un’altra grande gara di dominio per Hamilton e per le Frecce d’argento, mentre alla Ferrari restano un podio – il secondo consecutivo per Leclerc—e la parziale rimonta fino alla quinta piazza con punto extra di Vettel. Quarto Verstappen, sesto un ottimo Sainz, davanti a Raikkonen (che riporta a punti la Sauber Alfa), Hulk e Norris, che paga lo scotto nel finale. Una vera sfortuna, perché l’anglo della McLaren si sta dimostrando stella sempre più in luminosa crescita. Ultimo punto per un Gasly non apparso mai in grado di lottare nelle posizioni di testa.

Peccato per Giovinazzi, decimo al sabato ma solo sedicesimo alla domenica, non in grado di gestire le gomme dure ma anche debilitato da una strategia che alla fine ha tutt’altro che pagato.

In generale, quindi, niente di nuovo sul fronte occidentale. Vedremo, anche per l’energia del mondiale, se dal prossimo appuntamento austriaco potrà cambiare qualcosa. Anche qui però, in merito, di dubbi sembrano essercene pochi.

 

 

 

 

Di Lorenzo Proietti

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