21

L’intervista. Il filosofo Dugin: “La guerra delle idee contro il pensiero unico disumanizzante”

Pubblicato il 19 Giugno 2019 da Adriano Segatori
Categorie : Le interviste
Dugin

Dugin

Riassumere diverse ore di colloquio nella sintesi rapida e concisa di una intervista ad Aleksandr Dugin, filosofo e politologo russo, è una operazione ardua e rischiosa per possibili fraintendimenti.

Cercheremo di organizzare un percorso di comprensione, di orientamento dalle parole della guida a questa Quarta Teoria Politica del terzo millennio.

Tu, e le persone che con Te collaborano, siete considerati pericolosi. È concepibile una simile interpretazione del lavoro filosofico in corso?

Certamente. E ci fa un enorme piacere. Il comunismo e il fascismo non esistono più. L’unico nemico rimasto è il liberalcapitalismo, non solo come strumento di oppressione economica e sociologica, ma come religione del pensiero unico e dogma della globalizzazione”.

Quindi, è in corso una battaglia ad un livello superiore rispetto ai paradigmi finanziari che ci vengono quotidianamente elencati.

Sicuro. Questa è la guerra delle idee che deve essere portata nel campo dello spirito, si potrebbe dire in quello metafisico. È la lotta per l’uomo contro l’egoismo individualista; è la lotta per la comunità contro la disgregazione della società; è la lotta per la sovranità delle persone e delle Nazioni contro la dissoluzione dei singoli e degli Stati”.

Ma la sinistra, genericamente intesa, continua ad attaccare tutti coloro che si posizionano su questa linea, abbracciando invece il buonismo progressista e il sentimentalismo umanitarista, i diritti dell’individuo e le pulsioni delle minoranze.

Come interrompere questa impostazione ideologica che sembra inossidabile?

La sinistra, come la destra e il centro, sono su posizioni di retroguardia. Ragionano con concetti ottocenteschi, mentre il liberalismo ha ipnotizzato le loro menti e obnubilato le loro coscienze. Tutti caduti nella trappola illusoria della libertà, mentre siamo immersi nella terza forma totalitaria, quella della dittatura liberale. Questa forma tirannica postmodernista considera nemici tutti coloro che mettono in discussione il suo potere. Bisogna agire con coloro che sono liberi dalla soggezione del potere. Per questo siamo pericolosi: perché non siamo inquadrabili”.

Perciò ogni alleanza potrebbe essere condivisa in questa guerra contro un nemico pervasivo e condizionante?

Certamente. Ci sono pensatori critici in ogni posizionamento politico. L’operazione è di coordinare le forze, affinché ciascuno possa portare il suo contributo di storia e di pensiero in una resistenza organica contro questo dominio disumanizzante”.

Ma tutti parlano di umanità, come un mantra magnetico per sedare i propri problemi psichici, le proprie paure. Questa umanità è da superare?

Questa umanità è già superata da tempo. Siamo nel postumanesimo: tra poco i diritti dell’uomo saranno superati dai diritti del cyborg. Chi crede di essere libero inganna se stesso. Siamo alla disumanizzazione dell’uomo, alla liberazione dall’uomo, non dell’uomo”.

Uomo e popolo, due enti di cui molti parlano, generalmente in maniera confusa, talvolta con spunti retorici, ultimamente con atteggiamenti di squalifica se non di demonizzazione.

Sono questi i fattori essenziali della battaglia da combattere?

Non c’è dubbio. Noi siamo per l’uomo con i suoi legami comunitari fatti di storia, di memoria, di cultura e di identità. Noi siamo con il popolo e per il popolo contro il liberalcapitalismo e per fermare la sua marcia verso il baratro al quale ci sta portando. È il popolo l’autentico portatore della sovranità”.

Populismo e sovranismo: due categorie che la sinistra, dell’Italia per quanto ci riguarda, usa come indicatori di mentalità ignorante, plebea, anomala, retriva, e insulti vari. Come rispondere?

Leggere, studiare, confrontarsi e lavorare su di sé. La sinistra benestante e di potere ha tradito il popolo in varie nazioni, non solo in Italia. Ma in maniera diffusa, negli stati e nelle diverse strutture societarie, il sentimento di ribellione è sempre più pressante. Deve essere chiaro che il post-liberalismo è contro il popolo, usurpa il concetto stesso di ‘popolo’. Lo indica come un agglomerato di individui, mentre esso è un insieme organico, una entità esistenziale. La sinistra, prima o dopo, sarà costretta a capire a proprie spese quale sia stato e sia il nemico”.

Un’ultima precisazione essenziale. Cosa si intende per Soggetto Radicale?

È colui che sa per cosa vivere e per cosa combattere. Che ha coscienza di sé e della comunità di appartenenza. Che non cerca un centro di gravità, ma che è lui centro e signore di sé. Che non cerca una entità superiore, ma che ha il divino dentro di sé. È un uomo che appartiene a un passato, che combatte nel presente e che ha un destino in cui credere e da costruire”. (da ElectoRadio.com, spazio intellettuale diretto da Augusto Grandi)

@barbadilloit

Di Adriano Segatori

21 risposte a L’intervista. Il filosofo Dugin: “La guerra delle idee contro il pensiero unico disumanizzante”

  1. Il Liberalcapitalismo ha liberato la tua “santa” Russia dalle scorie fetide dell’immondo marxismo-stalinismo… Dovresti, caro Dugin, inginocchiarti 5 volte al giorno verso occidente e ringraziare a voce alta… Tu sei sempre un comunista slavofilo, anche se ti fa comodo adesso dire che il comunismo non esiste più…

  2. Quello era il ‘pensiero unico’, caro Dugin, il verbo marx-leninista…il vero nemico del popolo, del pensiero, dello sviluppo, della natura e della storia… Volevate costruire l’Uomo Socialista del Futuro, avete lasciato un piccolo mondo scassato ed arretrato, ingiusto, miserabile, di mignotte, delinquenti, arbitrî polizieschi, spioni, delatori, corrotti ed imbroglioni…

  3. Però i paesi dell’est Europa che sono stati sotto l’influenza comunista mi sembrano più sani dei paesi occidentali ;tolto l’aspetto economico(ovviamente l’Occidente è mediamente più ricco dei paesi dell’ex patto di Varsavia),mi sembra abbiano un’identità più forte,un maggior rispetto delle tradizioni,una maggior resistenza alle derive “politicamente corrette”(vedi immigrazione selvaggia,che i buonisti nostrani,tutti contriti,definiscono”inevitabile”).
    Noi(inteso come paesi dell’Europa occidentale)viviamo una crisi interiore che pare incontrovertibile,siamo schiavi del mercato e della finanza internazionale,di lobbies e organizzazioni sovranazionali, preda della propaganda liberal-progressista più becera,tra teorie gender,immigrazioni di massa,censure e repressioni verso ogni forma di dissenso(in modo apparentemente soft,ma solo apparentemente in realtà assai più subdulo,rispetto agli ex regimi dell’est).
    Se l’Ucraina,che è ancora una nazione dai forti valori e dalla forte identità,avesse sentore di cosa siano l’Ue e gli USA(e tutto il carrozzone d’interessi che gli sta dietro),e di come la loro ideologia liberal liberista avveleni come un morbo tutti i paesi che entrano in contatto con loro,li sfuggirebbe come la peste(sebbene comprenda i rapporti storicamente complicati tra loro e la Russia…)
    Evola ci avvertì già negli anni immediatamente dopo la seconda guerra mondiale,di come il sistema americano fosse più pericoloso per lo spirito dei popoli,rispetto al comunismo russo.

  4. L’Ucraina è un Paese totalmente sfiduciato, alla deriva. Hanno eletto presidente un attore comico ebreo totalmente digiuno di politica per protesta contro tutti i politici! Nessun valore forte, solo corruzione, corruzione, corruzione… l’eredità maggiore e peggiore del comunismo…Lasciamo stare Evola…

  5. Gli avvenimenti recenti in Ucraina,sono soprattutto frutto delle rivolte(orchestrate da occidente)che hanno portato alla destituzione del presidente filo russo(e democraticamente eletto)Janukovyc,la liberazione della “povera martire” Tymosenko e l’elezione del filo europeista Porosenko.
    Che questo processo “democratico” abbia portato poi alla corruzione diffusa e all’elezione del clown Zelensky a presidente,dovrebbe far riflettere la società ucraina(ancora fondamentalmente sana) sui rischi di un percorso (il cui punto d’arrivo dovrebbe essere,presumo,l’adesione all’Ue)che,ad occhio,non mi pare cominciato particolarmente bene

  6. Wolf. Scusa, ma nessuno in Occidente ha il potere di ‘orchestrare’ rivolte e destituzioni da nessuna parte. Balle! Come quando tutti i golpe latinoamericani erano opera della CIA… Gli interessi delle grandi Potenze sempre cercano d’influire, ma mai risultano decisivi. In Ucraina il marcio l’hanno seminato i comunisti ed i russi durante decenni e decenni, quella è l’unica verità. Su Janukovyc stendiamo un velo pietoso…Il comunismo corrompe e poi distrugge tutto, non il liberalismo!

  7. Zelensky l’ha scelto la maggioranza degli ucraini, non è venuto da un’altra galassia!

  8. Alle elezioni ucraine hanno votato 18 milioni di elettori su 30 milioni di aventi diritto,un po’ pochini mi sembra.Ma è ovvio,quando le alternative con più possibilità di vittoria sono Zelensky,Porosenko o la Tymosenko.
    Nel 2013 la signora Clinton si recò a Jalta in Crimea,per convincere l’Ucraina ad entrare nell’unione europea ; pochi mesi dopo scoppiò la rivoluzione che rovesciò Janukovyc (rivoluzione le cui dinamiche non sono troppo dissimili da quelle che stavano per far fuori Maduro in Venezuela).
    Purtroppo gli Usa(e la Cia…)non aspettano inerti il verificarsi degli eventi,ma gli eventi li dominano(quando possono…).

  9. Condivido pienamente l’antiliberalismo di Dugin, perché l’ideologia liberale, tanto in politica quanto in economia, è stata più dannosa in Europa occidentale di quanto lo è stato il Comunismo nell’Europa Orientale. Purtroppo tanti che come il sottoscritto si autodefiniscono “conservatori”, non capiscono che il sostegno al modello economico liberista è contrario ai princìpi del Conservatorismo, che si fonda sulla difesa della tradizione, dei valori quali la famiglia e la religione, e dell’identità della propria nazione, e sulla presenza di uno Stato forte e autoritario, tutte cose che il Liberalcapitalismo avversa fortemente perché la sua ideologia si fonda unicamente sul denaro e sul dominio di quest’ultimo rispetto ad ogni altra cosa. Coloro che dicono che Reagan e la Thatcher erano “conservatori” solo perché il primo era dei Repubblicani americani, e la seconda dei Tory britannici, dicono sciocchezze perché erano liberali, punto. Il Liberalismo è semplicemente un “progressismo moderato”, e condivide molti più elementi politico-culturali con le sinistre piuttosto che con le destre. Mi spiace contraddire Guidobono, ma se è vero che il Liberalcapitalismo ha liberato la Russia dalle scorie fetide dell’immondo marxismo-stalinismo, allo stesso tempo con le privatizzazioni selvagge e la consegna del potere economico agli oligarchi, ha messo in ginocchio il Paese e il suo popolo, che prima dell’ascesa al potere di Putin era davvero messo male. Insomma, né lo statalismo marxista né il capitalismo liberista sono modelli economici sani, ed entrambi creano enormi masse di poveri.

  10. Wolf. Maduro per me è il Male Assoluto! Narcobolivarismo comunistoide….Ogni giorno che vive una mia acuta e personale sofferenza! Purtroppo la CIA serviva a poco prima (non è mai riuscita a far fuori il tiranno Castro) ed a nulla oggi, serie TV a parte…. Saluti!

  11. La Russia deve recuperare oltre 60 anni di demenziale comunismo. Tra una trentina d’anni vedremo (non io, qualcun altro…) se ce la farà…Per adesso abbiamo solo Washington, con tutti i suoi difetti, a cui guardare. Ma i nostri mali non vendono da quella parte, ma dal Nord Europa, Scandinavo specialmente, tomba di tutti i valori…

  12. Il capitalismo liberista crea molti più ricchi che poveri, una economia socialista pianificata infinitamente più poveri che ricchi… In un regime comunista non ci sono mai né libertà, né benessere, né principi virtuosi, solo inganno e corruzione generalizzati. Mi ricordo la prima volta che mi recai in URSS ai tempi di Breznev…

  13. Werner. Senza “progressismo” saremmo ancora ‘servi della gleba’ di qualche signore o monastero…Contento tu…

  14. Felice va tutto bene, ovviamente hai le tue idee, ma basta con il dire che Dugin è un comunista perchè sai bene anche tu che è una tremenda cavolata e non mi pare corretto mistificare il suo pensiero, già ci pensano i sinistri a farlo dipingendolo come un post-nazista e cose del genere, tu pensa il paradosso, questo fa capire veramente la pericolosità del pensiero di Dugin in questi tempi! Il filosofo russo che appunto il New York Times definisce il più pericoloso per il sistema liberale,dicevo Dugin durante il regime era un dissidente, ha combattuto quel regime nei ranghi di svariate formazioni di destra radicale, se ascolti le sue conferenze e leggi le sue opere ha contestato a più riprese il totalitarismo sovietico e la repressione in ogni campo della società,in quegli anni fu il primo a tradurre opere di autori europei conservatori in Russia… semplicemente egli ha superato questa falsa dicotomia sinistra-destra(ovvero sinistra liberale e destra liberale) per arrivare a mettere in discussione il nuovo totalitarismo, quello liberale appunto che non è meno totalitario rispetto ai precedenti,anzi lo è molto di più ed in modo più subdolo e distruttivo delle identità come ha ben spiegato Wolf… Egli poi negli ultimi anni recupera alcune idee del socialismo pre-marxista soprattutto grazie in realtà all’influenza di De Benoist che iniziò ad interessarsi di certe idee ed a rileggerle in chiave post-ideologica per usarle contro l’attuale nemico… Quindi basta con ste cavolate, la Russia occidentalizzata di Eltsin era un fogna peggio di quella comunista, quindi è solo grazie a Putin se oggi la Russia è tornata ad essere una potenza mentre gli USA ormai sono ormai veramente solo una “tigre di carta” che batte gli ultimi colpi di coda… Saluti!

  15. Stefano. Ovviamente non concordo per nulla. Chi dice che la dicotomia destra-sinistra è superata è solo un nostalgico del comunismo e vuole contrabbandare inesistenti ‘Terze e Quarte Teorie Politiche’ come soluzioni innovative, superamenti. Putin fa come Stalin nella Russia della WWII. Chiama tutti a raccolta… a cominciare dal clero ortodosso…Non posso assolutamente stare con De Benoist o Dugin perchè, a mio avviso, non han capito, o non vogliono capire, che il liberalismo è lungi dall’essersi realizzato, quindi si trova in piena ancorchè talora travagliata crescita…. Il Liberalismo è un sistema con mille difetti, ma che costituisce l’alveo migliore, credo l’unico (visto che il mandarinato cinese classico sarebbe di difficile attuazione…) per far emergere la ‘meritocrazia’, il vero motore dello sviluppo umano e gli autentici valori razionali, non utopistici. Saluti!!!

  16. Felice ma infatti io non contesto il tuo non essere daccordo figurati, ma il tuo attribuire al Dugin o a chi per lui un’ identità politica che oggettivamente non gli appartiene… Puoi dire che secondo te la critica al liberalismo è inesatta, stupida, infondata etc e si resterebbe nel campo della discussione e dei punti di vista personali,ma cosa c’entra il comunismo? A me pare invece che tutti gli ex e post comunisti sono liberali, quindi forse la contraddizione è altrove non ti pare? Nel mondo anglosassone i liberals infatti sono la sinistra,anche questo non è un caso, il liberalismo è cultura politica che nasce a sinistra, poi che si possa declinare in varie forme ed espressioni come quella di un von Hayek per esempio siamo daccordo, ed è proprio qui che Dugin interviene sostenendo che il liberalismo può essere sia di destra che di sinistra e che quindi supera ontologicamente queste categorie, quindi è il liberalismo stesso e la realtà dei fatti prima ancora che Dugin con la sua “quarta teoria politica” ad andare oltre la dicotomia giacobina… Insomma la presunta contraddizione è nel liberalismo stesso, ed infatti il testo cardine di questa ideologia è “La società aperta e i suoi nemici”, dove i suoi nemici sono tutti quelli che non sono daccordo con la società aperta e liberale, cos’è questo se non totalitarismo come quello comunista? L’unica differenza è che il comunismo vedeva il nemico di classe mentre il liberalismo vede il nemico in chiunque non sia liberale… Ma vabbè è un discorso troppo lungo,di nuovo cari saluti…

  17. ‘Liberal’ non è liberale… Un ‘liberal’ americano d’oggi non è Cavour, Giovanni Giolitti, Einaudi, Croce… Semmai filogiacobino, lontanissimo da quell’equilibrato ‘conservatorismo progressivo’ che è il lascito migliore del liberalismo dell’800, in Italia ed altrove…

  18. @Guidobono
    Mah, la servitù della gleba è stata abolita ben prima che si affermassero le ideologie liberale, socialista, comunista, ecc. Su Cavour “conservatore” ho molti dubbi: ti dice qualcosa la politica del Connubio con la Sinistra?

  19. Condivido le considerazioni di Dugin, nonchè le osservazioni di Werner e di Wolf, posso solo aggiungere che la crisi ambientale è figlia del capitalismo, della suo atteggiamento arrogante e miope nei cfr della natura e del mondo in cui tutti viviamo. Siamo su un baratro e qualcuno non se ne accorge o finge di non accrogersene!

  20. Agente del KGB, figlio di un funzionario del KGB, nazionalbolscevivo, ma ci vuol tanto a capire che Dugin sta dall’altra parte della barricata, al di là del sofismi “pseudotradizionalistici”? Poi il NYT appoggia (è) la politica americana e non ha alcun interesse a che emerga nessun personaggio ex sovietico nel mondo, facendo leva sul tradizionale ‘patriottismo ruso e slavofilo’; è comprensibile. Ripeto. Per me Dugin sta dall’ “altra parte”. Del resto non mi risulta abbia inteso restaurare lo zarismo…

  21. Dugin è figlio della Rivoluzione del 1917. Lui sta con la rivoluzione ed il resto non conta, lasciamolo a De Benoist…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *