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L’intervento. Strage di Bologna: la Procura di Bologna convochi l’ex agente Monti

Pubblicato il 11 Giugno 2019 da Federico Mollicone
Categorie : Scritti
Bologna, 2 agosto 1980

Bologna, 2 agosto 1980

Le rivelazioni contenute nel libro dell’ex agente Adriano Monti, nome in codice “Siegfried”, mette in dubbio la tesi della pista “nera” della strage di Bologna. Monti racconta che la bomba sia esplosa per errore, mentre due palestinesi erano intenti nel trasporto. I giudici di Bologna -dice l’ex agente della rete Gehlen- ne erano stati informati dai servizi segreti italiani. L’esplosivo sembra dovesse arrivare a Trieste ed essere usato per un attentato alla base militare di Aviano. Entrambi i palestinesi pare siano deceduti nella deflagrazione dell’ordigno. La fonte sarebbe lo stesso Abu Omar.

La pista “palestinese” è una tesi già emersa grazie ai parlamentari Fragalá e Raisi -e il lavoro di Giampaolo Pellizzaro e degli altri consulenti, fra cui mi onoro di essere stato- nelle commissioni di inchiesta Stragi e Mithrokin, che va rivalutata.

Mi chiedo cosa aspetti ora la procura di Bologna a sentire l’ex agente Monti come persona informata dei fatti. Il presidente della Camera Roberto Fico, facendo seguito agli annunci durante le celebrazioni della Giornata Nazionale dedicata alla memoria delle vittime del terrorismo dello scorso 9 maggio, renda possibile la consultazione dei documenti della commissione Mithrokin, fra cui ci sono anche le carte relative ai fatti di Bologna. Il centrosinistra mise un vincolo di “fatto” alla consultazione nonostante l’avvenuta declassificazione: l’autorizzazione alla consultazione può essere data solo dall’ente originatore, che spesso è disciolto come i servizi esteri dei paesi dell’ex Patto di Varsavia. È necessario un vero atto di trasparenza”.

*deputato di Fratelli d’Italia già consulente della commissione Mithrokin

@barbadilloit

Di Federico Mollicone

Una risposta a L’intervento. Strage di Bologna: la Procura di Bologna convochi l’ex agente Monti

  1. Dove è la novità? Cossiga lo ha detto e ripetuto per anni e lui, più volte ministro dell’interno, aveva accesso agli atti dei servizi

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