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Focus (di E.Nistri). La corsa imprevedibile di Matteo Salvini (contro i troppi avversari)

Pubblicato il 25 Maggio 2019 da Enrico Nistri
Categorie : Politica

Matteo Salvini a Verbania

Quando ancora il ciclismo era ex aequo col calcio il primo sport popolare italiano, non esistevano solo le corse su strada. C’erano anche le gare su pista, che, disputate su velodromi presenti nelle maggiori città italiane, richiamavano soprattutto nei mesi invernali un vasto afflusso di appassionati. Uno degli aspetti più caratteristici di queste competizioni era il cosiddetto surplace. Nelle gare a inseguimento a nessuno dei due corridori conveniva partire per primo. Chi partiva per primo consentiva a chi lo seguiva di sfruttare la sua scia e di potere poi attaccare e superarlo nella fase finale. Per questo i due pistards erano capaci di rimanere persino un’ora e mezzo fermi “sul posto”, questo il significato del vocabolo francese surplace, prima che la Federazione imponesse regole restrittive a una pratica che faceva durare troppo a lungo sfide che si sarebbero dovute risolvere in pochi secondi.

Il ciclismo su pista non è più di moda, e anche quello su strada non se la cava molto bene. Eppure certe sue tecniche potrebbero essere d’insegnamento a tutti, anche ai politici. Partire troppo presto per una campagna elettorale, logorarsi in una lunga sovraesposizione mediatica, può essere un errore. Si rischia di consentire all’avversario che ti incalza alle spalle di cogliere il momento migliore per approfittare del tuo logoramento per attaccarti.

Ogni riferimento a quanto sta accadendo a Matteo Salvini, partito molto bene, un anno fa, ma forse un po’ troppo presto, e giunto vicino al traguardo logorato da avversari che l’incalzano con ogni argomento o pretesto, non è puramente casuale. I risultati delle Europee ci diranno se con un colpo di reni e un’impennata d’orgoglio il leader leghista riuscirà a conservare la prima posizione fino a pochi giorni fa prospettata dai sondaggi. Essere da molti mesi il nemico di cui arrestare la corsa, magari con qualche chiodo a quattro punte, di sicuro non gli ha giovato. Certo, l’Italia non è il Vigorelli, Salvini non è Maspes né Di Maio Gaiardoni, o viceversa, ma lo sport a volte è in grado di fornire utili suggerimenti. Ci sono occasioni in cui può essere saggio rimanere un po’ “sul posto”, invece di attaccare subito.

@barbadilloit

Di Enrico Nistri

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