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Focus. L’Europa vera assente dal dibattito elettorale

Pubblicato il 23 Maggio 2019 da Mario Bozzi Sentieri
Categorie : Politica

Europa Nazione

La vera assente nel confronto elettorale per il rinnovo del Parlamento europeo è stata – non sembri un paradosso – proprio l’Europa. Dei destini del nostro Continente non si è parlato. Della sua collocazione geopolitica non  un cenno. Della sua proiezione mediterranea neppure. Di politiche sociali non pare interessare ai più. 

Per l’Italia la sfida “decisiva” pare essere solo quella all’interno dell’attuale maggioranza di governo, tra M5S e Lega, magari avendo  un occhio rivolto ai rapporti di forza nel centrodestra (con Forza Italia in affanno ed il nuovo dinamismo di Fratelli d’Italia) ed uno sguardo verso il Pd di Zingaretti, alla prima prova elettorale. Poco, troppo poco, per dare ali e motivazioni autentiche ad una sfida che va evidentemente ben oltre il fronte dei disillusi (anti UE) e quello degli europeisti ad oltranza. 

Al fondo di tutto  il non detto delle radici che dovrebbero dare vita e ragioni profonde ad un’Unione ancora  parcellizzata nei suoi parametri economici, divisa  dai suoi piccoli egoismi, sfibrata dagli spread e dalle percentuali finanziarie, priva di quelle parole d’avvenire, che nascono dalla consapevolezza di una spiritualità condivisa, seppure declinata diversamente. 

Manca ancora verso  l’Europa quell’amore carnale, concreto, patriottico, evocato da Pierre Drieu La Rochelle negli anni terribile dell’ultima guerra fratricida. Manca l’orgoglio per quei “gioielli” culturali che ne hanno fatto ed ancora ne fanno la grandezza, per oltre ogni piccola visione economicistica:  l’ Europa olimpica e dorica, protesa, da Capo Sounion,  per  farsi abbracciare dal Mediterraneo,  Madre antica  che non teme le notti glaciali,  certa, nell’attesa,  che la luce tornerà ad irradiarla.  Europa di templi e di dei, romana ed imperiale, audace e guerriera. Cervello socratico e cuore cristiano – come scrisse un grande europeista spagnolo (Salvador de Madariaga).  Capace di specchiarsi nei vetri delle sue cattedrali, segno d’una epoca splendente  d’oro, d’argento, d’azzurro, di rossi e di verdi, fiammeggiante – per dirla con l’indimenticabile Drieu – sui portali delle chiese, nei saloni dei castelli, nelle case dei borghesi e dei fattori.

Europa  d’incunaboli e di immaginazioni futuriste, nel lungo rosario di genialità artistiche, scientifiche, drammaturgiche. Europa del lavoro e del diritto, capace di farsi esempio di civiltà.

Eravamo/siamo diversi  ? Certamente, ma nel senso indicato da José Ortega y Gasset:  “perché una Nazione esista è sufficiente che essa abbia coscienza del suo esistere”. Ed allora un’Europa,  cosciente del proprio ruolo,  avrebbe potuto essere, integralmente, organicamente sé stessa,  se avesse pensato meno  a farsi strumento burocratico,   orizzonte codificato entro cui morire d’inedia, coltivando i piccoli spazi della quotidianità. 

A  saperla guardare l’Europa vera, che attende di prendere coscienza, continua a splendere fiammeggiante, come sugli antichi portali e  da lì bisognerà ripartire per trovare quelle visioni geopolitiche, mediterranee, sociali e culturali, che oggi mancano.  Chiamateci degli illusi: noi a questa Europa – malgrado tutto – ancora crediamo. Ben oltre gli appuntamenti elettorali.

@barbadilloit

Di Mario Bozzi Sentieri

28 risposte a Focus. L’Europa vera assente dal dibattito elettorale

  1. Ma come si fa ad amare questa Unione Europea, che si è rivelata per quella che è, un fallimento. Un progetto geopolitico che si è dimostrato assolutamente antieuropeo, specie per quel che riguarda le autolesioniste politiche economiche. È un dato di fatto che in questi 20 anni di UE e 17 di moneta unica, la maggioranza dei cittadini dei singoli Stati membri – tedeschi compresi – ha visto peggiorare le proprie condizioni socio-economiche. Se pensiamo inoltre alla Grecia, paese ridotto sul lastrico dalle folli politiche di austerità, dove sono in aumento i casi di malnutrizione, non si può non odiare l’UE.

  2. @ Werner Infatti,noi dobbiamo detestare questa pavida e materialista UE succube degli U.S.A. e prona al globalismo dei mercati finanziari e sognare invece- “attivamente”- quella proposta liricamente da M.Bozzi Sentieri.

  3. L’austerità ci vuole, ma vera, non quella ‘buonista’, dei diritti per tutti, del giustificazionismo per ogni crimine ed illegalità, dei Redditi di Cittadinanza, non quella delle sinistre… Benvenuta sia la sharia prossima ventura!!

  4. Testo Dedicata All’Europa

    La dolcezza del frutto maturo
    e l’asprezza del vento gelato
    e pane, e sale
    s’offre all’ospite sacro
    a nord, ad est, a sud, ad ovest, in Europa

    Canto l’Europa, la pace romana
    pace di aratro e di spada
    canto del sangue offerto in suo onore
    da stirpi di ghiaccio e di sole a nord, ad est, a sud, ad ovest, in Europa

    Canto la gloria di Roma
    del Reno lo scettro imperiale
    i duchi guerrieri e i lori cantori
    errare sereni in cerca d’onore
    a nord, ad est, a sud, ad ovest, in Europa

    Canto i fratelli che sempre han difeso
    dal lupo crudele la frontiera …..
    canto l’Europa dei giorni che vengono
    canto i suoi giovani (cader) nelle strade
    a nord, ad est, a sud, ad ovest, in Europa

    Mi chiedono se conviene
    cantare questa Europa
    so solo che e’ giusto
    il resto non importa

    Canto un’Europa di sangue le catene che ci stanno chiudendo
    canto, e il mio canto e’ nel vento
    a nord, ad est, a sud, ad ovest,
    a nord, ad est, a sud, ad ovest,
    a nord, ad est, a sud, ad ovest, in Europa.

    Alla memoria di Junio fratello di sangue e di spada e a queste parole che ci hanno cresciuto e ci hanno guidato ….

  5. @Guidobono
    Facciamo un po’ di ordine: indubbiamente la crisi finanziaria della Grecia è il risultato di decenni di sprechi di denaro pubblico, corruttele e clientelismi vari, le cui responsabilità sono tanto della classe politica quanto del popolo. Ma questo non può rappresentare una giustificazione per le pesanti misure di austerity imposte dalla Troika al popolo greco, ormai allo stremo.

  6. Fuori dall’Europa la Grecia starebbe peggio! Se ne vadano pure, la porta dal di dentro si può sempre aprire… Perchè non se ne vanno????

  7. Catilina. Comprendo i tuoi entusiasmi canori, ma quella canzone della Compagnia dell’Anello – per la verità grondante retorica come un inno nazionale -l’ha già ‘postata’ Stefano, giorni fa…

  8. @Guidobono
    Non credo che fuori dall’UE la Grecia starebbe peggio, ma sono d’accordo con te sul fatto che debba uscirne.

  9. Ed in questo giorno importante per i nuovi equilibri e per le nuove sfide un altro testo ” grondante retorica come un Inno Nazionale ” … In alto L’ Europa sempre contro l’Occidente

    Compagnia Dell’Anello – Sulla strada

    Strade d’Europa, stanchi, sporchi, ma felici, prendi dalla vita ciò che puoi
    Porta il tuo canto fino in Romania, bacia il grano di Budapest
    Cerca fra le rocce grigie di Stonehenge, braci nella notte, bevi il tè
    Parla con i venti che vanno verso nord, canta con il lama di Rikon!

    Antichi boschi e strade dell’Armor, magici villaggi dei Bretons
    Nuvole che corrono nel cielo sopra te, sogna tra le pietre di Carnac
    Prati e scogliere dell’Irlanda lassù a nord, gente come roccia di Belfast
    Con la croce d’oro di una fede che vivrà, cornamuse e mitra sono per Bobby Sands!

    Fiori e sorrisi sulla strada verso il sud, indica il leone Tibi Pax
    Danza nel castello sulla rocca di Cison, poeti e cavalieri insieme a te
    Sfiora le pietre del picco Montségur, si dice ci sia ancora un trovatore
    Con liuto ed un sorriso ancora le antiche jesteś, piangendo forse piano canterà!

    Strade d’Europa, stanchi, sporchi, ma felici, prendi dalla vita ciò che puoi
    Porta il tuo canto fino in Romania, bacia il grano di Budapest
    Strade d’Europa, nello zaino libertà, forse un giorno l’ombra fuggirà
    Le sue mani sporche dal sole leverà, un’aquila è nel cielo, un’aquila è nel cielo, un’aquila è nel cielo sopra te!

  10. «L’Europa, una volontà unica, formidabile, capace di perseguire uno scopo per migliaia di anni» F.W.Nietzsche

  11. Stefano. Non per criticare banalmente, ma Nietzsche passò gli ultimi 11 anni di vita nella follia acuta, o in un manicomio o accudito da familiari, non in uno psichiatrico sovietico…

  12. “Bisogna avere un caos dentro di sé per partorire una stella danzante” – Friedrich Nietzsche ….

  13. Parole di nulla verso il nulla… Buona per l'”antología della follia”…Con le stelle danzanti nessuno ti dà un voto, né va a riempire le piazze, tanto meno va a farsi bucar la pancia…

  14. Scusami Guidobono se mi intrometto ma su NIETZSCHE non resisto,non sono assolutamente d’accordo.Cosa dire allora di HOLDERLIN?? Pazzo pure lui?? Certamente Aristotele Onassis era tutt’altra cosa per alcuni. NIETZSCHE alle volte viene travisato,ed e’ facile farlo se non si ha delle AFFINITA’congenite..Sensiblita’ diverse..

  15. Bravo Fernando… Voglio esprimere un concetto sui dati europei aspettando quelli italiani: bene ma non benissimo la Le Pen che in un ipotetico ballottaggio con micron cmq non vincerebbe, ottimo Farage in Inghilterra, devastante Orban con più del 50%, ma soffermiamoci un attimo sui tedeschi, i sempre più crucchi sono un popolo ormai inesistente che vota in modo pavloviano, un popolo devirilizzato e per me ormai morto nella sua essenza, il cuore dell’Europa continua a dare voti alla donna dal grande fondoschiena e per i gretini verdi, con la Germania in queste condizioni è difficile vedere la luce in fondo al tunnel, il buon F.W.Nietzsche e con lui tutta la grande cultura tedesca si rivoltano nella tomba.

  16. Stefano: Hölderlin era un poeta come, in fondo, Nietzsche. Ed in fondo, fondo, fondo tonton Adolf. Politicamente servono i Bismarck…

  17. Felice ma magari ci fosse un Bismarck, il problema è che i tedeschi di oggi a un Bismarck non lo voterebbero, è questo il punto del mio discorso, il popolo tedesco è ormai geneticamente modificato e assuefatto ad una Zivilisation di stampo buonista, pro gender e pro melting pot opposta alla storica Kultur tedesca, di cui oltre ai poeti ed ai filosofi fanno parte anche i Bismark, i Metternich e cosi via…

  18. Giorgia verso IL sette % uuuh uuh aaah che go

    duria…Mi dispiace per le solite casssandre
    Ed è solo l’inizio…

  19. Fernando aspettiamo, sicuramente è cresciuta la Meloni ma non so se ce la fa ad arrivare al 7%… Ma anche se i dati di adesso vanno presi con le molle per me quelli rilevanti al di là dei numeri definitivi sono due, ovvero lo sfondamento del 30% della Lega che sinceramente dopo gli ultimi giorni di campagna non era così scontato e che sancisce il capolavoro politico di Salvini dal 3% al 30 e più % in pochi anni confermando che la scelta di governare con i 5stalle è stata giusta avendo logorato loro e potenziato lui. Ma l’altro dato che purtroppo deve far riflettere ancor di più secondo me è che in Italia, nonostante tutto quello che fanno e che dicono c’è ancora un 20% di italiani che votano il PD , “militonti” o “piddioti” che dir si voglia comunque sono li e questo è sconcertante e pone in seria discussione le capacità intellettive di buona parte del paese,piddioti che se aggiunti ai grullini ed al resto dei sinistri fuori dal PD fanno comunque un 40% e più del paese, che quindi è letteralmente spaccato a metà… Non sono riuscito ancora a trovare le proiezioni riguardo CPI, ma se fosse come qualche amico mi sta riferendo sarebbe un flop che purtroppo avevo immaginato, spero che i dati reali smentiscano.

  20. Stefano. Con dire che “il popolo tedesco è ormai geneticamente modificato e assuefatto ad una Zivilisation di stampo buonista, pro gender e pro melting pot opposta alla storica Kultur tedesca” stiamo mettendo la pietra tombale su quello che era ed è il cuore dell’Europa! Quindi io penso che c’è ancora la spazio per recuperare. Fare dell’antigermanesimo d’accatto fa sorridere forse Gerusalemme e dintorni, ma non è la strada buona per noi e per quasi nessuno (forse Putin, lo storico rappresentante del panslavismo barbaro, espansionista ed aggressore). Forza Germania, anche se oggi ama quelle caxxate delle auto elettriche e mille altre stronzate verdi e politically correct, cerchiamo di lavorare perchè anche loro aprano gli occhi…nonostante tutto…

  21. Stefano. Destra e sinistra in Italia, da sempre, si modificano ben poco da un’elezione all’altra. Cambia il contenitore, paraialmente. I voti vaffanculisti sono ovviamente di sinistra, come ho sempre saputo. E riconosciamo che, nonostante mille difetti, per fortuna c’è ancora Silvio, per il quale non ho mai votato, forse sbagliando. Perchè chi ci ha sbattuto la porta in faccia, tutto rinnegando, è stato Fini (ed i suoi), non Silvio! Se Cirio ha battuto quel vecchio arnese di Chiamparino a Torino è solo grazie a lui…

  22. Chi dovrebbe smettere di romper le palle e togliere voti alla destra possibile sono FN e CPI. Facciano le associazioni culturali, editoriali, canterine, assistenziali ecc. e non si mettano più in politica a succhiar sangue!

  23. Felice io guarda non sono assolutamente anti-tedesco ed anzi più volte ho ammonito altri dall’esserlo nonostante il ruolo non certo simpatico della Germania in Europa, il mio era uno sfogo proprio dovuto alla tristezza nel vedere un popolo con un passato del genere ridotto ad un’informe massa effeminata. Sul voto italiano ormai abbastanza definitivo,direi che è andata abbastanza bene, benissimo per la Lega ovviamente che ha ormai una trasversalità spaventosa in tutta Italia sud compreso, portando al di là di tutto le istanze di una “destra” post-ideologica e liquida ad essere l’unico e vero “partito della nazione”, in grado di raccogliere ed interpretare le istanze di vari strati della società. Molto bene anche la Meloni che quindi si accorda al carro di Salvini, non sfondando ma ottenendo una crescita comunque attesa. Sul Berlusca non concordo, a livello locale ancora ottiene qualcosa per via del solito voto clientelare residuale, ma a livello nazionale scende in picchiata e non ha nessun futuro FI, spero solo che Toti sappia tenersi almeno una parte di quel bottino e portarlo altrove. Su CPI e FN sono in totale disaccordo, non hanno tolto nulla visto che sono molto al di sotto delle aspettative, CPI con lo 0,3% perde addirittura più della metà dei voti rispetto allo 0,9% del 4 marzo e questo mi ha molto sorpreso perchè dalle intenzioni che sentivo in giro mi ero assuefatto all’idea che potessero arrivare almeno all’1%, però come avevo già detto la strategia era perdente in partenza, certi errori che sono stati fatti negli ultimi mesi, amplificati ovviamente a livello mediatico hanno fatto molti danni come previsto, anche se è strano per una forza con quel tipo di percentuali che di solito ha un elettorato fedele e stabile perdere tutti quei voti, probabilmente stavolta è stata proprio la Lega a “rubarli” a loro e non il contrario, quindi sono le destre radicali ad essere state scippate da Salvini(o da Meloni) e questo anche fa riflettere. La dirigenza di CPI dovrà ragionare molto su questo risultato e cambiare paradigma strategico, comunicativo etc cercando di lavorare all’interno delle contraddizioni che inevitabilmente si creeranno nel “sovranismo”, in maniera più sottile e accorta, in un clima si spera ora più favorevole ad un lavoro di questo genere.

  24. @ Caro Stefano concordo con la tua ultima analisi.Volevo votare CPI,ma alla fine, a denti stretti,perchè detesto l’ammucchiata di aennini,transfughi forzisti,fitoniani….ho votato FdI .Dunque,molto a malincuore ,ma è l’unica possibilità affichè Salvini(non voterò mai Lega finchè i suoi vertici saranno ancora proni al “resistenzialismo”come Fedriga-Pres. Regione Friuli-Venezia Giulia che ha “festeggiato”pubblicamente insieme a slavi e comunisti il 25 Aprile)abbandoni i sinistri demo-confusi dei 5* per formare un governo con FdI e con “forzisti” alla Toti.Quanto a Casapound che ha un intellettuale, che io ammiro totalmente, come A.Scianca,non deve permettere che dementi(mi riferisco all’episodio in prov. di Viterbo)infanghino le sue lodevoli battaglie.

  25. Tullio tutto assolutamente condivisibile e logico quello che hai detto, purtroppo le alternative praticabili e utili queste erano non c’era di certo molta scelta. Non sapevo invece di quella cosa di Fedriga e nemmeno l’avrei immaginato, non conosco bene la sua biografia politica e culturale ma evidentemente non è vicina alla nostra se ha fatto un gesto del genere.

  26. Ho votato Lega, ma non per totale adesione al progetto politico di Salvini – non condivido alcuni elementi, come il federalismo – ma in funzione anti-europeista. Ottimo risultato, il 34% a livello nazionale, praticamente storico per un partito il cui bacino elettorale fino a pochi anni fa era limitato esclusivamente alle regioni del Nord, che cambia certamente gli equilibri all’interno del governo di coalizione con il M5S, pur essendo la compagine di Salvini & co., azionista di minoranza. Il problema è che a livello europeo conta poco o nulla, perché, seppur vero che PPE e S&D, hanno perso voti, negli altri paesi – ad eccezione di Francia, Gran Bretagna e Ungheria – questi voti sono stati catturati dai partiti più fanatici pro-UE, ovverosia Liberali e Verdi. La vedo molto dura e sinceramente temo il peggio, ovvero, una nuova maggioranza pro-UE formata da PPE, S&D e ALDE, con i terzi che forse sono peggio dei primi due.

  27. Dimenticavo che ci può essere un altro pericolo: che cada il governo giallo-verde e che invece di elezioni anticipate possa venir fuori un governo M5S-PD-LeU. Non sottovalutiamo questa ipotesi. Le sinistre per quanto divise, quando trovano un nemico comune (oggi Salvini, prima Berlusconi), si ricompattano.

  28. Qui è in atto una battaglia veramente epocale, non ‘sovranista’ o ‘populista’, ma per la salvaguardia dei veri valori dell’ ‘identità’ italiana ed europea. Che non è la Kultur d’inizio ‘900 e neppure le consuetudini di un tempo finito per sempre, ad esempio quello delle cinghiate ai bambini ed adolescenti, le ipocrisie sessuali, il patriarcato superstite, i matrimoni indissolubili, l’imperialismo arraffone, il nazionalismo poetico o sanguinario ecc. Indietro non si torna, così come nel 1859 non si poteva tornare al 1789, all’Ancien Régime…Qui non si tratta di rivendicare la liceità del saluto romano o dell’esposizione della testa del Duce ecc., ma della difesa di sacre libertà individuali, dell’ordine, della sicurezza, della meritocrazia. Se poi a certe scemotte delle nostre città piace un virile nordafricano, che le scopi e meni, riempiendo la casa di marmocchi, affare loro…Se due froci o frocette si vogliono unire (ma in un’unione civile, non in ‘matrimonio’ e con ‘figli artificiali’!) affari loro, così come aborto, eutanasia, spinelli, alcol ecc. Né Stato, né Chiesa devono dettare i comportamenti morali, gli orientamenti privati, se non ai loro seguaci e per la salvaguardia della pubblica decenza. Ma non devono imporre neppure nuove etiche balzane, d’importazione, un politically correct sempre più assurdo, lo squasso di quanto rimane di un ordine sociale consolidato e di una comunità organizzata, con strutture e priorità. Difendiamo i nostri spazi ed i nostri diritti, i nostri quartieri ed i nostri figli, soprattutto. Riconquistiamoli.

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