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L’intervista. Franco Cardini: “Questa Europa non si cambia con il voto”

Pubblicato il 17 Maggio 2019 da Giovanni Vasso
Categorie : Le interviste

 

 

Nella retorica politica, la data del 26 maggio è diventata quella di un potenziale crocevia, decisivo per il destino dell’Europa. Un giorno dopo il quale nulla, forse, sarà più come prima. Sarà davvero così o sono solo chiacchiere di marketing elettorale? Barbadillo.it ne ha parlato con Franco Cardini. 

 

Quali forze si fronteggiano in vista del voto del 26 Maggio per le Europee?

”Questo non l’ha capito nessuno. In realtà alcuni fingono di averlo capito anche se i problemi reali sono altrove. Intanto, il mondo dei politici attivi che fanno parte dei partiti e che sceglie quali saranno i candidati, ha deciso che il problema dell’Europa stia in una scelta. Da un lato l’ipotesi che le istituzioni comunitarie continuino a vivere sui binari stabiliti nei lontani anni ’50, che nel frattempo sono stati modificati nel tempo mostrando l’Ue per ciò che è, (cioè un’unione finanziaria ed economica gestita da élite con il sostegno formale di governi interessati), dall’altro se vadano rifondate secondo le proposte di quei gruppi attuali che si definiscono  sovranisti”.

Cosa propongono i sovranisti agli elettori?

“Un programma condiviso non c’è. Spesso le proposte sono in contraddizione tra loro, alcune sarebbero divertenti se non fossero patetiche. Dall’abolizione dell’euro al rafforzamento delle frontiere: come se la situazione dell’Europa e mondiale venisse decisa dal complotto di qualche Grande Vecchio che ci manda gente qui per modificare l’equilibrio sociodemografico continentale e non si capisce a quale fine, se non per avere una manodopera a costi ridotti.

Credo che anche nel centrodestra ci sia la possibilità di una spaccatura. Da un lato lo schieramento europeista, come Forza Italia che potrebbe calamitare a sé una buona parte dell’elettorato passivo della Lega, mentre un’altra parte potrebbe preferire un “salto” di tipo sovranista. Nel primo caso, si mantiene lo status quo. Nel secondo non si riesce a vedere bene quale sarebbe la direzione, dal momento che non credo che dall’unione dei diversi gruppi possa venir fuori una maggioranza per il futuro parlamento europeo. E se ciò accadesse, Dio non voglia, ci si troverebbe in una situazione di stallo”.

Cosa potrebbe accadere, dunque?

“Potrebbe cambiare qualcosa facendo un salto nel buio. E un mezzo salto nel buio è quello che, con la Brexit, ha tentato di fare la Gran Bretagna che pure non ha mai abbandonato la sua moneta, una valuta per giunta forte come la sterlina. Ma può accadere anche che non succederà nulla e che tutto il potere continuerà a essere gestito da chi lo fa adesso. In fondo, gli eurodeputati non è che contino granché. Bisogna essere realisti: per arrivare a Bruxelles, prima di tutto, occorre il consenso formale di un gruppo politico e quello sostanziale di quel gruppo potere che sostiene il gruppo politico stesso e fornisce, per esempio, i mezzi utili a coprire i costi di una campagna elettorale dispendiosa come è quella delle Europee. Stando così le cose,  chi sarà eletto dovrà rispettare le indicazioni di chi gli ha reso possibile l’elezione. In fondo, all’Europarlamento, continueranno a comandare, sul serio, quei funzionari, quei chief executors che reclutano maggioranze adatte ad approvare ora l’una ora l’altra proposta di legge. Perciò non avanziamo di un metro sui problemi veri, dall’immigrazione fino al ruolo internazionale dell’Europa che rimarrà subordinata a quella americana per ancora molti anni”.

Il tema dell’immigrazione è “frequentatissimo” nei talk show politici…

“In Africa ormai la questione non è più la povertà ma la disperazione. La gente fa collette pur di garantire all’amico, al parente, la possibilità di venire in Occidente e magari sfondare. Così come facevamo noi italiani nel secolo scorso. La questione è tutta nel triangolo non-virtuoso che si è venuto a creare in varie zone del continente africano, dove ormai è impossibile sopravvivere. Il primo vertice del triangolo sta nelle lobbies internazionali che sfruttano le risorse (specialmente del sottosuolo) e lo fanno per arricchirsi, senza badare ad altro; il secondo vertice sta nella violenza e nella corruzione dei governi locali; il terzo, invece, risiede nell’atteggiamento di quelle potenze internazionali, come la Francia, che appoggiano l’intesa viziosa fra i primi due per trarne vantaggi politici, economici e strategici.

A chi segue seriamente le questioni sullo scacchiere internazionale, risulta chiaro che quello che i sociologi di oggi chiamano “governo profondo del mondo” è saldamente nelle mani di quelli che, almeno una volta all’anno, si fanno vedere a Davos. Ed è altrettanto chiaro che i problemi del Mali o della Costa d’Avorio non si risolveranno mai se non si obbligheranno quelle multinazionali a cambiare politica: guadagnare, magari, un po’ meno per lasciare un margine di sviluppo economico in quelle aree dell’Africa”.

 Mentre si dibatte sul voto, cosa succede nel mondo?

“La situazione internazionale è dominata da un’intesa triangolare fra Usa, Israele e Arabia Saudita. Fanno il possibile per dominare l’area del Vicino e del Medio Oriente, una zona dagli altissimi interessi e ritenuta strategica già da prima dell’800. Oggi la questione è legata alla gestione del petrolio e al mantenimento di uno stato di tensione dovuto alla fitna, alla guerra “civile” tra sciiti e sunniti, specialmente wahabiti. Una guerra fredda che va sempre più riscaldandosi e che, anzi, rischia di trasformarsi nella minaccia di un conflitto nucleare che potrebbe coinvolgere, da un lato Usa, Israele, Arabia Saudita e gli Emirati a questa alleati; dall’altra i Paesi della cosiddetta alleanza di Shangai: Cina, India, Russia e, prima o poi, anche l’Iran. Ricordiamoci che Mosca è stata interessata da una  manovra d’accerchiamento: prima il colpo di stato in Georgia nel 2008, di cui tutti sembrano essersi dimenticati, poi quello in Ucraina, allo scopo di togliere ai russi il controllo sul Mar Nero. Una manovra che, forse, poteva essere completata dalla creazione di uno stato dell’Isis in cui istallare missili puntati, magari non su Mosca ma con ogni probabilità su Teheran. Putin ha fatto di tutto per sottrarsi a questo “gioco”. E mentre tutto questo accade, manca una forza internazionale mediatrice quale avrebbe potuto essere un’Europa unita, libera, abbastanza forte da far sentire la sua voce sul panorama internazionale…”.

Si riferisce al “sovranismo di spada” di cui ha scritto di recente?

“Io ce l’ho coi sovranisti perché non lo sono abbastanza. Come si fa a essere sovranisti rivendicando la moneta, l’aspetto più debole dell’intera vicenda, quando si vive in un Paese direttamente o indirettamente “occupato” dalla Nato? E non mi meraviglio che sia Salvini che la Meloni, ma persino Forza Nuova e Casapound, tacciano su questo aspetto, che siano allineati e coperti sotto il dogma della supremazia militare e interazionale degli Stati Uniti d’America.

Avere una propria forza militare è come avere le fiches per sedersi a quel tavolo di poker che è la diplomazia internazionale. Se non accettiamo questo principio di realpolitik per cui senza una forza militare autonoma non si fa politica estera, il sovranismo va a farsi benedire. Se non si ha una sufficiente forza militare si chiacchiera. E allora, se vogliamo continuare a fare del sovranismo monetario, vale la massima di Nanni Moretti: continuiamo a farci del male”.

Quello degli Stati Uniti d’Europa è ancora un traguardo?

“Il 25 Aprile scorso, il mio amico Ernesto Galli della Loggia ha scritto sul Corriere in merito al rogo della cattedrale di Notre-Dame, della commozione che ha generato e del sentimento “europeo” che ha svelato. Ebbene, io non ho dimenticato che nel 2005, quando c’era da approvare la Costituzione Europea, questa naufragò davanti ai referendum nazionali. Gli stessi francesi la bocciarono. Non piacque il preambolo che riportava quella che pare una banalità, il riferimento alle radici cristiane dell’Europa. Qualcuno temeva che si offendessero i nostri amici ebrei, cosa che non è mai accaduta. Qualcun altro non avrebbe voluto offendere o provocare azioni ostili dai nostri amici musulmani che sanno, forse meglio di noi, che l’Europa ha radici cristiane. In realtà la questione fu simile a quella che agita, a ogni Natale, la provincia italiana e arriva da quella cultura laica che ogni anno ha attaccato il Presepe e che, con la crescita delle comunità islamiche, hanno trovato la scusa per non allestirlo più a scuola. Quelle forze democratiche e laiche si rendono conto che il riferimento al cristianesimo è in contraddizione con la visione del mondo che offre il primato all’economia. E ancora, c’è da verificare a chi giova che l’Europa non sia unita anche politicamente. Ormai son passati quasi tre lustri da allora: possibile che tutto si sia fermato per un preambolo?

Chi è che non vuole l’Europa unita? Chi teme che potrà fare ombra a una superpotenza occidentale che è a sua volta garante del gioco mondiale dei nostri anni? Ecco, è in questo ambito che si esplicita il potere vero di chi regge le sorti, di chi tiene le fila del deep State, lo stato profondo egemonizzato dagli interessi di parte”.

Dunque andare a votare…

“Le prossime elezioni europee non serviranno a nessuno, se non a chi verrà eletto. Se vincessero gli europeisti, le cose continuerebbero ad andare così come vanno oggi; se vincessero i sovranisti non avrebbero mai una maggioranza e se questa ci fosse, si potrebbe configurare un parlamento di irresponsabili. La morale è dunque questa: andate a votare solo se siete del “giro”. Altrimenti non andateci. E, se proprio ci andrete per scaricarvi la coscienza, annullate la scheda”.

@barbadilloit

Di Giovanni Vasso

33 risposte a L’intervista. Franco Cardini: “Questa Europa non si cambia con il voto”

  1. Condivido in buona parte l’intervento di Enrico Nistri, l’analisi di Cardini la trovo corretta dal punto di vista geopolitico ma la trovo carente sulle responsabilità degli africani riguardo se stessi ed i loro paesi, al netto del franco CFA, dello sfruttamento delle multinazionali etc c’è un dato che mai si tiene in conto in certi ragionamenti, il grado di occidentalizzazione nichilista e sradicante di molti immigrati soprattutto sub-sahariani, che avendo perso qualsiasi tipo di riferimento alle proprie radici culturali vengono qui con il sogno del telefonino e dei capi firmati, senza alcuna volontà di riscatto per i loro paesi di appartenenza ma solo col desiderio di aderire alla way of life edonista e liberal che le nostre sinistre gli promettono per poi usarli come esercito di riserva del capitale, per tacere del desiderio di creare un melting pot atto a disintegrare quel poco che è rimasto delle nostre identità tradizionali oltre a quelle degli africani stessi, come dire si prendono due e più piccioni con una fava… Tutto ciò si mescola poi alla nefasta degenerazione di quelle componenti magico-rituali appartenenti a queste aree sub-sahariane, degenerazione secolare di culti invertiti che poi si manifestano in società criminali come la mafia nigeriana, in atti brutali a carattere violento, animalesco ed anche antropofagico, come nei noti ed aberranti casi di cronaca nera, in cui ciò che sorprende è la perizia con la quale si commettono tali abomini, tutto questo fa pensare guardando in profondità che queste “risorse” oltre a rappresentare manodopera a basso costo come indicato da Cardini possono anche costituire, a livello più “sottile”, una riserva di manovalanza per forze a carattere “contro-iniziatico” che sono tutt’uno con la finanza e le pseudo-elites sorosiane, questa è una dimensione ulteriore della questione, del resto già 100 anni fa erano noti casi come quello della “società del leopardo”, ed oggi la mescolanza nei sub-sahariani di questo retaggio di culti deviati con l’occidentalismo nichilista crea una miscela esplosiva che non può essere sottovalutata. Interessanti le considerazione del leader pan-africanista Mohamed Konarè ed altri personaggi come Paolo Diop(FdI) contrari nettamente al’immigrazione, anche alcune posizioni del guineano Cardinal Robert Sarah(acerrimo nemico di Bergoglio) possono risultare vicine ai temi di cui si parla anche se da un punto di vista cattolico. http://www.ilgiornale.it/news/cronache/sarah-sulle-migrazioni-massa-occidente-rischia-sparire-1673630.html

  2. P.S. Consiglio la visione delle interviste di Konarè presenti sul canale Byoblu di Claudio Messora.

  3. Mi trova del tutto consenziente solo la dichiarazione di Cardini sul “sovranismo di spada”.Invece, trovo lucide le osservazioni di Nistri e le successive integrazioni dell’amico Stefano.

  4. Questa manfrina terzomondista secondo cui la responsabilità del sottosviluppo socioeconomico dell’Africa é da attribuire unicamente a noi europei e al colonialismo, non é solo della sinistra, ma anche di settori della cosiddetta “destra”, dei moderati. Non a caso gli esponenti di Forza Italia parlano di una sorta di “piano Marshall per l’Africa”, che non risolverebbe minimamente i problemi del continente, anzi rimarrebbero immutati, perché sicuramente la classe politica locale – per i discorsi di Nistri e Stefano – non userebbe i soldi che gli verrebbero elargiti per lo scopo che viene prefissato. Soldi buttati. Detto ciò, é da folli pensare che tutta l’Africa debba emigrare qui in Europa perché in quest’ultima ha una popolazione incalo e ssempre più vecchia.

  5. La vena cattocristiana di Cardini emerge.
    Chiamasse il colonialismo con il suo vero nome. Anglo/franco/Occidentale. …
    Come Italiano non mi sento corresponsabile del deficit di sviluppo culturale e sociale Dell ‘Africa. Non è stata l’Italia ad essere imperialista. I popoli africani avrebbero fatto carte false per essere colonizzate dagli italiani…
    Il Capitalismo ha depresso ed affamato il Continente e una colpa c’è l’hanno anche i missionari con un opera di sradicamento e conversione che porta sempre i popoli originari ad essere ‘violentati’. .

  6. Inoltre Forza Nuova e Casa Pound sono da sempre contro la Nato e a favore di un Esercito Unico Europeo senza gli Usa ….
    Ma oggi servirebbe proprio il contributo militare dei Russi in funzione antioccidenatale ….
    Cardini in chiaro scuro on questa intervista…
    Ha chiaro chi è il nemico non ha chiaro come combatterlo… ed il ruolo della UE ; ma chi di noi oggi lo ha chiaro ?

  7. il triangolo di Cardini dev’essere sostituito da un quadrato, infatti c’è pure il problema della sovrappopolazione, di cui sono responsabili gli africani e le religioni cattolica ed islamica! per il resto d’accordo con Werner.

  8. Gli USA sono i “protettori”/Alleati quasi obbligati, piaccia o no a Cardini, perchè le alternative sono peggiori, da tutti i punti di vista, ed un vero Esercito europeo oggi è meno probabile che nel 1950 (la CED allora fallì per il ‘ripensamento’ francese…). Poi con De Gaulle sarebbe stata ancora più improponibile….Comunque oggi l’Africa è dominata essenzialmente dai cinesi, non dalle ‘multinazionali’ tanto care al cattoprogressismo terzomondista…

  9. Usa Protettori/Alleati quasi obbligati…
    Formula che dice tutto…

  10. @Guidobono
    I cinesi investono in Africa perché gli conviene, ma almeno così facendo creano posti di lavoro e realizzano infrastrutture. Quanto agli USA più che protettori o alleati, mi sembrano padroni…

  11. Se noi non abbiamo più le pezze al culo come nel 1945, e nonostante tutti i nostri errori, lo dobbiamo agli USA, piaccia o non piaccia…I cinesi sono sfruttatori spietati, della propria manodopera in primo luogo…

  12. Gli americani vorrebbero ridurre drasticamente la loro presenza in Giappone. E nonostante tutte le porcate dei loro marines i giapponesi li implorano di rimanere, per il terrore che hanno dei cinesi… Più o meno lo stesso per i tedeschi dal ’45 in poi o per noi. Non si tratta di valutare la “bontà” dell’occupante, ma il male minore… Altrimenti sogniamo come Stefano e Catilina… Che poi gli USA abbiano errato in tutte le loro scelte geopolitiche della WWII lo sappiamo, ma tant’è…Salutoni!

  13. Il sogno di emancipare la Nazione non è di Catilina o Stefano, ma è di Macchiavelli, di Gioberti, di Guicciardini , di Mazzini, di Oriani, di Gentile , di D’Annunzio, Di Marinetti , di Mattei , di Accame , di Niccolai ecc. ecc.
    La tua Guidobono, è la logica sempliciotta di colui che senza padrone non sa che fare …

  14. Della serie dimmi cosa sogni e ti dirò chi sei… Felice comunque tu soffri un pochino di sindrome da stress pre-traumatico, se ti fa paura un futuro in cui non saranno più i delinquenti d’oltreoceano i padroni del globo mi dispiace per te, ma la “fine della storia” di Fukuyama era un’emerita cavolata. E comunque i giapponesi sono così contenti degli occupatori abusivi yankees che fanno accordi con l’Iran in barba alle aggressioni USA, bravo Shinzo Abe! https://www.ilprimatonazionale.it/esteri/giappone-iran-usa-abe-zarif-118332/ Viviamo sempre di più in un mondo multipolare, dove gli USA sempre più velocemente continuano a perdere peso vista anche la loro inaffidabilità dimostrata con gli alleati-sudditi o ex tali, invece guadagnano sempre più terreno i paesi del Brics come partner affidabili, sia commerciali che strategici, basti vedere la situazione internazionale per capire come ormai gli USA a parte i cafoni sauditi(che non riescono nemmeno a vincere una guerra con i guerriglieri yemeniti),a parte gli invasati israeliani e qualche paese russofobico del baltico hanno ormai pochi estimatori a livello internazionale… Felice dall’alto del tuo pragmatismo materialista dovresti capirle queste cose, qua mi sa che se noi siamo sognatori tu sei rimasto intrappolato in un brutto incubo a stelle e strisce, ma niente di questo mondo è eterno, spero solo che mi basti questa vita per godermi lo spettacolo… Saluti!

  15. Stefano e Catilina. Magari! Ma quale fine della storia….Bisogna ‘pesare’ le armi che si hanno e che hanno gli altri…Con i milioni di baionette non andavamo da nessuna parte nel 1940, figurati 80 anni dopo! Oggi gli arsenali sono atomici, le armi sofisticatissime, non pieni di archibugi e scimitarre… Prima ci dotiamo di un’efficiente arma nucleare, poi ne parliamo. Indietro non si torna. Altrimenti siamo alla carica del ‘Savoia Cavalleria’ nella pianura russa nel ’42. Cavalli e cavalieri contro mitragliatrici…Bello, eroico, poetico, commovente ecc., ma… purtroppo vano!

  16. ‘L’incontro di oggi a Tokio tra il premier nipponico, Shinzo Abe, e il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, è piuttosto esemplificativo’: di che? Di qualche affaruccio? Come se Francisco Franco per il fatto di non rompere le relazioni diplomatiche con Cuba fosse stato meno atlantico negli anni ’60… Ma come ragionate? Per versi, slogan, canzoni, dietrologie, quelle sì sempliciotte, mamma mia….L’Iran oggi è nessuno in campo internazionale, al di fuori del suo specifico scacchiere, nessuno…Poi domani si vedrà…Conta meno della Corea del Nord….

  17. Catilina. Tu sei proprio come Togliatti: Mussolini non gli andava bene, ma Stalin sì. A te Trump non va bene, ma Putin sì. Ma chi vuoi convincere?

  18. Sì, una unione finanziaria, più che economica, gestita da élites massoniche o illuminate, che pure, col sostegno di alcuni stati, pretendono quello di tutti gli altri. Che però, dopo 70 anni, sono solo 28 su 45. Senza la Russia che (dopo averla tenuta divisa per un cinquantennio) si sente l’unione alternativa. Ma come l’antica Macedonia per le litigiose città-stato della Grecia (senza gli USA). E non certo una confederazione nè per gli uni e nè per gli altri.
    Senza unione politica è ovvio che i vari stati rivogliano l’autonomia monetaria (dopo l’imprudente passo falso, senza possibile ritorno), ma l’autonomia militare resta più credibile in un esercito comunitario, anche se distinto da quello nordamericano. Non solo per la la propria sovranità ma anche per la spesa militare (finora grazie sempre a quello rimpicciolita). Solo che, economia a parte, come può avere un esercito comune un continente che non riesce ad integrarsi politicamente? Certo, salvo una eventuale unificazione russa..

  19. Si parla di sovranismo, di patria, di lotta contro le elite allora mi spiegate che cazzo ci faceva Steve Bannon ad Atreju lo scorso anno?

  20. Guidobono,le pezze al culo le abbiamo tolte lavorando duramente per pochi soldi,10/12 ore al giorno compreso il sabato,facendo una vita sparagnina,frugale,oserei dire spartana al massimo,risparmiando e con una gran voglia di fare senza tanti fronzoli.Agli americanos non dobbiamo un cacchio anzi lasciamo perdere..Riguardo ad armarci,addirittura con l’atomica,primo bisognerebbe fare gli Italiani,hai presente le potenti navi da guerra orgoglio nazionale nella seconda guerra mondiale…..non sai niente dell’attuale ministra della difesa??? Scusami,detto tra noi in confidenza..non credi che si continua far ridere i polli..

  21. Non sono per nulla d’accordo su quanto detto da Cardini,e’ di un pressapochismo disarmante..Manodopera a costi ridotti..brexit..di cosa parla..Ci sono delle interviste interessantissime su BYOBLU di Claudio Messora per es. con ELISABETTA FREZZA…con SALVATORE BRIZZI che aprono veramente la mente.Analizzano magnificamente nel profondo l’andamento socio politico ITALIANO.bisogna esporsi,rischiare cercare personaggi attuali che sappiano analizzare la realta’ sociale odierna e che non continuano vivere di rendita ed alle volte confusamente.PREZZOLINI centenario era ancora lucido e pungente..

  22. Fernando. Senza il Piano Marshall la nostra industria non si sarebbe ripresa, o almeno non in tempi rapidi. Invece nel 1950 avevamo già superato la produzione del ’38. Solo lavorare senza mezzi o risparmiare è come pestare l’acqua nel mortaio…Poi bastava non entrare in guerra con gli americani…E le nostre belle (e costose)corazzate non ci servirono a nulla.In parte furono affondate o danneggiate da vecchie aerosiluranti inglesi nel porto di Taranto, in parte rimasero inattive per paura di perderle (!), poi una fu affondata dai tedeschi dopo l’8 settembre ed 1 o 2 superstiti furono vergognosamente consegnate agli Alleati…Lasciamo perdere, sono vecchio per la retorica. Saluti!

  23. Mario Alessandro. Lascia perdere i russi ed i cinesi. Dio ce ne liberi…

  24. Il Piano Marshall fu un ottimo strumento con il quale gli USA si sono impadroniti dell’Europa, che con le loro bombe hanno devastato durante la seconda guerra mondiale. Quale modo migliore per schiavizzare un intero continente se non distruggendolo prima e poi finanziare la sua ricostruzione.

  25. Werner. Pura fuffa. Su qualcosa concordo, ma quelle bombe potevamo evitarle. Bastava essere diplomaticamente più accorti, giacchè non avevamo contraerea (e neanche quasi tutto il resto…). Pensa piuttosto ai russi che hanno smontato quanto rimaneva delle fabbriche tedesche nella parte da loro occupata e l’hanno portato in URSS! Ed ai tedesco-orientali della DDR, ancora nell’89, le Trabant!

  26. @Guidobono
    Le bombe, per quanto riguarda l’Italia, potevano essere evitate soltanto se Mussolini non tentava di salire sul carro del vincitore (la Germania nazista), facendola entrare in una guerra che tutti, a cominciare dallo SM dell’Esercito, sapevano che sarebbe andata come di fatto è andata. Se gli Stati Uniti avessero mantenuto la loro posizione isolazionista, Hitler avrebbe vinto la guerra e avrebbe fatto una pace di compromesso con la Gran Bretagna, e magari una volta fatto questo compromesso, si sarebbero potuti alleare e combattere contro l’Unione Sovietica e liberarla dal comunismo. E invece gli Alleati angloamericani, hanno vinto la guerra assieme all’URSS e gli hanno permesso di esportare la criminale ideologia comunista al di fuori dei suoi confini, dopo essersi divisi il mondo dopo Yalta.

  27. Riguardo l’intervista di Cardini condivido molte delle cose che ha detto, la verità è che manca una unità politica, manca una politica estera e di difesa comune che non è riuscita ad impedire i disastri avvenuti in Afghanistan, Irak, Libia e Siria, una Unione Europea che di fronte alle palesi violazioni dei diritti umani di Turchia, Arabia Saudita ed Israele non fa assolutamente nulla.

  28. Lo sapevano praticamente tutti che gli USA non avrebbero mai mollato la Gran Bretagna alla vittoria della Germania. Non bisognava essere aquile! Da giovane parlai con alcuni vecchi generali, già in posizioni elevate nel 1940. Tutti, sempre, ni dissero di quella follia, che l’intervento degli USA, come nella I Guerra, era solo questione di tempo… e che tutti, pure Mussolini lo sapevano bene, solo speravano, appunto, nel ‘fattore tempo’…

  29. Nessuno fa una guerra per i ‘diritti umani violati’. Solo propaganda…

  30. E nessuno fa’ la guerra con la pancia piena e padrone di casa..In queste condizioni si possono fare solo chiacchiere…

  31. Werner. Nessuno voleva liberare l’Europa dal comunismo dell’URSS, né tedeschi, né inglesi, né americani… A loro stava bene una Russia comunista perchè restava un’economia debole, sempre…Infatti il comunismo è stato abbattuto da Gorbachev…Gli USA non avrebbero mai mollato la GB per una pace di compromesso con la Germania, per la semplice ragione che volevano ereditarne l’Impero, seppur informalmente… Se Hitler fosse stato più furbo mai avrebbe scatenato la guerra, l’Italia poi…

  32. Fernando. Ti sbagli. Gli USA avevano la pancia piena ed erano padroni a casa loro, eppure sono entrati in guerra nel ’41 per il dominio mondiale, nell’Atlantico e nel Pacifico!

  33. Guidobono,mi riferivo agli Italiani..A me interessa prima di tutto la situazione Italiana poi le altre realtà.Gli USA li conosco bene,sono stato in vari suoi stati addirittura ho abitato in LA.

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