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Scintill&digitali. La lite in casa Mentana: quando la vendetta che si serve su Twitter

Pubblicato il 29 giugno 2013 da Diletta Maioli
Categorie : Scintill&digitali

mentanaUna volta i panni sporchi si lavavano in famiglia. Adesso su Twitter.  Potrebbe essere questo il titolo di un libro che racconta la crisi del rapporto tra Enrico Mentana e Michela Rocco di Torrepadula. Tutto cominciò, appunto, con un tweet di lui, l’ultimo giorno dell’anno. – Auguri di un 2013 libero e felice, in cui i giovani comincino a lottare davvero… Da qui, il diluvio. Di Michela, donna abbandonata e, forse, tradita, senz’altro ferita dall’uomo che ama, il padre dei suoi figli.

– Che belle parole, peccato siano solo parole. Hai lasciato moglie e figli a Pinzolo per festeggiare coi tuoi amici VIP

– Della numerosa prole, non ha nessuno accanto. Solo lui e 4 amici vecchi di m… Ma potenti

– Non sono a Cortina. Nemmeno a San Moritz non a Crans Montana. Sola con i miei figli. E tu con DDV & co. W la famiglia, W i giovani

– Buon anno! Il peggio deve ancora venire!

Da qui in poi, stoccate varie a lui – la felicità dei miei figli non ha prezzo. Per tutto il resto c’è Mastercard..no di sicuro! – facendo intendere che il buon Enrico avrebbe pure il braccino corto, e cose dette, sparse qua e là, che fanno, volutamente, cadere il velo su una certa “intimità” familiare – “il peggior nemico lo troverete tra le persone che frequentano la vostra famiglia. Sono a conoscenza delle dinamiche, punti deboli”, “si insinuano come serpi velenose e al momento opportuno pungono e avvelenano.”

Per Michela (lo dice apertamente) “Twitter è meglio di uno strizzacervelli. E risparmi 110€ a seduta”. Si sfoga, accusa, ritratta. A febbraio parla di “serata in famiglia con figli, marito, sorella e cognato”. Ma, allo stesso tempo, butta lì il pettegolezzo circolante in quei giorni sul tradimento del marito con una collega giornalista, augurandosi che, la donna in questione, sia almeno “a livello di una Barbara Serra. Non una borgatara sfigata”. Poi, sempre a febbraio, twitta di una gita nella sua città “Verona è meravigliosa. Ancora di più con Enrico e i nostri figli”. Ai primi di marzo parla addirittura della malattia della figlia e lo fa con tenerezza, non c’è più astio nelle sue parole. Però… “Sto vivendo giorni orrendi..eppure FF, arrivista e arrampicatrice sociale, non molla”. A metà marzo smentisce la separazione anche se le voci sono già uscite. A fine aprile twitta “Un uomo percorre il mondo intero in cerca di ciò che gli serve e torna a casa per trovarlo. Tks God!” Fino ad arrivare al 2 giugno in cui, per il compleanno del figlio Giulio, la famiglia si riunisce.

Michela usa Twitter coma la userebbero le star americane. Lo usa, appunto. Comunica, il suo amore per il marito, perché di questo si tratta. Non è impazzita all’improvviso, ha difeso con le unghie e con i denti il suo matrimonio. E comunicando, provoca reazioni. Di solidarietà da parte delle donne, che forse hanno vissuto situazioni simili e le danno coraggio,  e di riprovazione da parte degli uomini che, forse, si sentono “smascherati” da tanta schiettezza.

Non eravamo abituati, proprio perché non siamo americani, a vedere i “panni sporchi” lavati in pubblico. Certo, educazione, riservatezza e galateo ci farebbero comportare diversamente, ma siccome “in amore e in guerra tutto è permesso”, sarà bene abituarsi. Perché come ha twittato Michela “Chi di social network ferisce, di facebook e twitter perisce”.

Di Diletta Maioli

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