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Il libro. Il monito del politologo Carlo Galli : “Oggi sovranità è democrazia”

Pubblicato il 11 Maggio 2019 da Fernando M. Adonia
Categorie : Scritti

Carlo Galli.

Sovranità. Cos’è? Il punto lo fa il politologo Carlo Galli con un testo tanto agevole quanto utile a interpretare una «richiesta» di fondo che è al centro del dibattito politico mondiale. Un concetto frainteso, screditato, interpretato con letture talvolta isteriche o derisorie. Censurato, pure. Dietro la parola ‘sovranità’ ci sta tuttavia un mondo d’idee che ha attraversato l’epopea intellettuale del moderno Occidente. Insomma, Galli mette ordine e affronta di petto – cioè storicamente e filosoficamente – una questione che non può essere lasciata alle mercé di un dibattito politico-giornalistico che sul tema in questione (come tanti altri, del resto) è troppo superficiale, eludendo di fatto come in corso ci sia una crisi del tutto nuova da codificare.

Che sia un’introduzione o un’appendice al poderoso Genealogia della Politico. Carl Schmitt e la crisi del pensiero politico moderno, è una questione che riguarda da quale porta d’ingresso si è soliti entrare nell’opera di Carlo Galli. Di certo c’è che il nostro, i termini linguistici della questione, li conosce fin troppo bene. Un buono motivo per leggerlo senza pregiudizi. La quarta di copertina pone una provocazione che vale anche un chiarimento: «Sovranità è democrazia? Oggi sì». Basterebbe questo per reimpostare la questione. In fondo, chi intende l’opzione sovranista teoricamente o storicamente riconducibile esclusivamente ai nazionalismi, ai fascismi o a presunte pretese di limitare libertà o diritti acquisiti, palesa scarsezza d’idee. Altrimenti non si spiegherebbero neanche le accelerazioni provenienti da sinistra sul tema. Vedi Diego Fusaro, Luigi Savoca, Jean-Luc Mélanchon o Carlo Formenti (che meriterebbe un approfondimento a parte).

Qualcosa in questi anni non ha funzionato: la crisi economica non è passata, la diseguaglianza aumentata, mentre la questione emigranti ha fatto riemergere la dimensione plastica e drammatica della povertà. Davanti a ciò, le grandi istituzioni, nazionali e sovranazionali, hanno palesato la sostanziale incapacità (in parte dettata da motivi rigidamente ideologici) a porre rimedi efficaci. La pretesa di salvare l’esperimento della moneta unica senza ammettere emendamenti ha fatto il resto: «L’euro – dice Galli – è un dispositivo deflattivo che impedisce agli Stati di autofinanziarsi battendo moneta o emettendo bond garantiti da una Banca di Stato; il che obbliga gli Stati dell’area euro a entrare nei mercati e a passare dalle svalutazioni competitive delle monete nazionali alle svalutazioni economiche, giuridiche e organizzative del lavoro all’interno di ciascuno Stato, e a competere sulla produttività, sulle innovazioni e sulle esportazioni».

Il primato dell’economia. «L’euro – spiega ancora – è lo strumento di una economia che lotta primariamente contro l’inflazione e che non si cura troppo dell’occupazione perché prevedere che questa sia garantita dalle stesse dinamiche economiche una volta che queste abbiano raggiunto il loro equilibrio, grazie a una politica (necessaria) che reprime ed esclude ogni alternativa economica e politica “non conforme”. Nel caso italiano, l’euro è stato apertamente perseguito dalle élite come “vincolo esterno”, per limitare la sovranità economica del Parlamento, impedendone le “derive sociali” (lo stesso era avvenuto con il divorzio fra Tesoro e Banca d’Italia nel 1981». Una diagnosi amara, ma difficile da smentire.

Sovranità, insomma, come rimedio per salvare il salvabile e  garantire alle democrazie di non soccombere alle ragioni dei mercati finanziari. «Siamo nell’epoca non dell’assenza di sovranità – spiega Galli –  ma della sovranità squilibrata, sconnessa, anomica, intermittente. L’epoca in cui l’immediatezza della mediazione economica viene gestita sempre più frequentemente dalla immediatezza delle decisioni politiche. E quindi l’epoca che esige una mediazione, un riequilibrio. E infatti della sovranità si manifesta anche un nuovo bisogno, proprio per contrastare la sua debolezza. È alla sovranità che alla sovranità che è affidato il compito di difendere o restaurare la democrazia». Insomma, sovranità è speranza. Sovranità è politica.

*Carlo Galli, Sovranità, Bologna, Il Mulino, 2019, 12 euro.

@fernandomadonia

Di Fernando M. Adonia

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