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La polemica. Se il caso politico del 2019 è il cognome Mussolini

Pubblicato il 16 Aprile 2019 da Francesco Filipazzi
Categorie : Politica

Mussolini spariglia le carte. Cento anni dopo la Marcia su Roma, il noto politico è sulle prime pagine di tutti i giornali e si appresta a portare a casa un risultato elettorale molto positivo. Tranquilli però, non è Benito, ma Caio Giulio Cesare, il pronipote, che solo per il fatto stesso di esistere ha provocato uno scompenso cardiaco alla sinistra ben pensante italiana, la quale in gravissima crisi, non riesce proprio a sopportare che Lui, o per lo meno il suo patrimonio genetico, sia tornato.

Ciò che probabilmente sta facendo sbarellare è che questo Mussolini non è un urlatore cialtrone, ma una persona serissima, con un ottimo curriculum di studi e di professione, con la faccia pulitissima e un eloquio forbito. Caio Giulio Cesare non si vergogna del suo cognome, si fa un baffo delle ironie sul nome altisonante, si lamenta a gran voce perché Facebook nega la sua esistenza, spiazza i giornali mainstream presentandosi a testa alta in un partito di destra, Fratelli d’Italia.
A Torino, dove si teneva l’assemblea del partito meloniano, il discorso di Mussolini è stato attesissimo e non ha deluso certo le attese. Concetti forti, identità nazionale, ripartenza del sud.
Che dire? Il cognome Mussolini non è destinato a scomparire dalle cronache politiche italiane ancora per qualche anno.

Ps Silvio Berlusconi, per non essere da meno, ha invitato Alessandra Mussolini, figlia di Romano, a ricandidarsi alle Europee con Forza Italia

@barbadilloit

Di Francesco Filipazzi

2 risposte a La polemica. Se il caso politico del 2019 è il cognome Mussolini

  1. La settima scorsa alla trasmissione televisiva “Diritto e Rovescio”, un giovane di sinistra ha detto alla Mussolini, ospite del programma, che deve cambiare il suo cognome, come se chiamarsi Mussolini ed essere discendente del Duce rappresentasse chissà quale grave colpa. Uno di quei tanti casi in cui l’antifascismo militante raggiunge livelli di intolleranza e di delirio impressionanti, roba da TSO. Poverini questi individui che nel 2019 si dichiarano antifascisti in assenza di Fascismo, morto nel 1945 con la fine della RSI. Avrebbe più senso invece essere anticomunisti, visto che ancora nel mondo esistono quattro regimi dichiaratamente comunisti.

  2. Un nipote di Arnaldo M. fu per anni un funzionario di medio livello del PCI e nessuno gli chiese di cambiare cognome!

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