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Il caso della ex Latina tricolore: da laboratorio postfascista a vetta del trasformismo

Pubblicato il 13 Aprile 2019 da Ferdinando Parisella
Categorie : Politica

Gli ex forzisti a Latina nella sede del Msi ora di Fdi

Guardate bene questa foto. Stappano prosecco. Contenti.  E immaginate al contrario, fatta nella ormai persa sede storica di Colle Oppio, con buona parte della classe dirigente di Forza Italia che ne diventa padrona. Per chi non lo sapesse, Colle Oppio era la più antica sezione del MSI a Roma. Chiusa dalla Raggi, tra l’altro.

 Eh sì. Come non pensare alla vera rivoluzione del voto alle amministrative  del 1993. La storica battaglia del Movimento Sociale italiano, l’elezione diretta del Sindaco, portò per la prima volta dei missini al comando delle città. E Latina si distinse nel dicembre 1993, con l’elezione del professor Ajmone Finestra, icona vivente di quel partito. Erano le famose amministrative dove Berlusconi invitò a votare Fini a Roma. Ma Forza Italia ancora doveva nascere. E di lì a poco, nel marzo del ’94 nacque e vinse le elezioni di slancio insieme ad un MSI ancora non Alleanza Nazionale. Lo sarebbe diventato un anno dopo nel 1995.  Questo antefatto per ricordare il periodo. Sono passati tanti anni, tanti governi nazionali e tanti governi locali.

Tante morti e tante resurrezioni. Ma a Latina, dopo i nove anni di consiliature di Finestra, la destra tornò nella profonda notte, non solo amministrativa delle giunte Zaccheo e Di Giorgi, ma si consegnò, grazie proprio a loro, nelle mani di una sinistra travestita, minoritaria, elitaria, lontana dalla realtà cittadina.

Una devastazione totale.

 Praterie aperte a destra, che solo un anno fa, i cittadini hanno riempito con i voti alla Lega, finora assolutamente sconosciuta in città. Una sberla ai politici “destrini” locali e nazionali. I cittadini hanno fatto tutto da soli. E a destra chi c’era l’anno scorso? Giorgia Meloni con i suoi Fratelli d’Italia, che arriva terza con un 8,19%, con Forza Italia al 13,88% e una ripeto sconosciuta Lega al 18,57%.  Questi risultati deprimenti avrebbero dovuto far ragionare sul perché. Gli elettori non hanno perdonato alla Meloni tutta la vicenda dell’amministrazione Di Giorgi, unita alla vicenda dell’ex assessore, poi deputato e tesoriere del suo partito Maietta.

Ma qui si parla di Latina, eh? Quasi 140mila abitanti, Città di Fondazione, città in depressione industriale da almeno 15 anni, seconda città del Lazio, città sprofondata nel declino senza uno straccio di sistema viario, vedi Pontina, la 156 per Frosinone, quindi A2, la mai realizzata Cisterna Valmontone sempre A2, vittima tra le prime in Italia della delocalizzazione, insomma un’area di 400mila abitanti completamente isolata ed abbandonata, mai considerata dai “romani potenti di destra e di sinistra”, con dei politici locali che neanche nelle migliori situazioni di filiera governativa, sono mai riusciti a fare nulla.

Ecco in questo quadro, sogni che ci vorrebbe coraggio, formare nuovi giovani, lanciarli per farli crescere, scovarli in quelle 140mila anime, che pur ci sono, le contiguità ideali, le visioni future fatte di un territorio straordinario mai considerato, nuove energie su nuovi temi, storici, ambientali, turistici……..niente da fare.

Ah, quanto mi manca Nando Cappelletti, a settembre sono dieci anni che mi lasciato…e se sotto Piazza del Popolo di notte si sentono le urla e i lamenti dei “Giganti che l’hanno costruita”, ora si sentono anche gli urli striduli, che conosco benissimo, di Ajmone Finestra: “…ma che cacchio state facendo…” .

E questi stanno facendo eccome. Hanno ceduto tutto e di più a chi ha già s-governato la città, hanno ceduto la “nostra federazione”, a tutti quelli che fino ad un mese fa e per oltre 25 anni, erano altro, erano Forza Italia, ora Forza Botulino definizione di Augusto Grandi, erano Alfano, erano soprattutto quelli che in questi 25 anni ti guardavano dall’alto in basso, erano gli unti del Signore, ex assessori, presidenti di ogni cosa…ma loro sono stati bravi ad entrare ed occupare tutti gli spazi disponibili, a prendersi anche il coordinamento regionale come vice,  anche quella federazione storica, che se le mura potessero parlare, gente capace a trattare ed ottenere…quindi per loro, chapeau. Ma che nulla di nulla sanno di quella mutilata fiamma, anzi.

Il dramma sono gli altri, sono quelli che lo hanno permesso, loro che dentro il Raccordo Anulare, sì quelli di Colle Oppio per intenderci, fanno i puri idealisti, granitici, inaccessibili, patrioti, combattenti, i Fratelli d’Italia, tutti d’un pezzo quindi a casa loro…….cambia casacca a casa degli altri…ecco la trasformazione da “Laboratorio della destra, a Laboratorio dei cambia casacca”. Una pena infinita, un dolore profondo per chi mai e poi mai pensava alla pratica dei cambia casacca e che fosse lontana milioni di anni luce, per chi anni fa rifiutò di farlo ed ancora ne paga le conseguenze.

E non dimentichiamo che questa meravigliosa strategia, di questi scienziati della politica, ha un precedente illustre in provincia di Latina, Mauro Carturan Sindaco di Cisterna ora espressione dei FdI, che è già stato Sindaco di quella città ben due volte, ma del centrosinistra…il laboratorio è una foresta che avanza, cresce, una foresta di cambia casacca iniziata con la Santadechè a Trieste, al congresso nazionale di oltre un anno fa…ora vedremo a Torino questo sabato e domenica, appelli alla Patria, all’Europa in un quadro trumpiano, appelli nostalgici a tutto e a tutti, appelli alla visone corta in verità, ma sì potrebbero fare anche un appello a quel Monti che hanno sostenuto con tutte le loro forze, votando compatti per tutti i suoi provvedimenti, Legge Fornero compresa…appelli sotto sotto a Salvini, per poter scardinare un governo per potersi candidare loro alla guida, dopo aver rinunciato a farne parte seguendo gli ordini del Sultano di Arcore…con quali voti? Boh…chi vivrà vedrà… Alla ricerca spasmodica di voti per superare lo sbarramento del 4%, per poter magari avere qualche deputatino, magari di ritorno…

Veneziani, Buttafuoco,Tarchi, Bozzi Sentieri,  pensatoi vari come Barbadillo, La Destra, Ad Maiora, Il Talebano e tantissime altre voci…nulla serve agli Sfracelli… Cappelletti quanto mi manchi…

Adieu.

@barbadilloit

Di Ferdinando Parisella

2 risposte a Il caso della ex Latina tricolore: da laboratorio postfascista a vetta del trasformismo

  1. Caro Parisella,
    questa gente colleoppina viene dall’ala riformista ( oserei dire Veltroniana ) della componente Rautiana di cui anche io e Te facevamo parte.
    A Roma li chiamavano I Gabbiani …
    Ma in realtà erano dei ciellini mascherati già dai primi anni 90′ e vedevano nella Compagnia delle Opere di Don Giussani e Formigoni i loro ” testimonial “, il loro modello operativo , dove il trasformismo era il comandamento numero uno ( adattare le idee alla Politica e non adattare la Politica alla Idee …).
    Si sono travati al momento giusto e nel posto giusto, con una inversione ad U dal centrodestra nazionale del dopo Berlusca , ed oggi hanno imbarcato personaggi come la Santadechè , Fitto e Alberoni per recuperare quel 4% che li porti in Europa, dove quattro anni fa hanno fallito l’obiettivo.
    Ieri centro-destristi moderati, oggi sovranisti de noartri, domani conservatori illuminati , e dopodomani chissà cos’altro …
    Ricorda che sono i figli diretti di Pino Rauti e della italica Nuova Destra di Croppi Tarchi Peppe Nanni ecc ecc , dei Campi Hobbit , a cui io e Te partecipavamo con lo scopo di cambiare il mondo.
    Un mondo che alla fine ha cambiato e fagocitato la maggior parte di coloro che dovevamo cambiarlo , ed rigettando i superstiti nel ” Cattiverio dell’inutile testimonianza ” nel quale siamo sempre stati …
    Un saluto, e ricordiamoci di ricordare Junio questo 20 Aprile.

  2. Definire pensatoi Barbadillo, La Destra e il Talebano è un esercizio di fantasia , rimasticano le 4 idee di sempre e le adattano ora alla Lega ora ai Fardelli d’Italia. E’ evidente il fallimento del Msi in generale non di qualche sua componente. un partito creato a tavolino dagli americani con l’ausilio dei traditori e/ o infiltrati ,prono alla massoneria (il generale Ghinazzi di Piazza del gesù-Gran Loggia d’Italia era nella dirigenza missina dell’Emilia nel 1947.)Il sig.Parisella se non erro era un dirigente di An …l’unico valido è stato il sig. fini che ha disvelato la vera natura di quel movimento.

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