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#WCFVerona. Savarese: “Proteggere la famiglia per promuovere l’incubatrice di futuro”

Pubblicato il 30 Marzo 2019 da Giorgio Arconte
Categorie : Scritti

Due manifestanti di Manif in piazza a Parigi

Filippo Savarese, portavoce nazionale di Generazione Famiglia, perché un Congresso addirittura mondiale delle famiglie?

Il Congresso Mondiale delle Famiglie è un evento che si svolge da molti anni in diverse nazioni, quella che si apre venerdì a Verona è la XIII edizione. L’idea è riunire rappresentanti di associazioni pro-family, esperti, professionisti, giornalisti, politici e istituzioni per discutere, pubblicamente, su come promuovere politiche e azioni culturali per la Vita, la Famiglia e le Libertà fondamentali. Di fatto il Congresso Mondiale delle Famiglie è come una specie di “ONU” delle Famiglie: è il più importante appuntamento di riflessione e dibattito culturale, politico e sociale in senso lato su come rimettere al centro dell’agenda globale il rilancio del matrimonio, la tutela della vita nascente, la cura dei sofferenti contro la mentalità dello scarto, la libertà dei genitori di educare i loro figli secondo i propri valori e convincimenti, senza interferenze da parte della politica al potere.

Cosa rappresenta questo appuntamento per l’Italia che ospita l’evento?

In parte lo stiamo vedendo in questi giorni di campagne mediatiche e politiche diffamatorie e offensive contro il Congresso. L’evento rappresenta un’occasione per dimostrare che sui temi essenziali del vivere comune, e non meramente del vivere individuale, c’è una enorme parte della cittadinanza che non intende sottomettersi all’idea di un fantomatico e inevitabile progresso, un progresso corrotto che ci ha portato ad oscenità assolute come ad esempio l’utero in affitto. Significa poi anche creare una interlocuzione molto importante tra le principali associazioni pro-family e pro-life italiane, come CitizenGO, con i partiti che oggi rappresentano quasi la maggioranza assoluta degli elettori. Una interlocuzione franca, che miri a rinforzare all’interno di questi partiti gli elementi che possono aiutarci ad affermare una nuova agenda per la vita e la famiglia in Italia. Questo lavoro, in vista delle prossime elezioni europee, e forse le elezioni politiche anticipate in Italia, sarà essenziale.

Come spieghi le polemiche e le ostilità di queste settimane?

Semplice, abbiamo osato toccare l’osso del cane. Intendo dire che in Italia, come in quasi tutta Europa e in gran parte del mondo occidentale, su temi come vita, famiglia ed educazione vige un vero e proprio regime retorico del politicamente corretto: se parli di vita, devi premettere che l’aborto è un diritto umano fondamentale; se parli di famiglia, devi intendere anche le coppie gay; se parli di educazione, devi consegnarla nelle mani dello Stato affinché i bambini siano ‘ripuliti’ da ciò che la famiglia può avergli insegnato. Noi abbiamo organizzato un Congresso Mondiale in cui, francamente, di queste prescrizioni liberticide ce ne freghiamo altamente. Parleremo di vita, famiglia ed educazione liberi senza usare le parole imposte dal dizionario delle elites. Per questo la reazione è stata brutale, livorosa, violenta. Abbiamo osato. Ma questo dimostra solo che stiamo lavorando bene. Don Chisciotte diceva: “I cani abbaiano, Sancho, vuol dire che stiamo cavalcando”. Faccio mia questa impressione.

Ma la famiglia è riconosciuta e tutelata dalla Costituzione…

Già, l’articolo 29 parla chiaro: famiglia è la società naturale fondata sul matrimonio. E la Corte Costituzionale ha chiarito che, anche se non si parla esplicitamente di matrimonio tra uomo e donna, quella è l’unica interpretazione che se ne può dare (sent. 138/2010). Le unioni civili, secondo la Costituzione, non sono una famiglia. Voglio fare un chiarimento: ognuno può avere tutte le idee di famiglia che preferisce. La domanda è: quali, tra gli infiniti concetti di famiglia che si possono avere, è quello che merita il riconoscimento e il supporto sociale ed economico dello Stato, cioè di tutta la comunità nazionale? Quale famiglia è importante per tutti, non solo per chi la compone? Semplice: la famiglia potenzialmente aperta alla generazione di figli. Quello è il fulcro del ragionamento. Proteggere la famiglia per promuovere l’incubatrice di futuro.

L’Italia, l’Europa, l’Occidente sono in piena crisi demografica ma a chi di dovere sembra non importare molto. 

È vero, è così. Gli unici tassi che interessano oggi sono quelli economici e fiscali. Debito, prodotto, interessi, borse. Tutto importante, per carità. Ma questi sono tutti numeri che dovrebbero essere al servizio di valori superiori: la crescita della famiglia umana, la vita. Oggi avviene il contrario: le persone sono in funzione dei grandi flussi finanziari, pubblici o privati che siano. Non si investe sulla famiglia perché l’investimento sulla famiglia è a lungo termine. Aiutare una famiglia a fare figli significa dover aspettare che i quei figli crescano e diventano lavoratori produttori. Solo allora inizieranno a “restituire” quanto ricevuto. La mentalità ipercapitalistica di oggi, in cui ogni investimento deve rendere tutto e subito, non consente di capire che il futuro va finanziato oggi. L’acqua che metti nel vaso dopo aver piantato il seme non è sprecata solo perché la piantina non esce fuori subito. Il problema oggi è che chi investe denaro ha bisogno di ritorni immediati. Così non funziona. C’è bisogno di pompare miliardi di Euro in politiche che aiutino le famiglie a fare figli. (da stanza101.org)

@barbadilloit

Di Giorgio Arconte

Una risposta a #WCFVerona. Savarese: “Proteggere la famiglia per promuovere l’incubatrice di futuro”

  1. Certo che della crisi demografica dell’Italia e dell’Europa non frega niente a nessuno, anzi gli idioti sinistroidi terzomondisti e autorazzisti ne sono ben felici, così il tanto disprezzato “cattivo uomo bianco” che in passato avrebbe fatto soprusi agli altri, in particolare agli africani – e già cercare di civilizzare gli altri è un “sopruso” – si estingue e sparisce dalla faccia della Terra.

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