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Stefano Mauri, una carriera sottosopra. Come dopo l’ultima rovesciata

Pubblicato il 31 maggio 2012 da Elmar Bergonzini
Categorie : Pallone mon amour

Sottosopra. Come quando si fa una rovesciata. Così deve sentirsi Stefano Mauri. Fino a pochi mesi fa era l’unico a far sperare i tifosi della Lazio di poter raggiungere il terzo posto nella Serie A, esaltando la folla biancoceleste con gol importanti (contro la Roma) e belli (rovesciata contro il Napoli). Volendo fotografare il momento del vice capitano della Lazio, quel gol contro il Napoli è più attuale che mai. Mauri è infatti riuscito a portare in alto la sua squadra trovandosi però a testa in giù.

È accusato di aver concordato la vittoria della Lazio nelle partite contro Genoa e Lecce del campionato 2010-2011 per far sì che i capitolini riuscissero a raggiungere la Champions League.

Stefano calcisticamente è partito dal basso, ha cominciato la sua carriera con il Meda (in serie D) nel 1999 ed è stato portato in serie A solo 3 anni dopo dal Modena. Proprio fra le fila degli emiliani Mauri ha giocato con altri calciatori attualmente sotto indagine come Milanetto e Sculli. Nel 2003 il futuro laziale passa al Brescia di Roberto Baggio, e nel 2004 viene acquistato dall’Udinese. Nel gennaio del 2006 Stefano passa alla Lazio con la quale vive in perfetta simbiosi: ottime prestazioni e tanti gol quando la squadra lotta per i primi posti in classifica, ma anche panchina, fischi e brutte prove quando la Lazio va incontro a stagioni negative.

Nel campionato appena terminato Mauri è stato l’unico in grado di far segnare Djibril Cisse (prima giornata Milan-Lazio 2-2), ed ha segnato i gol più importanti della stagione biancoceleste, riuscendo a conquistare i cuori dei tifosi che solo pochi anni fa lo fischiavano a priori nelle partite casalinghe. Ora però Stefano, proprio come in quel Lazio-Napoli, dopo il gol segnato con quella splendida rovesciata, si trova a terra. È caduto dalle stelle a stalle.

Di Elmar Bergonzini

Una risposta a Stefano Mauri, una carriera sottosopra. Come dopo l’ultima rovesciata

  1. Bello: molto sentito, Amarcord. Passione, simpatia e ammirazione piegate (piagate?) dall’amarezza

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