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Il ricordo (di G.Del Ninno). Quando Guillaume Faye codificò il totalitarismo del pensiero unico

Pubblicato il 9 Marzo 2019 da Giuseppe Del Ninno
Categorie : Cultura
Guillaume Faye

Guillaume Faye

Apprendo ora della scomparsa di Guillaume Faye, vecchio amico dei tempi del “GRECE” e della Nouvelle Droite, con il quale ho condiviso esperienze importanti, sul filo di sintonie intellettuali e della scoperta di un per me inedito spirito comunitario. Eravamo sul finire degli anni 70 del Novecento, e s’intrecciavano, sull’asse Roma-Parigi, letture, iniziative editoriali, conoscenze personali, viaggi, convegni che, avrebbero dato frutti, nei decenni, nelle intelligenze e nei sentimenti della generazione dei Tarchi, dei Solinas, dei Cabona, dei de Benoist, dei Marmin, e, appunto, dei Faye.

Di Guillaume ricordo la briosa intraprendenza in occasione del primo “Colloque” al quale partecipai, nel dicembre 1977, il suo fascino magnetico, l’intelligenza vivace, la sfrontatezza delle idee controcorrente, l’amore per la vita e le belle donne; ricordo il suo spirito visionario, che – specialmente nel suo saggio “il sistema per uccidere i popoli” – gli consentiva di antivedere fenomeni che la progressiva affermazione del “pensiero unico” avrebbe fatto esplodere con la virulenza che oggi è sotto i nostri occhi.

E poi “l’Université d’été” del 1978 mella “Maison” di Roquefavour, un’occasione per far conoscere, anche con le rispettive famiglie, persone che, da tutta Europa, erano interessate ai progetti del GRECE: un’esperienza di cui ancor oggi conservano un bel ricordo i miei figli – all’epoca poco più che bambini – sempre nel quadro di una visione comunitaria della vita; una visione che si concretizzava in seminari di studi e in concerti e canti nelle soirées, nelle performance gastronomiche (ricordo quella degli spaghetti cucinati per decine di commensali dall’amico Gennaro Malgieri) e nelle gare sportive (con il “famoso” 5 a 2 inflitto dalla nostra rappresentativa calcistica agli amici francesi). E Guillaume era fra i principali animatori.

E ricordo l’esperienza di un “corso itinerante” organizzato di concerto fra il “GRECE” e l’Università del Pireo, lungo il percorso che da Atene ci portò nella Grecia profonda, sull’Olimpo, a Delfi, sulle Meteore, per una serie di seminari improntati all’approfondimento delle comuni radici indoeuropee, da rivitalizzare nell’attualità, in un’ottica metapolitica.

Sull’avventura metapolitica della “Nuova destra”, in Francia, in Italia e in Europa, sono stati versati fiumi d’inchiostro. Con la prematura scomparsa di Guillaume – con il quale, come spesso accade, da tempo ci eravamo persi di vista – se ne va un altro frammento importante per la storia di tutto un ambiente umano e mia personale. Ti sia lieve la terra, amico mio.

@barbadilloit

Di Giuseppe Del Ninno

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