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Figurine. Christian Riganò, un antieroe in Viola che ha segnato ovunque

Pubblicato il 6 Marzo 2019 da Giovanni Vasso
Categorie : Figurine

Non ti fidare, ragazzo mio, di quelli che promettono di farti ricco dalla mattina alla sera.

(Collodi)

 

Ha segnato in tutte le categorie del calcio, tranne che nell’infima Terza. A 25 anni faceva il muratore e giocava nei dilettanti. Ma il pallone, in cui aveva riposto tanta speranza, riuscì a sdebitarsi con lui.

Christian Riganò è stato il bomber della rinascita della Fiorentina. I viola lo chiamano quando c’è da ripartire dalle ceneri del fallimento, dalla C2. Lui, che è esploso a Taranto dove ha trascinato gli jonici fino alle porte della B, accetta. Sarà subito amore.

Firenze è piazza esigente. Ha conosciuto il talento, ha visto il pallone. La Fiesole ha sognato con Roberto Baggio, Gabriel Omar Batistuta, Rui Costa. Riganò non è certo un calciatore che fa dell’eleganza la sua cifra anche se certi colpi di classe, all’ex muratore di Lipari, non gli mancano.

Ma lui è soprattutto grinta, forza e un notevolissimo senso del gol. Anzi, lui è una macchina da gol. Segna in ogni modo, spesso e volentieri di testa, sfruttando i suoi 191 centimetri. Ha un fiuto eccezionale. Con la maglia viola, Riganò fa una straordinaria cavalcata dalla C2 fino alla serie A. Gli ultrà lo amano: Dio perdona, Riga-nò. Glielo cantano, glielo scrivono sugli striscioni.

Ma tutte le cose belle nel calcio, prima o poi, debbono finire. Riganò continuerà a segnare come un matto, tra serie A e serie B. Empoli, Messina e Siena. Anche in Spagna, dove indossa la maglia rossoblù del Levante. Poi ritorna lì dove era partito, nelle serie minori. A segnare ancora, nonostante gli anni e l’evidente sovrappeso. Perché segnare, per quelli come lui, è un istinto che non si può perdere né ignorare.

Di Giovanni Vasso

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