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Abruzzo. Regionali, il boom della Lega (27%) porta Marsilio (Fdi) alla vittoria. La Fiamma al 7%

Pubblicato il 11 Febbraio 2019 da Gerardo Adami
Categorie : Politica

L’abbraccio a vittoria conquistata tra Giorgia Meloni e Marco Marsilio

Marco Marsilio, senatore di Fratelli d’Italia, è il nuovo governatore dell’Abruzzo. La coalizione ha raggiunto e superato il 48%.

Secondo la prima proiezione Swg per La 7, con una copertura del 12%, il partito di Matteo Salvini ha il 27,3%. Nel centrodestra, che complessivamente arriva al 50,6%, il secondo partito è Forza Italia con il 10,7%, mentre Fdi, che esprime il candidato a presidente Marco Marsilio, arriva al 7%. Più indietro Dc-Udc-Idea al 3,1 % e Azione politica al 2,5%. Il centrosinistra, invece, raggiunge quota 29,4%. Bene la lista Legnini presidente, al 9,2%, che stacca addirittura il Partito democratico, fermo al 7,9%. I progressisti-Sin.-Leu ottengono il 3,3%, AbruzzoInsieme il 2,3, Solidali e Pop.-Centristi il 2,2, Abruzzo in Comune il 2,1, Centro democratico l’1,5 e Avanti Abruzzo l’1. Il Movimento 5 stelle si è fermato al 19,4%.

Le prime dichiarazioni del neopresidente

Marsilio: “La ricostruzione è la priorità assoluta. E’ rimasta ferma in questi ultimi tempi, è una vergogna che dobbiamo cancellare assolutamente. Il centrodestra lo ha già dimostrato con la ricostruzione del 2009, e torneremo a replicare quel modello. La mia assoluta priorità è rimettere in pochi mesi le persone nelle condizioni di rientrare nelle loro case”.

Toti polemico con i vertici berlusconiani

Giovanni Toti governatore della Liguria attacca i vertici azzurri: “Dopo il Trentino, arriva l’Abruzzo. Il centrodestra è in ottima salute: la Lega vola, Fratelli d’Italia cresce, cresce persino l’Udc, Forza Italia cala ancora e perde circa altri 5 punti dalle elezioni di un anno fa. Ma guai a chi dice qualcosa, guai a chi pensa di cambiare qualcosa. La decrescita felice non è più programma dei Cinque Stelle, è il programma della nostra classe dirigente. C’è qualcuno che ha voglia di fare qualcosa e mettersi in gioco, oppure dobbiamo scomparire per salvare ancora per qualche mese la poltrona dei nostri dirigenti? Sveglia!!!”.

La vittoria dei meloniani

Il successo di Marsilio è un vero balsamo per il partito della Meloni: in Abruzzo aveva già il brillante sindaco di l’Aquila, Pierluigi Biondi, e con una campagna elettorale legata a identità e sviluppo economico ha ottenuto il risultato sperato, ovvero la conquista della regione con i senatore, storico leader della comunità di Colle Oppio (dove è chiamato il “Lungo”), supportato in queste settimane dal nucleo storico – tra cui l’ex eurodeputato Marco Scurria e dal giornalista Roberto Alfatti Appetiti – e dalla stessa leader nazionale.

Fdi sfiora (al momento i dati non sono definitivi) il 7%: un buon auspicio in vista delle europee, dove la Fiamma punta a superare lo sbarramento del 4%, portando a Bruxelles da tre a cinque parlamentari, anche grazie all’accordo con il centrista Raffaele Fitto e l’ex forzista Stefano Maullu e all’ingresso nel partito di ex dirigenti di An come Andrea Augello, Francesco Storace e Roberta Angelilli.

Esultano i leghisti

La coalizione a guida sovranista vince: questo il commento del Carroccio dopo la vittoria in Abruzzo.

@barbadilloit

Di Gerardo Adami

34 risposte a Abruzzo. Regionali, il boom della Lega (27%) porta Marsilio (Fdi) alla vittoria. La Fiamma al 7%

  1. Non ci sono dubbi, è un risultato storico per la Lega che ottiene così tanti voti a Sud degli Appennini. E’ evidente che i rapporti di forza all’interno del centrodestra sono mutati, con FI in continuo declino, e lo si vedrà ancora meglio alle Europee di maggio, perché si voterà in tutta Italia.

  2. Talmente lanciati questi della Lega da tirare la vittoria a ” Lungo ” della Colle Oppio … questi colleoppini/ciellini in vita loro non si sarebbero manco sognati dove sarebbero arrivati.
    Il modello Don Giussani dei Gabbiani alla fine paga grazie alla Lega che fa banco in Abruzzo … sicuramente paga meglio di Militia di Leon Degrelle … Hi Hi Hi

  3. Il ” lungo” proviene dall’MSI,mica dalle ACLI ed affini.. Grande vittoria di FDI e tenacia di GIORGIA, anche senza la boria dello O,…

  4. Solo che il Msi era arrivato oltre il 40% nel 1993/1994.
    Fra chi ha disperso quel patrimonio c’è anche Giorgia Meloni che gioisce per il 6,8%!

  5. Meglio vincere comunque che finire come Casapound…

  6. Vinto cosa? Se si vince avendo sposato le idee dei nemici di venti/trent’anni fa è peggio che perdere.
    Comunque auguri a chi vuol costruire il Tory italiano, solo che poco centra con la storia, recente, d’Italia che va da Mazzini a Marinetti a Mussolini a Pavolini a Gentile a Ezra Pound…

  7. Casa Pound non finisce ‘Casapound deve ancora iniziare’ ed è meglio avere lo 0,5% di militanti che il 6% di elettoraTo ‘generalista’ che oggi c’è e domani non lo so …
    E i cosidetti sovransiti devono a CasaPound e Forza Nuova tutte le parole d”ordine con le quali da qualche anno fanno campagna elettorale … vedremo i sovranisti alla prova delle amministrazioni. ..
    Lungo fino a ieri non ha amministrato manco il condominio di casa. ..

  8. …vedremo quando “inizierà”, quanti voti prenderà! Per la verità pare essere stata fondata nel non recentissimo 2003…Ma non sarebbe meglio che CP si convertisse un una istituzione culturale/Casa Editrice/Rivista ecc., anzichè continuare indefinitamente con gli 0,4%…?

  9. Hanno già riviste radio web 120 sedi in tutta Italia librerie e migliaia di militanti sempre più presenza e visibilità…
    E soprattutto rispetto ai Fardelli non hanno hanno aiutato ideologia e dottrina fatto molto importante….
    Vedremo vedremo quando inizierà….

  10. Non aiutato ma ‘abiurato’ …

  11. Giorgia nel 93/94 aveva 16 anni.Negare l’evidenza non fa altro che farvi rimanere nella marginalità,proni a facili manipolazioni speculative.Non avete ancora capito che vi lasciano spazio per potervi usare facilmente contro la destra. È puro infantilismo giocarci sui numeri 6.8.%…6%…domani direte 5%..Dovete confrontarvi con la realtà ..,

  12. Si abiura solo l’appartenenza ad una religione rivelata. Non ad una linea politica (e neppure ad una concezione filosofica). Di per sé mutevole, a seconda del tempo, delle circostanze, delle alleanze, del luogo ecc. Ma quale sarebbe poi la “religione” di Casapound che FdI avrebbe abiurato?

  13. Non ho parlato di Religione , ma di parole d’ordine , di tematiche politiche elettorali…
    Il tema Sovranità, Prima gli Italiani, ecc. ecc. non viene certo dalla farine nel sacco di Lega e Fardelli.
    Diciamo che sono stati molto bravi ad impossessarsene e farne bottino elettorale.
    Ma a Casa Pound le elezioni interessano relativamente.
    GLi interessa molto di piu’ radicarsi nel territorio, nelle scuole, nelle Università nei luoghi di lavoro, nelle periferie dove strappano metro a metro l’egemonia ai centri sociali … con calma e senza religione il resto verrà da se’

  14. Mah? “Lo spettacolo della destra che gioca a fare la sinistra” l’ha già mandato in onda Gianfranco Fini, allora Presidente della Camera… Sarebbe bene ch’egli non avesse imitatori, radicati o meno nel territorio (puro vacuo sinistrese) ecc…

  15. Catilina. Alle 18:03 hai scritto di “abiurato dottrina”. Adesso dici che non è religione, ma allora quale “dottrina” è, di che cosa?

  16. …Si chiama “Fascismo” : ideologia e dottrina propria dello Stato Nazionale del Lavoro in cui ad es. Iniziativa e Proprietà sono riconosciuti e protetti ” solo e soltanto ” come funzioni sociali dello Stato e della Nazione Sociale, non come interesse del singolo individuo slegato dal contesto comunitario, identitario, culturale e specifico, in cui egli vive ….
    Altrimenti quel singolo individuo si può’ sempre/anche accomodare ed andare a fare i cazzi propri altrove …
    Effettivamente una bella scuola , una ” Tentazione Sinistra ” , autoritaria, anti-democratica, anti-parlamentare ed assolutamente illiberale …

  17. L’hanno sostanzialmente proclamato in tanti senza chiamarlo fascismo… in genere non è mai finito bene… e non per colpe altrui…

  18. Non è finito bene per ‘meriti’ altrui…
    I buoni, i figli di Abele, hanno scatenato una guerra mondiale contro il Fascismo.
    Forse qualcuno aveva messo le dita nella ‘marmellata’ che per definizione deve essere solo di Abele …

  19. @La vendetta di Catilina

    I cosiddetti “populismi” sono spesso definiti “neofascismi”, e così temuti, da parte della classe politica e dei mass media liberalprogressisti, proprio perché come il Fascismo sono contrari al liberismo, ovvero al primato della finanza e del denaro sulla politica, anche a danno dell’interesse nazionale e comunitario, e del solo interesse individuale di pochi.

  20. Catilina. Continui ad ingannarti sulla WWII, mettendola sul piano delle “ideologie” (che furon soprattutto propaganda dalle due parti), mentre dovresti far ricorso a quella geopolitica che pur dovrebbe piacerti…

  21. Si continua ripetere SEMPRE le stesse cose seppur vere,il punto cardine è come poterne uscire per un cambiamento!!Non è certo la via di CPI.La linea politica deve essere molto sofisticata,e visto la realtà sociale in cui ci siamo ridotti,anche un po’ ZOCCOLA.E’il fine che conta.. C’È un’ondata,voglia, necessità di cambiamento come nei primi Anni 90 e come all’ora si infrangerà se si continuerà con illusioni di forza,rivoluzionarie,anti usa.anti Cina,anti Russia anti Lapponia,pro Maduro,pro Nord Corea… E avanti con deliri pindarici..

  22. Nessuno, non solo qui, fa notare che in ogni caso il primo partito è sempre quello del non voto. Spiace che nessuna classe dirigente ( di nessun colore) voglia prendersi il maldi pancia di analizzare questo che è , oramai,un dato consolidato da parecchio. Peccato perché una forza politica non può non prescindere dall’assioma della rappresentanza politica. Dovrebbe essere l’abc per chiunque voglia praticare l’arte più nobile che è quella del governo. Accontentiamoci di sentire squittii di vittoria allontanando sempre più il popolo.
    Populisti senza popolo gran bel ossimoro
    Il 30% in queste condizioni vale la metà come il 6 vale 3

  23. Valter Ameglio tocca il tasto più dolente e reale. Temo che quando finirà la sbornia salvin-cinque stalliana un PD con facce relativamente nuove riconquisti presto i voti perduti….A meno che il centrodestra dimostri veramente di saper governare.

  24. Vorrei far sommessamente notare che questa spinta di “cambiamento” non arriva da una forza schierata ideologicamente,non arriva da quella che era l’area post-missina(seppur peschi a piene mani da quell’area), ma viene dalla Lega, una forza che nacque a sinistra, che si disse liberale, che fu filo-europeista negli anni di Bossi, che poi virò verso destra, già con le correnti di Borghezio negli anni 90, che infine prende una svolta post-ideologica, il segreto della trasversalità della Lega è questo, così come fino a poco tempo fa fu dei 5*, il carrozzone post-missino invece adesso deve accodarsi alla marea salviniana pur avendo fornito a Salvini molti dei temi di propaganda ma avendo commesso l’errore di non saperli utilizzare in una contemporaneità liquida post-ideologica, questo vale sia per le forze ex-aennine in cui è prevalsa sempre la dottrina del “tengo famiglia” e dove mai c’è stata un’elaborazione politica seria, ma vale anche per quelle forze come CPI e FN che hanno perso tanti, troppi carri e che alla fine non hanno mai capitalizzato un certo consenso silenzioso che comunque c’è stato, così come non hanno mai veramente prodotto un’evoluzione dalla fase movimentista e “skinhead”, ma questo in verità riguarda più FN che CPI visto che questi ultimi hanno capito il problema e negli ultimi anni stanno cercando di esprimere una classe dirigente ed un’azione politica “dentro il sistema”, mentre FN che tra l’altro nasce prima oggi cerca di posizionarsi molto più a “destra” di CPI che invece assume connotati post-ideologici in un certo senso radicalizzando alcune posizioni di “sinistra” ad esempio(nazionalizzazioni etc)… In realtà questa malattia del frazionismo è assolutamente una “malattia infantile” e non è ammissibile in una fase storica come questa perchè è troppo importante avere forze come CPI a punzecchiare da “Destra” e da “Sinistra” il centro di gravità salviniano, che ad oggi ha solide basi di consenso non solo nazional-popolari, ma anche internazionali attraverso una politica estera, volontaria o involontaria che sia in alcuni casi, degna dei migliori equilibristi, con l’ENI di nuovo protagonista, il lavorio ai fianchi della Francia e della Germania, le ottime relazioni con la Russia con l’attesa prossima visita di Putin, il sostegno degli USA di Trump, e aspettiamo per Bankitalia e Minibot a settembre…

  25. x Valter: hai ragione, ma quando mai in un paese hanno governato le maggioranze o il “popolo”? Chi governa sono le minoranze attive, gli altri si adeguano.

  26. I “POPULISTI” NON ESISTONO…

  27. …esistono i demagoghi, come ai tempi di Roma Antica, che per vincere le elezioni fanno regali o promettono benefici, elargizioni a fondo perduto, pensioni e redditi di cittadinanza…insomma alberi della cuccagna…

  28. …Si tratta, soprattutto nel caso del RdC, del classico ‘voto di scambio’ che mai dovrebbe essere stato permesso, per via giudiziale, così come non viene consentito un referendum d’iniziativa popolare in materia fiscale…Il Movimento 5* ha vinto le elezioni di maggio solo per quella sciagurata promessa…

  29. Oltre il 50% non vota.
    Quindi la democrazia su delegittima da sola…è il.più falso dei sistemi dai tempi di Pericle.
    Con o senza populisti…
    Qualcuno a suo tempo rispose a De Benoist sul suo libro ‘Democrazia il Problema’ .. che in realtà la Democrazia è ‘Il problema’..

  30. In tutto l’Occidente la partecipazione alle urne è in calo, per tanti motivi. Ma siamo alle solite: tramontata, da molto, l’ipotesi di monarchie costituzionali, quale sistema sostituisce la democrazia senza peggiorarla? Diamo le chiavi di Palazzo Chigi direttamente alla camorra aut similia, senza neppure mediazioni? O aspettiamo che da qualche parte sbuchi fuori il nietzscheano Übermensch? Che dovrebbe anche pensare ai nostri interessi e non soltanto ai suoi? Ne abbiamo avuto uno decente, lo so, ma alla fine fece cappellate epiche che ci hanno lasciato in brache di tela e pure peggio…

  31. La democrazia diretta si delegittimò ai tempi di Pericle, non quella rappresentativa che, tra alti e bassi, presenze ed assenze di secoli, è arrivata fino a noi…Certo la questione della rappresentatività, il suffragio ristretto o universale, la democrazia plebiscitaria ecc. rimangono questioni aperte, ma tra una democrazia rappresentativa scassata come quella italiana (ma scassata è la società italiana e lo era anche prima dell’invasione africana e balcanica…) ed una dittatura castrista o bolivariana, sinceramente scelgo la prima, malgré tout…..

  32. Stiamo uscendo dai temi veri. È mai possibile che nessuno faccia mente locale della deriva federalista che conseguirà ai successi della Lega.
    Anche in questo caso grazie ai tradimenti dei Fini Tatarella Meloni.
    Non si tratta solo di ideologia da difendere, ma è l’unità dell’Italia in pericolo.
    La svendita del MSI anche a questo ha portato.
    Chi votava MSI nel 1993 ora vota Lega non per caso, ma grazie, appunto, ai Fini (comprato da Berlusconi) Tatarella Matteoli Gasparri Storace Alemanno.
    Gli elettori sono facilmente manipolabili ed il risultato lo vediamo oggi con Salvini che fa finta di essere nazionalista.
    È facile manipolare l’elettorato e fargli credere che si va loro incontro, mentre avviene il contrario…

  33. Vorrei tornare all’inizio di questa discussione, senza disturbare idee,fedi e dottrine che, nobilissime, non trovano il meritato spazio nelle elezioni regionali dell’Abbruzzo. Dagli ex MSI e ex AN vive un malcelato rancore nei confronti di FdI, e sarebbe utile un approfondimento scevro da gelosie, antipatie personali e rimorsi per occasioni mancate. Oggi c’è la prova dei fatti per il governo guidato da Marsilio che, pur non avendo mai governato in prima persona, mostra un rispettabile curriculum (sviluppato, va detto, tutto dentro il grande raccordo anulare…). Giudicheremo su questo come un progetto di governo a guida Fratelli d’Italia sia in grado di differenziarsi dal resto del panorama politico attuale. Dalle europee vedremo quanto il 6,5% sia frutto del “doping” per ilcandidato di bandiera o di una lenta ma costante crescita. La mia impressione è che dovrebbero aprire meno a contaminazioni “gattopardesche” che nulla cambieranno nell’esito delle Europee e raccogliere definitivamente e senza pregiudizio alcuno agli animatori (politici, culturali etc etc) del mondo di cui si sentono testimoni. Quella operazione a livello di riconoscibilità darebbe un risultato di gran lunga superiore al tentativo di assimilare alcuni ex fenomeni locali del consenso, soprattutto perché gli ex fenomeni del consenso dimostreranno solo dopo le Europee di non averlo più.
    VIVA VALDERRAMA

  34. Ben detto!!I TOTALLY AGREE..

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