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Chiesa. Se il cardinale Muller “corregge” Papa Francesco

Pubblicato il 11 Febbraio 2019 da Ernesto Chevanton
Categorie : fedi e religioni

Il recente manifesto del cardinale Muller sembra destinato a far parlare molto di sé. Si tratta infatti di un testo che ribadisce alcuni capisaldi fondamentali del cattolicesimo, che secondo il porporato sono attualmente offuscati da una “sempre più diffusa confusione nell’insegnamento della fede”. Assolve al suo compito, facendo proprio il dettame paolino di trasmettere la fede incorrotta, perché “è compito proprio dei pastori guidare gli uomini loro affidati sulla via della salvezza, e ciò può avvenire solamente se tale via è conosciuta e se loro per primi la percorrono”. Ricordiamo che il cardinale in questione è stato Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede dal 2012 al 2017, incarico che fu di Ratzinger, il che lo pone come voce estremamente autorevole, essendo stato nei fatti la seconda personalità della Chiesa dopo il Papa.

Perché secondo Muller la fede oggi sarebbe offuscata? Non pochi intravedono una critica alla gestione della cosa ecclesiastica da parte di Papa Francesco, il quale sembra, lo dicono i suoi stessi sostenitori, poco interessato alla purezza dottrinale, preferendo una via pastorale non sempre attenta agli insegnamenti. Lo stesso cardinale sembra però agire per motivi più alti, ammonendo tutti, preti, vescovi e laici, ricordando che “oggi molti cristiani non conoscono più nemmeno i fondamenti della fede, con un pericolo crescente di non trovare più il cammino che porta alla vita eterna”.

Certo è che molti punti sembrano diametralmente opposti alla dottrina Bergoglio e fa effetto vedere che ogni affermazione rimanda ad un articolo del catechismo. Facendo qualche esempio, il primo punto spiega esattamente la dottrina sull’unicità della Salvezza in Gesù Cristo. “Il Verbo fatto carne, il Figlio di Dio è l’unico Salvatore del mondo (679) e l’unico mediatore tra Dio e gli uomini (846). Per questo, la prima lettera di Giovanni si riferisce a colui che nega la sua divinità come all’anticristo (1Gv 2,22), poiché Gesù Cristo, Figlio di Dio, dall’eternità è un unico essere con Dio, suo Padre (663). È con chiara determinazione che occorre affrontare la ricomparsa di antiche eresie che in Gesù Cristo vedevano solo una brava persona, un fratello e un amico, un profeta e un esempio di vita morale”. Recentemente Francesco è andato in Medio Oriente a firmare una dichiarazione nella quale c’è scritto che la diversità fra le religioni è volontà di Dio. Come conciliare questa frase con quanto scritto da Muller?

C’è poi il nodo della salvezza nella Chiesa. “Attraverso di essa l’opera redentrice di Cristo diventa presente nel tempo e nello spazio con la celebrazione dei SS. Sacramenti, soprattutto nel Sacrificio eucaristico, la S. Messa (1330). La Chiesa trasmette con l’autorità di Cristo la divina rivelazione”. Dunque, sembra dire Muller, “Extra Ecclesiam nulla salus”, con buona pace dei propositi filo luterani nati nel 2017. Il primato dei sacramenti, ribadito nel documento, non sembra collimare con la dottrina professata ormai da vasti settori della Chiesa, che li vedono piuttosto come simboli e non come reale azione divina.

Altro punto critico è quello riguardante la comunione ai divorziati risposati, su cui si combatte una vera e propria guerra interna, dopo la pubblicazione da parte di Francesco della esortazione “Amoris Laetitia”. “Chi è consapevole di aver commesso un peccato grave, deve ricevere il sacramento della Riconciliazione prima di accedere alla Comunione» (1385). Dalla logica interna del sacramento si capisce che i divorziati risposati civilmente, il cui matrimonio sacramentale davanti a Dio è ancora valido, come anche tutti quei cristiani che non sono in piena comunione con la fede cattolica e pure tutti coloro che non sono debitamente disposti, non ricevano la santa Eucaristia fruttuosamente (1457), perché in tal modo essa non li conduce alla salvezza. Metterlo in evidenza corrisponde a un’opera di misericordia spirituale”.

Che dire? Il cardinale Muller sembra intenzionato ad uscire dal silenzio che si era auto imposto un paio d’anni fa, per denunciare quella che per molti è una deriva morale e dottrinaria della Chiesa. Difficilmente potrà essere liquidato come un facinoroso, come si è fatto fino ad ora con chiunque abbia ribadito i dogmi cattolici negli ultimi anni.

Il testo integrale è reperibile sul sito di Aldo Maria Valli.

@barbadilloit

 

Di Ernesto Chevanton

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