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Il caso. Donazzan (assessore Veneto) dopo Rovigo e Parma: “Mattarella sciolga l’Anpi”

Pubblicato il 5 Febbraio 2019 da Red
Categorie : Politica

Anpi Rovigo

”E’ ora di dire basta alla tolleranza dei ‘compagni che sbagliano’. Chi nega le foibe, il dramma degli italiani di Istria Fiume e Dalmazia e la pulizia etnica di cui furono vittime non può avere cittadinanza. Se l’Anpi pensa si cavarsela con un comunicato stampa, non ha capito la gravità della cosa”:  l’assessore veneto Elena Donazzan attacca frontalmente l’Anpi dopo le dichiarazioni negazioniste dell’associazione di Rovigo sulle foibe e il convegno di Parma con studiosi che negano la tragedia sul fronte orientale.

Mattarella sciolga l’Anpi

‘Il dramma di questi nostri fratelli italiani è stato per anni taciuto consapevolmente, perché la cattiva coscienza di chi ha governato la nostra nazione con la complicità del partito Comunista, fece prevalere la ragion di Stato su verità e giustizia ma che ancora oggi, dopo che finalmente tutto è conosciuto, ci siano negazionismi o riduzionisti in giro, ci deve far indignare. Credo che se l’Anpi si limiterà ad un altro misero comunicato stampa, le Istituzioni, a patire dal Presidente della Repubblica che ha il compito morale di difendere gli italiani e la memoria di Norma Cossetto Medaglia d’Oro al Valore Civile, debbano seriamente pensare di sciogliere l’Anpi”.

Elena Donazza, assessore veneto e storica militante della destra sociale

L’Anpi “mistifica la verità storica”

”La sua ragione d’essere, di autocelebrazione della Resistenza, oggi è diventata di mistificazione della verità storica e sfocia sempre più nell’odio e nella prevaricazione non abbiamo bisogno di odio ma di verità e giustizia. Solo così potremo pensare a costruire una vera unità nazionale”.

@barbadilloit

Di Red

Una risposta a Il caso. Donazzan (assessore Veneto) dopo Rovigo e Parma: “Mattarella sciolga l’Anpi”

  1. La proposta di scioglimento dell’ANPI sarebbe lodevole, ma mi auguro non sia solo un atto di propaganda per aumentare il numero di favori e di consensi dall’opinione pubblica, e che dunque a questa facciano seguito i fatti. Uno Stato serio non può finanziare un’associazione che invece di creare una memoria nazionale condivisa, si mette ancora a creare delle inaccettabili divisioni tra “fascisti” e “partigiani” dopo 74 anni. E’ da irresponsabili, e mi chiedo, quand’è che finalmente supereremo le divisioni ideologiche e cominceremo a mettere sullo stesso piano i fatti criminosi di Marzabotto o Stazzema con quelli accaduti in Venezia Giulia o in Ciociaria, a prescindere da chi è il responsabile, visto che in entrambi i casi le vittime sono civili inermi ITALIANI?

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