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Figurine. La piccola Battipagliese che mandò all’inferno il Palermo

Pubblicato il 6 Febbraio 2019 da Giovanni Vasso
Categorie : Figurine

Dimenticare è forse un conforto? 

(I Buddenbrook, Thomas Mann)

 

Due anni prima, i picciotti rosanero avevano sfiorato la Serie A. Ora, invece, s’era spalancato l’inferno della retrocessione in Serie C2. Forse il punto più basso della storia secolare del calcio a Palermo ha i colori bianconeri di una piccola squadra campana, quelli della Battipagliese.

Il campionato di serie C1, girone B, della stagione 1997-98 si chiude con un verdetto che era impensabile fino a qualche mese prima. Il Palermo, inchiodato a 37 punti, non va oltre il quattordicesimo posto. Ciò vuol dire che dovrà giocarsi la salvezza ai playout che l’opporranno alla penultima in classifica che è appunto la Battipagliese.

La sfida, andata e ritorno, sarà sull’asse tra la Campania e la Sicilia. Il primo atto si gioca allo stadio Pastena, a Battipaglia. I bianconeri sono allenati da Roberto Chiancone, mister navigatissimo della categoria. La squadra conta sulla coppia d’attacco Di Baia-D’Antò e su un giovanissimo Giuseppe Mascara, ma la partita la deciderà uno spunto gagliardo del difensore Simone Loria, che poi giungerà in Serie A e indosserà (tra le altre) le maglie di Cagliari, Roma e Atalanta. Battipagliese-Palermo 1-0, il primo round ai campani.

Il ritorno è alla Favorita. I rosanero hanno una squadra che, nonostante un torneo abbondantemente al di sotto delle aspettative e un’annata a dir poco balorda – sintetizzata dall’assurdo infortunio “giardiniero” del tedesco Dittgen -, può contare su talenti di tutto rispetto. C’è il portiere Adriano Bonaiuti, ex Juve e Padova. C’è il veterano del gol, il centravanti Lorenzo Scarafoni, i ragazzi terribili che solo ventiquattro mesi prima avevano sfiorato la clamorosa promozione in A. In panca mister Arcoleo. Qualcuno crede (e spera) che si tratterà di una formalità. Qualcun altro presagisce il peggio: solo a maggio, poco meno di un mese prima, per scuoterli dall’indolenza alcuni tifosi avevano “rinchiuso” i cancelli del centro sportivo. Molti, invece, preferiscono sottrarsi al dramma, disertano lo stadio e se ne vanno al mare. Siamo a giugno, in fondo.

Che non sarà una formalità, lo si capisce già dai primi minuti. Il Palermo è nervoso e falloso. La Battipagliese si chiude e il portiere delle zebrette, Giovanni Schettino, è in giornata di grazia: para tutto, persino una “schiacciata” in area di Scarafoni che prova di pugno a bucare la porta ospite. Ogni sforzo, però, rimarrà vano. Il risultato non si schioda dal pareggio: è 0-0. Il Palermo precipita in C2 anche se, qualche mese dopo, il fallimento dell’Ischia consentirà ai siciliani di abbracciare un insperato ripescaggio.

 

 

Di Giovanni Vasso

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