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La provocazione. L’Inter si libera di Fantantonio ma c’è un Cassano in tutti noi

Pubblicato il 20 giugno 2013 da Marco Vailati
Categorie : Sport/identità/passioni

cassanoSarà che il calcio è simile all’amore. I tuoi amici ti dicono di stare alla larga da quella là, che ti tradirà e ti farà soffrire. Poi vedi quegli occhi e non resisti. Puntualmente soffri, perché avevano ragione loro. Ma quando ti passa, capisci che tutto sommato ne è valsa la pena. I tifosi sono anche peggio e si fanno infinocchiare consapevolmente. Un po’ come annuire davanti una pornostar che giura verginità.

Tutti sapevamo che anche all’Inter sarebbe durato poco, ma abbiamo sognato che fosse la volta buona. Antonio Cassano è il calcio allo stato più brado e incontaminato. Ingenuo, capriccioso, incivile ma oscenamente genuino, incapace di concepire lucida cattiveria, di una generosità fanciullesca. Mentre Balotelli mostra muscoli da film e temperamento da durissimo, Cassano propone brufoli da adolescente e sorrisi da zucchero filato alle giostre dell’oratorio. E in lui c’è un’italianità profonda, con una storia bella e sciagurata. Il colpo di tacco finta a destra e tiro a sinistra quella sera al San Nicola contro l’Inter, la frangetta delle prime ridicole interviste, Roma e gli scazzi con Totti, le corna all’arbitro e la bandierina spezzata, le buffonate e i chili di troppo a Madrid. Hybris e Ate, tracotanza di chi si sente simile agli dei e rovina, quindi Nemesi che riporta tutto ciò che è giusto. Una tragedia greca e un bambinone che con quelle qualità avrebbe già potuto alzare due Palloni d’Oro e invece riparte dalla Sampdoria quando nessuno ci crede più. Non mancano scenate patetiche, ma ci sono perle da fenomeno che restituiscono al calcio italiano un campione assoluto. Negli insulti idioti al presidente Garrone c’è tutta la stupidità di Cassano, pari solo all’infantile orgoglio che gli fa chiedere scusa troppo tardi. Stavolta però altro che punizione. C’è il Milan e un Ibrahimovic, mica uno dei più accondiscendenti, che vuole giocare solo con lui. Perché Cassano sarà pure un idiota ma solo Baggio e Mancini negli ultimi vent’anni riuscivano a metterti in porta in quel modo. Sopra il Milan, ovviamente, c’è solo il cielo. E sopra il cielo, colpo di scena, c’è l’Inter. Non prima, alé!, di una conferenza stampa in Nazionale in cui come un Alvaro Vitali qualsiasi cade nel tranello del dibattito su calcio e omosessualità e apriti cielo.

All’inizio c’è diffidenza, ma con il pallone Cassano disegna cuoricini negli occhi e farfalle nello stomaco dei tifosi interisti. Lui, interista fin da bambino ma sul serio, non come quelli che lo dicono a vanvera. Anche in nerazzurro, dopo le imitazioni di Stramaccioni e gli scherzi a Nagatomo, arriva puntuale la cassanata che rovina la passione e preannuncia l’amaro finale. Per carità, Mazzarri vuole gente che arrivi prima sul pallone e Cassano il pallone lo sa solo coccolare. E al suo posto arriverà un professionista serio quantità qualità pressing lavoro per la squadra intensità in grado di giocare anche su quelli che oggi chiamano gli esterni.

Sarà, insomma, una torta molto più nutriente ma mancherà quella ciliegina che, non mentire, guardi con bramosia dal momento in cui l’hanno messa in tavola. Non piacerà mai a tutti, Cassano. Ma c’è un po’ di Cassano in tutti noi o almeno in quelli che ogni tanto, per fortuna, riescono ancora a crederci.

@barbadilloit

Di Marco Vailati

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