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Acca Larentia (di C. Mussolini). Gli anni dell’odio negli occhi di un bambino

Pubblicato il 7 Gennaio 2019 da Caio Giulio Cesare Mussolini
Categorie : Corsivi

La sede di Acca Larentia, avamposto del Msi nel Tuscolano a Roma

Ero un bambino, ma ricordo bene quegli anni. A fine del 1978 ci trasferimmo in Venezuela, e ne ero contento, sollevato.

Sentivo il clima di odio e di violenza che c’era, anche se non capivo bene tutte le ragioni. Avevo un cognome che mi rendeva diverso dagli altri miei coetanei, che normalmente pensavano solo a giocare a pallone o guardare Goldrake, e mi pesava molto.

Abitavo a Roma in Viale Manzoni, vicino alla più conosciuta Piazza San Giovanni, storico luogo dei raduni della sinistra. Capivo l’avvicinarsi di una loro manifestazione dai negozi della mia strada, che con anticipo mettevano delle coperture in legno a protezione delle vetrine.

Di fronte a casa mia c’era il Collegio Santa Maria. Non ci studiavo, ma frequentavo il gruppo dei lupetti. Ricordo ancora che durante una manifestazione comunista vennero distrutte le scritte di plastica, ovali, lettere nere con sfondo bianco, col nome della scuola che erano sulla ringhiera. A cosa sara’ servito farlo?

Erano anni di una violenza inaudita, specialmente contro chi non la pensava come te e vestiva in maniera diversa.

Quell’odio ha portato a stragi come quella di Acca Larentia, di cui ricorre oggi l’anniversario.

La rivendicazione di un gruppo di estrema sinistra diceva “…Un nucleo armato, dopo un’accurata opera di controinformazione e controllo alla fogna di via Acca Larenzia, ha colpito i topi neri nell’esatto momento in cui questi stavano uscendo per compiere l’ennesima azione squadristica. Non si illudano i camerati, la lista è ancora lunga. …”

Invero, l’azione squadristica era fare volantinaggio per un concerto di musica alternativa di destra.

Ancora oggi gli assassini di Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta non sono stati individuati, e le dinamiche dell’uccisione di Stefano Recchioni non sono mai state chiarite del tutto.

Ricordiamo oggi questa strage, ricordiamo i tre giovani missini morti per le proprie idee e facciamolo tutti insieme. Con l’augurio che i nostri figli possano crescere in un paese migliore, come lo desideravano loro.

 

Di Caio Giulio Cesare Mussolini

Una risposta a Acca Larentia (di C. Mussolini). Gli anni dell’odio negli occhi di un bambino

  1. Calma piatta, silenzio assordante, nessun segno,gesto di incazzamento nel ricordo per l’atto vigliacco..barbaro che solo la teppaglia rossa nella sua tradizione sia capace.. Chiacchiere,e ancora chiacchiere sempre chiacchiere..Dove sono i….

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