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Effemeridi. Nel 1931 il primo numero della rivista “L’Universale” di Berto Ricci

Pubblicato il 6 Gennaio 2019 da Amerino Griffini
Categorie : Cultura
L'Universale

L’Universale, primo numero

EFFEMERIDI – 3 Gennaio 1931. A Firenze esce il primo numero de “L’Universale” rivista fatta da giovani, nata per iniziativa principalmente di Berto Ricci, poeta e professore di Matematica giunto al fascismo dall’anarchia,che morirà tra le sabbie della Cirenaica mitragliato da un aereo nemico, e Dino Garrone, scrittore e critico letterario che ben presto dal fascismo si staccherà e a Parigi – dove cercherà l’esperienza europea – morirà di setticemia a soli 27 anni.
Nell’editoriale redazionale del primo numero si legge: “Non rileveremo i giudizi, non rifaremo le discussioni. Basta che dieci abbiano inteso, e si sian dati la mano, che codesto fascicolo di trenta pagine – scritto col fuoco, alla carducciana, e non con lo stile, alla leopardevole, stampato a miseria in un fondaccio di Firenze; impaginato e legato come un manifesto clandestino – sia stato la prova di vita fra tanta inerzia d’uomini, affermazione chiara e dura fra tanta dubbiezza falsità fragilità di scrittori; e resti documento dell’epoca fascista, principio anzi di quella rivoluzione intellettuale che noi compiremo. Non ci sentiamo ‘continuatori’ di nessun vivo: noi s’è imparato a scrivere da Niccolò Machiavelli e dal popolo d’Oltrarno, che sono dunque i nostri più diretti maestri. Chi sognasse d’averci creato, si disilluda: gli uomini li crea Iddio, e nessun compilatore di Lacerba, né Accademico della Farnesina, ha potenza di rubargli il mestiere. La libreria degli ultimi trent’anni ispira a noi rispetto e gratitudine per certi nomi che abbiam cari, ma anche una fiera fede di superarla: superare cioè l’impressionismo, e qualunque avanguardismo vecchio. Nuova storia s’apre, nuovo secolo, nuova letteratura e pittura: sentiamo in noi – e in altri che ancora non conosciamo, ma indoviniamo vicini – animi e ingegni diversi, maggiori, destinati a più spazio, di quelli che ci precedettero in quell’inizio di Novecento”.
La rivista, avviata come mensile, diverrà quindicinale e cesserà le pubblicazioni il 25 agosto 1935 quando stava per iniziare la Campagna d’Etiopia e i redattori sostennero: “non è più tempo di carta stampata”.
Tra gli eretici del “fascismo universale”, insofferenti a ogni normalizzazione, collaboratori della pattuglia fiorentina ci furono, tra gli altri, il futuro sociologo Camillo Pellizzi, Indro Montanelli, Romano

Di Amerino Griffini

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