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Il caso. Giovanni Sartori sul Corsera rompe il tabù: la Kyenge si può criticare

Pubblicato il 17 giugno 2013 da Michele De Feudis
Categorie : Corsivi Politica

Cecile kyengeE’ ufficiale, il ministro del governo italiano Kyenge si può criticare. Il tabù è stato rotto dal professor Giovanni Sartori sul Corriere della Sera con un editoriale degradato ad intervento di spalla (e la diminutio potrebbe portare all’interruzione della collaborazione con il quotidiano di Via Solferino dopo oltre cinquantanni).

Sartori ha raccontato a La Zanzara che il suo testo doveva essere pubblicato come editoriale, e poi, senza alcun preavviso, è stato dirottato altrove. Ma la querelle sul rilievo giornalistico è secondaria rispetto alle tesi espresse dall’accademico fiorentino.

“Al momento – scrive Sartori – mi occuperò solo di un caso che mi sembra di particolare importanza, il caso della Ministra «nera» Kyenge Kashetu nominata Ministro per l’Integrazione. Nata in Congo, si è laureata in Italia in medicina e si è specializzata in oculistica. Cosa ne sa di «integrazione», di ius soli e correlativamente di ius sanguinis?”.

L’articolo di fatto confuta tutte le prese di posizione del ministro per l’immigrazione. Sullo “ius soli” spiega che è stato introdotto nei paesi del Nuovo Mondo, sottopopolati, perché avevano bisogno di nuovi cittadini, “mentre lo ius sanguinis valeva per le popolazioni stanziali che da secoli popolano determinati territori. Oggi questa regola è stata violata in parecchi Paesi dal terzomondismo imperante e dal fatto che la sinistra, avendo perso la sua ideologia, ha sposato la causa (ritenuta illuminata e progressista) delle porte aperte a tutti, anche le porte dei Paesi sovrappopolati e afflitti, per di più, da una altissima disoccupazione giovanile“.

Insomma Sartori critica prese di posizione che sono la punta di diamante della cosiddetta sinistra mondialista fino a smentire il mito del meticciato italiano: “La brava Ministra ha anche scoperto che il nostro è un Paese «meticcio». Se lo Stato italiano le dà i soldi si compri un dizionarietto, e scoprirà che meticcio significa persona nata da genitore di razze (etnie) diverse. Per esempio il Brasile è un Paese molto meticcio. Ma l’Italia proprio no. La saggezza contadina insegnava «moglie e buoi dei paesi tuoi». E oggi, da noi, i matrimoni misti sono in genere ferocemente osteggiati proprio dagli islamici“.

Il nodo della cittadinanza dall’antica Roma ai giorni nostri è stato un passaggio fondante di ogni prospettiva statuale. Il dibattito resta aperto ma, come denuncia con forza Sartori, il confronto non deve essere ideologico. La natura accogliente tollerante e mediterranea dell’Italia non è in discussione.

@Waldganger2000

 

Di Michele De Feudis

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