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Idee (di G. de Turris). Se l’egemonia culturale della sinistra (r)esiste ancora

Pubblicato il 2 Novembre 2018 da Gianfranco de Turris
Categorie : Politica Scritti

Sabato 13 ottobre si sono svolti al Centro Congressi Cavour a Roma  gli Stati generali della Cultura di destra organizzato dalla rivista Nazione Futura che ha pubblicato un numero dedicato al tema e da Francesco Giubilei che ha presentato il sua Storia della cultura di destra. Dal dopoguerra al governo gialloverde (Giubilei Regnani Editore). Moltissimi giovani presenti, il che è un ottimo segno, oltre che a giornalisti, docenti e intellettuali.

Uno degli argomenti emersi è che di destre culturali ce n’è più di una: il che non è una novità. Venti anni fa il giovane e sfortunato assessore alla cultura della Regione Lombardia, Marzio Tremaglia, ne organizzò uno simile che su mio suggerimento (devo pur dirlo) venne intitolato Destra/Destre. Ma, a mio parere, questa pluralità di indirizzi non  dovrebbe esser del tutto discriminante, o addirittura un handicap, soprattutto neella situazione attuale, dove si dovrebbe adottare lo slogan della Sinistra movimentista: marciare separati, colpire uniti… Ma questo è un altro discorso…

Qui vorrei rilevare come si sono sentite molte bellissime parole, molti discorsi teorici sui fondamentali, molte analisi giuste sulla situazione presente sia italiana che internazionale, molte denunce contro il Pensiero Unico Progressista che tende a omogenizzare e ad eliminare le differenze e così vi. In genere condivisibili, anche se appunto l’essere presenti esponenti di destre diverse ha prodotto differenti prospettive. Tutto da meditare e elaborare.

Alla fine sono state presentate tre proposte pratiche: Una No tax area per i primi due anni per i giovani under 35 che aprono un’azienda o un’associazione di promozione sociale nel settore culturale; Deduzione fiscale totale per gli acquisti in beni culturali; Inserire nei programmi scolastici delle scuole elementari e medie un’ora settimanale di “identità e cultura italiana. Interessante, ma proprio non basta.

Infatti, quel che a mio  parere è mancato è stato un esame pratico, oggettivo, disincantato e crudo della situazione socio-culturale in cui ci troviamo in Italia, e come cercare di scardinarlo, superarlo in modo strategico e tattico. Insomma, un piano a breve e lungo termine.

E’ verissimo, come al convegno è stato detto: l’egemonia culturale della Sinistra non esiste più. Superata dagli eventi che non ha saputo prevedere e gestire, superata dall’emergere delle più recenti generazioni, dall’avvento delle nuove tecnologie. Però –  occorre rendersene conto e prenderne atto – esiste ancora una gestione del potere culturale in mano alla Sinistra, o meglio ai suoi epigoni. Val a dire tutti coloro che sono nei gangli decisionali dei meccanismi culturali giuntivi nel corso dei decenni in cui la Sinistra ha dominato  e sono ancora lì incistati, a fare da ostacolo al cambiamento e a dare l’impressione che questa “egemonia” ancora esiste.

Basti pensare ai vari ambiti che ci riguardano.

Nelle scuole gli insegnanti sono ancora soprattutto degli ex sessantottini e i loro discepoli che formano, anzi non formano, i ragazzi

Nelle università vale la situazione è anche peggio: negli ultimi concorsi per docenza praticamente tutti coloro che venivano identificati come “di destra” per i loro interessi o attività pubbliche sono stati per la stragrande maggioranza bocciati con le scuse più risibili (il fatto è finito sui giornali).

Per le grandi istituzioni cultuali, le Fondazioni, le accademie specie se di nomina pubblica e “politica” vale lo stesso discorso, un specie di cooptazione dei sodali..

La cosiddetta “grande stampa” non è cambiata, anzi si adegua sempre più al Pensiero Unico, sia come ideologia, sia addirittura come linguaggio: difficilissimo parlare di certi argomenti, di certi autori, di certi libri.

Lo stesso vale per la televisione sia pubblica che privata dove chi non si adegua viene emarginato o e addirittura, quando possibile, allontanato. In Rai il sindacato bulgaro e quindi unico dei giornalisti organizza corsi per indottrinare  i colleghi e indurli a parlare (e informare) in un certo qual modo “politicamente corretto”.

Nelle case editrice, salvo eccezioni, sono al comando, e effettuano di conseguenza le loro scelte di pubblicare saggistica e narrativa, quasi solo in una certa direzione. Ovvio che ci si lamenti che determinate opere sia italiane  che straniere vengano sistematicamente ignorate. Il che si ripercuote sui più importanti premi letterari vinti in genere  dai “soliti noti”.

Manca insomma il pluralismo tanto più che ancora accadono episodi indecenti: conferenze contestate, convegni aboliti, manifestazioni boicottate perché “di destra” senza che alcun grande giornalista si indigni e lo denunci pubblicamente in prima pagina,

Di fronte a questi ostacoli oggettivi, a questi atti  discriminanti, è ovvio che le giovani generazioni anticonformiste i giovani intellettuali, scrittori, giornalisti non trovino spazio, stentino ad emergere, non riescano a scrivere ed a pubblicare, dando così l’impressione che una cultura non di sinistra sia inesistente, rifugiandosi presso pochi giornali, poche case editrici spesso piccole e piccolissime, serie ma con scarsa visibilità.

Insomma, c’è un’ovvia resistenza del vecchio rispetto al nuovo, come sempre accade, con in più la prevaricazione ideologica che è il discrimine fondamentale. E si deve cercare di porvi rimedio, altrimenti tante belle parole resteranno nel limbo delle buone intenzioni. Certo in un Paese democratico non si possono ipotizzare né tantomeno realizzare “epurazioni” (di fronte alle quali, peraltro, nel corso dei decenni la Sinistra non è arretrata mai), ma almeno da un lato utilizzare il metodo ormai invalso dello spoil system intelligente e meritocratico quando possibile, e dall’altro elaborare una strategia ed una tattica perché sono i fatti che contano. Non dovrebbe più valere, come ahimè ancora vale, quella famosa frase scritta tanti anni fa su Il Giornale da Stenio Solinas parlando della propria esperienza. “Bravo, peccato che sia di destra”, e quindi  mettiamolo da parte, non assumiamolo, non promuoviamolo… Se le cose continuano a stare così non si è mosso, né si muoverà un passo avanti nella direzione di un vero pluralismo culturale. La situazione politica magari cambierà, ma quella culturale resterà sempre la stessa e, da questo punto di vista, sembrerà che l’Italia sia rimasta quella di  venti, trenta o quaranta anni fa.

La Destra politica genericamente intesa dovrebbe fare mea culpa e chiedersi perché dal 1994 ad oggi non sia riuscita a smuovere o cambiare qualcosa in ambito culturale. Comprendendo gli errori del passato potrebbe non compierne in un futuro che ci pressa da vicino. Eppure dal 1994 sono trascorsi 25 anni, il tempo di una generazione, una generazione persa.

@barbadilloit

Di Gianfranco de Turris

38 risposte a Idee (di G. de Turris). Se l’egemonia culturale della sinistra (r)esiste ancora

  1. Mettiamolo da parte non promuoviamolo non lo assumiamo ad esempio ahahahahah va bene ma non basta dal ’94 in poi si sono verificati comportamenti strani da parte di esponenti anche autorevoli del cosiddetto fdg posso partire da lì, quello che mancò fu l’insurrezione con la creazione di tanti satelliti mancava il federatore con i quattro cardini da tenere ben distribuiti, amministrazione,battaglia per la difesa del territorio,l’arte dell’alchimia e l’inventiva i progressisti sono sempre in cerca del desiderio di una porta tramite l’eredità,la fonte della giovinezza non risiede nell’eredità ma nell’apprendimento la “destra”ci sarà sempre non sarà egemone ma ci sarà.

  2. Se aveste colonizzato Rai e quant’altro quali argomenti avreste proposto? Fumetti, fantascienza, sciocchezze misteriosofiche, assieme a labari e vessilli! O, ancora, la moralina cristiana, Nonna Speranza, il suo bigottismo e i suoi confetti avariati sottocampana? A monte della battaglia contro il politicamente corretto, per come è stata impostata, mi sembra ci sia solo nostalgia di volgarità gratuite.

  3. Redazione

    Grazie Luigi del commento. Non sappiamo a che volgarità ti riferisci. Ma su Barbadillo non abbiamo devoti da radunare. Qui siamo corsari liberi

  4. Non mi riferisco a Barbadillo né all’autore dell’articolo ma ai cosiddetti intellettuali di destra e all’elettore medio di destra. Ho timore che dietro la critica al politicamente corretto non ci sia altro che nostalgia verso vecchie usanze o modi di dire di pessimo gusto per indicare determinate categorie umane.

  5. Un’ora settimanale di “identità e cultura italiana”? I sinistri, maggioranza degli insegnanti, proporrebbero forse, dal basso della loro faziosa ignoranza: 1. Gli scioperi del ’43 e la nascita della Resistenza; 2. L’insurrezione partigiana che diede luogo alla Liberazione nel’aprile ’45; 3.L’assassinio Matteotti e la repressione fascista; 4. L’Operazione “Mare Nostrum” per un mondo senza frontiere; 5. Il matrimonio tra omosessuali e la Teoria Gender… Senza programmi precisi finirebbe per essere un’ora di puro indottrinamento comunistoide… No, grazie!

  6. Luigi. Se i valori prevalenti dell’elettore di destra ti fanno schifo, forse faresti meglio a collocarti in un ben diverso settore politico… mafari nell’anarchismo…

  7. Redazione

    Caro Luigi, legga allora il saggio “per farla finita con la destra” di Stenio Solinas. Lì troverà tutto quello che non ci piace delle destre… Saluti

  8. Con Solinas concordo su tutto. “Per farla finita con la destra” è uno di quei libri che ho letto, riletto e sottolineato. Non a caso fu osteggiato soprattutto da destra.

  9. Meravigliarsi della persistente egemonia della sinistra è ipocrita.
    Nel 1994 il MSI fu fatto fuori e gli intellettuali d’area cercarono posto (se non posti) nell’area berlusconiana.
    Quella nuova area era ed è antifascista e, di conseguenza, gli intellettuali (in senso positivo) fascisteggianti (dire destra è riduttivo, anzi falso)hanno vivacchiato lasciando sempre più spazio al pensiero unico.
    Ed oggi ci ritroviamo indietro agli anni 70, forse senza rischiare la vita, ma emarginati e minacciati di galera se solo cerchiamo di dire la nostra opinione.
    E non basterà Salvini a ridare un po’ di ossigeno ad un’area che, scientificamente, Berlusconi e Fini hanno distrutto.

  10. Il MSI non fu fatto fuori. La maggioranza decise di dar vita ad un diverso soggetto politico: AN. Chi non era d’accordo se ne andò via. Se quel soggetto alla lunga non prosperò non fu per colpa di Berlusconi, o per manovre di perfidi Servizi Segreti servi del Pensiero Unico Mondialista ecc., ma di chi lo guidava (e votava)…

  11. Per Guidobono.
    Io sono testimone di quello che successe nel 1993 e 1994.
    Dire che chi votava Msi (ma varrebbe per qualsiasi partito) è responsabile dell’incredibile voltafaccia dell’estate 1994 è veramente dimostrazione di come si possono manipolare le menti.
    Io ho ascoltato dal Ministro Matteoli (che ccredeva di parlare ad un nuovo AN…) come avevano organizzato a freddo tutta la messinscena del Congresso del gennaio 1995.
    Che poi, addirittura, in quel congresso si eliminò persino la condanna della massoneria (con la falsa meraviglia di un marzio Tremaglia), fu la sfacciata conferma di come, nel 1994, potenti mezzi avessero potuto attuare uno spaventoso complotto.
    Da allora, la nostra area balbetta e vive in minorità perché non c’è di peggio che gestire posti di potere, anche culturale, sposando però le idee altrui.
    Molto meglio starsene in disparte che rinunciare definitivamente a combattere per le proprie idee.
    Che poi qualcuno, fra noi, per far finta di essere fuori dal coro, sia perfino diventato musulmano, ancor più mi deprimo.
    Non c’è fine al peggio

  12. Ma dai che il MSI tendeva al centro dagli anni ’50… Non prendiamoci in giro per favore. Ma quali complotti. Chi votava quel partito ha continuato a votare AN, salvo pochi illusi dietro Rauti e compagni.

    Aggiungo anche che la vedo un po’ dura lamentarsi dell’egemonia culturale della sinistra se non si sono prodotti intellettuali davvero interessanti da cinquant’anni a questa parte.

  13. Luciano. Non prima, chi l’ha votato dopo Fiuggi!

  14. Inutile ragionare con un (sedicente) missino. Ti trascina a Fiuggi e darà a te la colpa di quello che ha votato lui. (semicit.)

  15. Confermo e sottoscrivo quello che sostiene Filippo ….
    L’elettore medio del MSI-DN è stato sempre di destra se non addirittura di centro/destra o semplicemente un bieco acritico, anti-comunista di mestiere ….
    Era la base militante che ” antrologicamente ed ideologicamente parlando” era tutto “tranne che di destra” , la base militante, chi viveva nelle sezioni assediate , che cercava di occupare e di strappare all’egemonia di sinistra gli spazi sociali, all’Università, nelle scuole, nei posti di lavoro; la base militante che gestiva circoli culturali, radio private, chi pubblicava riviste di altissimo spessore culturale, che organizzava i Campi Hobbit, che ha fatto da militante del Fdg addirittura la lotta armata
    … Ebbene si tutto questo mondo che risultava essere “lo zoccolo duro” del partito non era di destra; di destra erano la dirigenza gallonata ed autoreferenziale se non biecamente nostalgica, e di destra era l’elettorato …
    La base militante era altro …
    Questo inutile e disperato assalto al cielo di intere generazioni di militanti, che hanno pagato a caro prezzo il tentativo di modificare ” uno strumento nato dal Sistema” in uno strumento ” contro il Sistema ” …
    Questa la battaglia epocale che è stata persa dentro il Neofascismo conclusasi con la mutazione antropologica e la deviazione ideologica del 94/95 di Fiuggi ma nel DNA era già tutto ampiamente scritto …
    Ora la stessa battaglia con gli auto-conservatori di destra di sta riproponendo tale e quale nella cosidetta “deriva sovranista”, che è post-ideologia pura …
    Ma tante’ gli scenari e gli elementi in gioco se non addirittura gli attori sono pressochè identitici …

  16. Confermo e sottoscrivo quello che sostiene Filippo ….
    L’elettore medio del MSI-DN è stato sempre di destra se non addirittura di centro/destra o semplicemente un bieco acritico, anti-comunista di mestiere ….
    Era la base militante che ” antrologicamente ed ideologicamente parlando” era tutto “tranne che di destra” , la base militante, chi viveva nelle sezioni assediate , che cercava di occupare e di strappare all’egemonia di sinistra gli spazi sociali, all’Università, nelle scuole, nei posti di lavoro; la base militante che gestiva circoli culturali, radio private, chi pubblicava riviste di altissimo spessore culturale, che organizzava i Campi Hobbit, che ha fatto da militante del Fdg addirittura la lotta armata
    … Ebbene si tutto questo mondo che risultava essere “lo zoccolo duro” del partito non era di destra; di destra erano la dirigenza gallonata ed autoreferenziale se non biecamente nostalgica, e di destra era l’elettorato …
    La base militante era altro …
    Questo inutile e disperato assalto al cielo di intere generazioni di militanti, che hanno pagato a caro prezzo il tentativo di modificare ” uno strumento nato dal Sistema” in uno strumento ” contro il Sistema ” …
    Questa la battaglia epocale che è stata persa dentro il Neofascismo conclusasi con la mutazione antropologica e la deviazione ideologica del 94/95 di Fiuggi ma nel DNA era già tutto ampiamente scritto …
    Ora la stessa battaglia con gli auto-conservatori di destra di sta riproponendo tale e quale nella cosidetta “deriva sovranista”, che è post-ideologia pura …
    Ma tante’ gli scenari e gli elementi in gioco se non addirittura gli attori sono pressochè identitici …

  17. Se la dirigenza del MSI era prevalentemente di destra e l’elettorato pure di destra, chi non stava al suo posto era certa base militante, che per questo si rifugiava nel mondo dei sogni, o peggio, in qualche caso, nella lotta armata. Per me è chiaro. La questione, però, rimane l’ambiguità. Io sono di destra e antipopulista, se volete ghibellino, reazionario e forcaiolo e non me ne vergogno affatto. Ma, come già scriveva Mussolini a Farinacci, negli anni ’20,la teppa con la teppa, i comunisti con i comunisti, i fascisti con i fascisti… Chi è contro la destra, il capitale, il mercato, la meritocrazia è di sinistra ed allora dovrebbe avere il coraggio di andare decisamente a sinistra, senza se e senza ma, senza occultarsi in torbide brodaglie evoliane…

  18. Tu hai scambiato il Fascismo per una deriva questurina e baronale, sostanzialmente borghese … Te lo riposto così ci rifletti e cerchi di capirlo …

    ….C’è quella che Mussolini, su “Il Popolo d’Italia”, nel dicembre 1917, definiva “trincerocrazia”: una nuova aristocrazia emergente, pronta a rivendicare la sua parte di mondo, decisa alla “presa di possesso” delle posizioni sociali, in netta cesura tra “quelli che ci sono stati e quelli che non ci sono stati; quelli che hanno combattuto e quelli che non hanno combattuto; quelli che hanno lavorato ed i parassiti”…
    Punto

  19. Mi meraviglio che non si capisca, neanche in questa testata, che quello che è successo nel 1994 non è stata la scelta di una linea, ma il passaggio dal fronte fascista al fronte antifascista.
    Poi uno può sentirsi conservatore, di destra o rivoluzionario, come succedeva ante 1994, ma stando in casa propria e non in quella del nemico storico.
    Il 1945 è il discrimine eterno indipendentemente dall’essere più o meno corporativista, nazionalrivoluzionario o tradizionalista, apprezzare Mussolini Gentile Evola Pound …..

    Ogni famiglia discute al proprio interno.
    Chi poi scrive che l’ambiente del MSI era moderato, non è mai stato del MSI e confonde i militanti con gli elettori, che, come sanno anche i sassi, non fanno ragionamenti profondi ma scelgono secondo quello che ritengono il loro interesse, spesso sbagliando.

  20. I tuoi di ragionamenti (oh!) non mi paiono assai più profondi di quelli che imputi agli elettori. Ma voi ve la cantate e suonate da soli. Sempre i soliti ipocriti, ancora non vi siete stufati? Ieri a Fini gli leccavi il culo oggi non si trova un aennino manco a pagarlo. Non ci credete manco voi alle ipocrisie che scrivete con la spocchia (voi che state ancora zucando la zizza di mamma An!) di voler insegnare agli altri a stare al mondo. Prima o poi arriverà la neuro.

  21. Luciano scusa ma Tu metteresti la mano sul fuoco che quelle che c’era prima del 1994 nel MSI-DN era ” ortodossamente Fascista ” ?
    Credi veramente che una mozione ” espressa anche in un italiano poco coerente abbia cambiato la cultura dell’ex-MSI ” da un giorno all’altro …?
    Vogliamo parlare di chi erano prima di Fiuggi personaggi come Fini, Gasparri, Tatarella ?
    Vogliamo parlare del 1953 quando il partito votò l’adesione alla Nato ?
    Vogliamo ricordare il 1972 quando si permise alla peggiore feccia monarchica, liberale e massonica di aderire al MSI che divenne ” Destra Nazionale ” ?
    Vogliamo parlare del 74′ e dello sgabello alla DC per il referendum contro il divorzio fatto da una classe dirigente di divorziati ?
    Vogliamo parlare della scissione di DN nel 1976 con i soldi di Previti e di Berlusconi ?
    E non vado oltre su quelli che dovrebbero essere stati
    gli oppositori alla linea storica Almirantiana ( in testa la classe dirigente Rautiana e Neo-destra ) che sono stati poi i primi ad acclamare la svolta di fiuggi del 1994/1995 ?
    Credimi, non è per fare polemica, ma se andiamo a riscrivere la storia di questo Partito troviamo che la sua nascita avvenne per volontà di una perfetta triangolazione voluta da Togliatti dal Vaticano e da Inglesi/Americani, dove ognuno avrebbe trovato il proprio tornaconto …
    Ribadisco che la base militante era qualcosa di diverso ma questo strumento è stato sempre ostaggio del nemico ; tutta la storia del neofascismo è costellata da “questa ombra” di vassallaggio, con la quale prima o poi dovremmo fare i conti …

  22. “…Troviamo che la sua nascita avvenne per volontà di una triangolazione voluta da Togliatti dal Vaticano e da Inglesi/Americani, dove ognuno avrebbe trovato il proprio tornaconto”. Sì, credo di sì, non so se voluta esplicitamente da Togliatti, credo piuttosto non ostacolata perchè si trattava comunque di togliere voti alla DC, ma se ‘loro’ avevano vinto e voi perso (ed in che modo), che cosa pretendi? Di nascere come grande partito contro la volontà dei vincitori? In virtù di che cosa poi? Il MSI deve molto a Papa Pacelli… Poi si legittimò (anche se mai completamente) grazie alla lungimiranza di Michelini ed Almirante, a quelle scelte obbligate, che più di “vassallaggio”, è pragmatismo realista. Partito borghese? Ma che vuol dire, certo che fu sempre un partito d’ordine, certo che rispetto ai NAR e Banda della Magliana era tutta diversa cosa… Chi sognava la Rivoluzione, la ribellione, i fantasmi di Leonida nel tramonto di Berlino in fiamme ecc. aveva possibilità di andarsene altrove…

  23. Cara Vendetta, tu in realtà, non confermi interamente quello che dico, solo perché forse non ti ricordi che nella mozione di AN scaraventata nelle federazioni come una bomba, si affermava :”È giusto chiedere alla destra italiana di affermare senza reticenza che l’antifascismo fu un momento storicamente essenziale per il ritorno dei valori democratici che il fascismo aveva conculcato” e che poi, a Fiuggi, quell’infame di Fini parlò di “casa del padre” a cui non si sarebbe più tornati.
    Lui, infatti, ci auguriamo che invece di tornare a casa se ne vada in carcere, come largamente merita.
    È questo cambio di fronte che io testardamente continuo a ribadire.
    Prima di queste tesi, neanche nella scissione di Democrazia Nazionale, si era arrivati, anzi neanche ci si era avvicinati ad un tale tradimento.
    Qualcuno di voi può pensare che un Ernesto De Marzio o un Gianni Roberti fossero diventati antifascisti?
    È questo il punto: gli avvicinamenti alla DC in nome dell’anticomunismo, gli alti e bassi rispetto agli Usa, ad Israele, ai Palestinesi e persino all’Iraq fanno parte delle incertezze tattiche tipiche della politica, ma non significano “cambiare casa” anzi lasciare la casa del padre.
    Spero di essermi spiegato o, meglio, di aver ricordato come veramente andarono le cose dal 1992 (mani pulite e migliaia di saluti romani sotto Palazzo Venezia) al 1994/1995: professione di fede antifascista e servizievole (a quqle prezzo?) appoggio a quel fanfarone di Berlusconi, sceso in politica per evitare il fallimento dopo che era scomparso il suo protettore Bettino Craxi.

  24. X Luciano
    su questo tema della ‘casa del padre’ io non mi ritrovo. Sono stato un militante del Fdg, ho fatto campagne elettorali per il MSI sono stato un rautiano della ‘prima ora’, ma per me la casa del padre non è mai stato il partito bensì La Dottrina e l’Ideologia, padre e madre sono le Idee ed i Valori che mossero il mondo per usare una espressione di un titolo fortunato ( … il libro perché del personaggio meglio non parlarne, pace ai morti …).
    Venendo da una certa formazione, peraltro, considero molto più importante La Milizia, ‘l’Ordine’ al Partito in sé. …

    Continuo a sostenere che tra il vecchio MSI/DN ed AN dopo Fiuggi non ci sia stata alcuna differenza di natura sostanziale perché in Italia la destra è stata da sempre antifascista e perfino quando si era in pieno regime fascista “la destra nazionale’ ha remato contro il regime stesso…
    E non è una mozione che cambia la natura di una tendenza culturale, casomai la sdogana definitivamente…. e quella mozione ha chiarito dove è sempre stata la destra nazionale…

    Ora è chiaro che questa è una semplice contesa di carattere storiografico ma ha un peso determinante.

    Perché se non riusciamo a storicizzare il Neofascismo con le le sue mille contraddizioni e complessità si rischia da un lato di gettare ‘il bambino con l’acqua sporca (e molti e questo che vorrebbero …. ).

    D’altro lato se non si capisce quale è battaglia culturale e il Nemico Principale da affrontare rischiamo di ricadere negli stessi errori del passato…

    E questo forum che mette bene in evidenza le posizioni di cosa è ‘la destra ‘ e che cosa è l’evoluzione corretta di ciò che fu ‘Essenza” o ‘Essenzialità del progetto originario che era ben oltre la destra e la sinistra ed era contemporaneamente destra e sinistra.
    Et Et e non Aut Aut ….
    Ci aspetta qui di una nuova battaglia di identità CULTURALE RADICALE , per non venire schiacciati un domabi dai Soros e dai Bannon in uno scenario post ideologico tutt’altro che rassicurante …
    Un saluto cordiale

  25. Spero ci siano altre occasioni come questa, in cui, finalmente, si cerca di spiegare fin dalle origini come sia potuto accadere che una grande comunità che, nel novembre 1993, con tutti i limiti che non nego, era rappresentata dal primo partito d’Italia, cioè l’MSI (rileggetevi i dati elettorali, se non ci credete) si sia venduta a Berlusconi ed all’antifascismo.
    Non si può rivendicare un ruolo per la cultura alternativa al sistema scrivendo per i giornali di Berlusconi, lavorando per le sue televisioni o per le sue case editrici.
    E non si può neanche sperare che se un Sangiuliano dirigerà il TG2, questo aprirà degli spazi.
    NON BISOGNA Più VENDERSI solo perché bisogna guadagnarsi (qualcosa più di) di uno stipendio.
    Persino in questa Italia si è potuto frequentare Evola e Pound (Romualdi partecipò al funerale di Pound).
    Un po’ di orgoglio, suvvia!

  26. Si Luciano è vero che nel 1993 il Msi/Dn era al massimo dei sondaggi ma credimi, senza alcun merito, casomai solo per il demerito degli altri. Eravamo in pieno ‘Golpe’chiamato mani pulite e i magistrati si stavano liberandò per ordine degli Inglesi e degli Americani del vecchio ordine ammucchiato in discesa.
    E un altra cosa. Berlusconi dal 1992 aveva già pronte le buste paga, tutti i tesserati della P2 erano pronti ai nastri di partenza, ma quello che fu fatto a Fiuggi ( non la critica al Fascismo ma il riconoscimento antistorico dell’antifascismo ) fu una scelta libera e consapevole di tutta la classe dirigente missina, rautiani e neodestri illuminati in testa, dirigenti del nulla che già assaporavano l’effetto sull’estratto conto e le rendite che sarebbero finalmente arrivate dall’indotto della poltica.
    Dare a Cesare quel che è di Cesare…

  27. Al massimo dei voti, non dei sondaggi…
    Ma, comunque, a qualcuno sarà servito ricordare qualche verità, qualche dato certo perché sono oltre venti anni che si raccontano altre storie per bocca dei traditori che, in quanto tali, solo falsità possono raccontare.

  28. “I traditori” come li chiami Tu ormai sono fuori scena da tempo , fagocitati dai loro stessi errori, dalla loro stessa pochezza umana , dalla loro stessa superficialità, rimane qualche scampolo nei FdI e in Forza Italia piu’ alcuni transfughi che stanno cercando lo spazio nella Lega di Salvini per tirare a campare . Ma il problema non è questo, tanto opportunisti ed arrivisti ci saranno sempre , in ogni formazione ed in ogni tempo.
    Il regime fascista era pieno di opportunisti paraculi e voltagabbana.
    Il problema attuale è come creare una dimensione culturale un “Presidio Ideologico Radicale” , un argine alla liquidità, che sia in grado di orientare dentro la deriva sovranista, perchè oggi a differenza di ieri mancano perfino gli anticorpi di base per capire cosa sta succedendo …

    Non vedi che cercano di metterci all’angolo sul tema dell’Immigrazione ( ovvero l’effetto drammatico del Capitalismo occidentale e della globalizzazione mondialista ) mentre noi stiamo cercando di uscire dall’angolo, mettendo in LUCE LA CAUSA, andando a spingere sul tema della Multipolarità, della difesa delle specificità, andando a indicare la crisi totale dell’Occidente come Sistema di Valori ?

    Ma stai seguendo il dibattito sul quiz che ricerca ” Il fascista che in Te'” e lo spazio lasciato a quella psicolabile della Murgia/Srherk, lo spazio che gli stanno dando ?

    Credimi che quello che ci hanno combinato Fisichella e Tatarella, Fini e Gasparri, Alemanno e compagnia bella nel 1995 è nulla rispetto a quello che ci stà piovendo addosso …

    Okki aperti, stare all’erta, perchè le provocazioni diventeranno sempre piu’ sottili e perniciose, presidiare sempre le piazze , i quartieri, ma anche la Rete i Forum, e noi stessi ….

  29. Quello che dice De Turris è sacrosanto; solo che all’egemonia culturale della sinistra coincide sempre l’assenza totale di un presidio culturale credibile ” di destra ” semplicemente perchè alla destra nazionale della cultura non frega un fico secco; essendo considerata di sinistra e quindi “gramasciana” l’occupazione sistematica e totalitaria dello spazio culturale, quello che fa la sinistra da sempre ; ecco un altro motivo perchè il Fascismo va considerato “di sinistra” e non ” di destra ” …
    Perchè per il Fascismo (a differenza della destra) , in maniera totalizzante e sistematica , era necessario occupare , permeare, presidiare tutti e dico tutti gli spazi culturali facendone valere la propria egemonia …
    E forse questo è il motivo per cui esiste oggi un paradossale incontro tra personaggi che provengono da storie diversissime come Diego Fusaro e/o Marcello Veneziani o tra Giulietto Chiesa e Marcello Foa e così via …
    Tra “visionari” Gramsciani e Gentiliani/Evolianio si capiscono, parlano lo stesso linguaggio, arrivano alle stessa medesime analisi e conclusioni …

  30. Catilina. “…per il Fascismo in maniera totalizzante e sistematica era necessario occupare, permeare, presidiare tutti gli spazi culturali facendone valere la propria egemonia”. Sì, è vero, ma quella cultura era stata ereditata dall’Italia Liberale (ergo di destra) in massima parte. Con un po’ di sinistra. Quando il fascismo regime crollò la cultura che esso aveva protetto o promosso, non disprezzabile certo, tornò o emigrò in massima parte altrove… La “fascistizzazione” della cultura si rivelò ‘granitica’ come le nostre Divisioni…

  31. Cultura liberale Oriani Soffici Papini D’Annunzio Marinetti Gentile …? Ma andiamo al contrario ; cultura politica liberale Mazzini Ferrari Pisacane Foscolo Dante Macchiavelli ?
    Forse l’ ideologia Italiana ha tutte le famiglie in sé tranne quella liberale …
    Per non parlare dei fascistizzati della seconda generazione i Berto Ricci i Nicolò Giani ecc.ecc. Suvvia ….
    Il partito comunista italiano saccheggio’ la cultura di Massa Fascista e le sue classi dirigenti sindacali proprio perché ‘antropologicamente simili’ e predisposte all’egemonia totalizzante ….
    Mi dispiace Felice ma questa idea del Fascismo con ‘interegunm neutro’ tra due fasi di democrazia parlamentare liberale non regge …. neanche se questa era l’idea di De Felice….
    Per fortuna il Fascismo rimane un quid non digeribile non biodegradabile non storicizzabile … Enzo Erra e Giorgio Locchi T Kunnas e Zeev Sthernell ne hanno definito L’Essenza ….
    Ed è per questo che ancora viene temuto e/o osteggiato altrimenti sarebbe finito tutto nella nuvetta rosa… cosa per fortuna molto improbabile. ..

  32. Non ho scritto “cultura liberale”, ma cultura ereditata dall’Italia liberale. De Amicis, ad esempio era socialista e monarchico (come mio nonno (!), eppure era un prodotto dell’Italia liberale, come d’Annunzio ed infiniti altri… Il fascismo viene osteggiato perchè ha perso la guerra, perchè qualcuno si ricorda di alcuni ben conosciuti ‘campi’ dalle parti di Germania e Polonia… e perchè quel ‘salamone? di Mussolini, che pur aveva tanti meriti, alla fine della sua vita volle sciaguratamente legare il fascismo al nazismo, pur essendone così diversi… Circa l’egemonia totalizzante che non sopporto a sinistra non me la augurerei certo per la destra… I risultati li abbiamo visti sulla nostra pelle, Italia occupata dalla schiuma di eserciti stranieri, città ed opere d’arte distrutte, morti ‘alla caxxo’ in quantità, norte della Patria…Saluti!

  33. A noi serve una sintesi organica di quella che Veneziani chiama “Ideologia Italiana” ed è un summa di tendenze che il Fascismo riuscì a trasporre in sintesi suprema a vantaggio di Stato Etico e Nazione Sociale; certo che dentro c’è De Amicis e Massimo D’Azeglio, certo che dentro ci sono Gioberti e Pisacane, certo che dentro ci sono monarchici e repubblicani, ma quello che conta è il FASCIO DI FORZE , dietro la cui ORMA occulta c’è ROMA …

    E questo è un disegno/destino Imperiale che si sarebbe comunque scontrato con le democrazie liberali e mercantili di Occidente che hanno sempre pensato all’Italia come il loro ” giardinetto di arte e delizie culturali e culinarie “.
    Invece, in questo giorno particolare, che è dedicato alla nostra Dea Vittoria ( la Diche alata di Samotracia ) ci sono ben 600.000 morti fatti di Sangue e Carne che dicono che l’Italia è Altro e vuole essere Altro, rispetto al giardinetto delle delizie; e puo’/deve assurgere e tornare ad assumere il suo ruolo guida nell”Europa di Mezzo.
    Per questo giorno caro Felice, Ti dedico questa versione del Canto degli Italiani , che Ti farà piacere , perchè recitata da quel gigante della poesia e del teatro che era Alberto Lupo, che mia padre mi faceva ascoltare da bambino … Il mio Fascismo è Universale , inclusivo e”non esclusivo” delle forze sane della Nazione Sociale
    ( Liberi Nazionali Sociali )…
    https://www.youtube.com/watch?v=GVxQ0NBFXb4

  34. Grazie! Ciò che era ampiamente al di sopra delle nostre risorse, quindi velleitario, era “il disegno/destino Imperiale” che le trincee della WWI avevano in qualche modo coltivato… L’Italia non poteva assumere nessun destino di guida. Puro bla-bla, chiacchiere alate, pura retorica. Pericolosa. Dovevamo diventare un Paese moderno, prima, sconfiggere l’analfabetismo, una cultura familiare e sociale spesso da oscuro medioevo…ecc.

  35. Purtroppo bisogna ammettere che la conclusione di Felice è sacrosanta, sebbene col senno del poi..

  36. Parole del Ministro Villari, 1866, dopo Custoza:“Bisognerà che l’Italia cominci col persuadersi che v’è nel seno della nazione stessa un nemico più potente dell’Austria, ed è la nostra colossale ignoranza, sono le moltitudini analfabete, i burocrati macchina, i professori ignoranti, i politici bambini, i diplomatici impossibili, i generali incapaci e la retorica che ci rode le ossa. Non è il quadrilatero di Mantova e Verona che ha potuto arrestare il nostro cammino, ma è il quadrilatero di 17 milioni di analfabeti e di 5 milioni di Arcadi”.

  37. E’ già la dimensione Imperiale e Nazionale va bene solo per la cultura anglosassone , per i francesi per gli americani ….
    Li’ sono tutti alfabetizzati e sanno fare di conto …
    Qui nel Paese di Dante e Macchiavelli di Leonardo e del Bernini, di Marconi, Marinetti e d’Annunzio e con una legislazione sociale e la Scuola di G. Gentile che ci invidiavano in tutto il mondo, siamo tutti degli analfabeti, incapaci e vigliachetti e possiamo aspirare solo ad essere degli schiavi liberti dei soliti noti ….
    E vero che i democristiani sono “infiltrati” come tipologia umana dai Naziskin fino agli anarco-insurrezionalisti, ma da qualche parte nascosta avremmo pure qualche elemento di pregio o no … ?

  38. Gli elementi di pregio consistono, a mio avviso, nel valorizzare le qualità, l’eredità culturale e storica,le inclinazioni superiori, non voler aspirare all’Impero nel 1935 quando non hai petrolio (quello della Libia si sapeva che c’era, ma costava troppo estrarlo), carbone, ferro ed altre materie prime, un’industria di qualità ma piccola, e devi passare dal Canale di Suez per raggiungere il suo cosiddetto Impero,le cui chiavi sono nelle mani franco-inglesi e ti fanno passare solo se a loro fa comodo… Con Dante e Machiavelli e Leonardo rfiempi i sussidiari, ma non crei Panzerdivisionen (con finiti i tempi delle Termopili), al massimo milioni di baionette con le quali pulirti le unghie…. Come diceva il Re (magari si fosse fatto sentire prima): è da troppo tempo che in Italia chiamiamo Divisione una sedia, ma una sedia rimane…

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