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Europei Under21. Italia in finale con il coltello tra i denti di Borini alias Capitan Harlock

Pubblicato il 15 giugno 2013 da Michele Chicco
Categorie : Scritti Sport/identità/passioni

fabio boriniIl bottino del Pirata, questa volta, è davvero ghiotto. Ha strappato il ticket della finale, poi, proprio a quegli arancioni che, nella storia, ai corsari hanno opposto resistenza. Fabio Borini l’ha buttata dentro quando nessuno se l’aspettava: gli olandesi la stavano facendo da padrona, ma il suo guizzo ci porta dritto a Gerusalemme per giocare la finale dell’Europeo Under21.

pirata_teschio_coltelloColtello tra i denti, Capitan Harlock è l’eroe che ci fa “volare”, a bordo del suo veliero, verso mete sconosciute perché Italia-Spagna sarà solo un remake della sfida amaramente persa il primo luglio scorso. Questa volta saranno i fratelli più piccoli a scontrarsi sul terreno verde ed è tutto in gioco. Gli italiani sono arrivati in finale in silenzio, facendo le cose per bene dall’inizio e adesso se la giocheranno senza alcun timore. Come sanno fare solo i pirati, capitani coraggiosi.

Tre tocchi: stop, scarto e tiro (morbido). È così che Capitan Harlock ha rovinato i piani arancioni e ha fatto urlare, ah la felicità!, gli italiani appiccicati al televisore e innamorati di questa Under umile e tenace. Fabio Borini è, davvero, uno dei simboli di questa nazionale: è un calciatore che è stato mandato a Liverpool – città di mare, porto di pirati – perché i club nostrani erano troppo presi dai nomi esotici per poter accorgersi di un piccolo fenomeno cresciuto a pasta e pallone.

No, lui non si è lasciato abbattere dalle scelte societarie ed ha continuato a fare il pirata oltremanica. Ma è tornato, qui in Italia, giusto in tempo per fare l’assalto decisivo all’avversario di turno.

Capitan HarlockCapitan Harlock, a Petah Tikva, ha fatto solo il suo mestiere: ci ha regalato una finale, buttando quella palla proprio in quell’angolino. Ha rubato il bottino per ora più prezioso. Adesso, coltello fra i denti, gli azzurrini sono ad un passo da quel baule, a forma di coppa, pieno zeppo d’oro.

Di Michele Chicco

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