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La lettera. A destra non servono alchimie ma una chiara proposta politica

Pubblicato il 16 giugno 2013 da Marco Vailati
Categorie : Cultura La Destra riparte da... Politica Scritti

corteo-150Non servono alchimie, basta un po’ di razionalità per evitare di affondare nelle sabbie mobili del pessimismo nostalgico e del futurismo senza fondamenta. Prima autocritica, poi proposta. La politica la fanno le persone quindi è da lì che bisogna partire. La destra in Italia non è tranquilla, piuttosto un polipo isterico che in preda al dolore per cicatrici mai rimarginate sbatte i tentacoli a destra e a manca senza logica. Le cicatrici, appunto. E il rancore di quasi tutti quelli che hanno provato a tenere in mano il timone. Siamo una manica di bastardelli supponenti e mentiamo se non lo riconosciamo.

Predichiamo idee e valori, razzoliamo protagonismo da banale sindrome del chi fa partire i cori col megafono. Facciamo a gara a chi ha pagato di più e non sopportiamo chi sorride e chi ce la fa senza rischiare la pelle. Siamo un po’ come chi si fa la galera convinto di essere innocente e, una volta fuori, vomita rabbia sul mondo ingiusto. Tutti capi, ovviamente. Con una curiosa qualità: da noi tutti sanno fare tutto. Tutti pensano, tutti decidono, tutti comandano, tutti si candidano, tutti dicono che il problema è più complesso. Quando si parte, il chi fa cosa è il logico e fondamentale punto di partenza. Perché se dobbiamo costruire una casa, il muratore deve fare i muri, l’imbianchino deve dipingere le pareti e l’elettricista si occupa della corrente. Se l’idraulico monta le finestre e il giardiniere fa il tetto, la casa cadrà a pezzi. Il chi fa cosa, che è base necessaria di idee e azioni solide e durature, in grado di restare in piedi anche dopo dolorose batoste elettorali. A sinistra, per capirci, anche chi deve rubare viene istruito a farlo bene. Di qua se sei uno studente modello ma sei timido e non hai voti, sei un pirla. E se provi a dire che vorresti essere utile a quella che chiamiamo comunità facendo ciò che sai fare, ti dicono che sei invidioso, che ne devi fare ancora di strada, che loro sono cresciuti a colla e merda, che loro c’erano. E il bello è che tu ci credi pure. Dal chi fa cosa nasce il come. E qui c’è la proposta politica, che deve essere semplice e consapevole. Su immigrazione e integrazione decidiamo cosa vogliamo: se continuiamo a stare a metà tra inseguimenti al “fuori a calci in culo” della Lega e aperture moderniste finiane, chiuderemo per confusione. E decidiamo parlandone al futuro, perché negli anni ’70 c’erano i fascisti e i comunisti ma gli immigrati non esistevano e quel passato che ha tenuto insieme una certa destra politica oggi è remoto e troppo imbastardito. Immigrazione e integrazione, riforma del lavoro e impresa, diritti e giustizia, nord e sud, grandi opere, ambiente, enti locali, slot machine, Imu, Iva, autovelox e tutto quanto si incontri ogni giorno quando si esce di casa. E in fretta, altrimenti continuiamo a essere quelli che aggiornano Facebook e Twitter ogni tre minuti esternando superbamente pena verso quelli che fanno politica alla tastiera senza avere alle spalle una storia di dolori, pene e cicatrici.

*Pavia

Di Marco Vailati

Una risposta a La lettera. A destra non servono alchimie ma una chiara proposta politica

  1. Vailati….”e tutto quanto si incontri ogni giorno quando si esce di casa”..Ed Io dico se per 50 anni hai dato i tuoi 20…30…35 anni ad un partito,nel momento(qualunque sia la causa)del bisogno a chi devi rivolgerti se non al tuo partito di riferimento,o no?Io mi sono rivolto a tanti dell’area di riferimento(calmi non ho chiesto soldi,non lavoro,non impiego)e sempre dopo altri interventi per altre categorie e dopo accadimenti a cui sarebbe stato opportuno dare risposte oltre che sfruttare politicamente.E che ancora oggi non si vuol comprendere fino in fondo il problema.E cioè.Ho chiesto una sanatoria previdenziale per artigiani e commercianti al solo dovuto senza le more e gli interessi che loro stessi recentemente si accorgono che siano “mafiosamente da usura”.Ma ho chiesto un interessamento per le migliaia di persone in queste condizioni(chi ricorda le proteste in Sardegna di qualche anno fa e le “buone abitudini”serali di tanti “volenterosi”nei riguardi di equitalia?)non per la mia sola persona.E sempre dopo aver visto il condono previdenziale per i soli agricoltori(al 29% del dovuto) fatto dal governo Prodi del 2006 e dai “nostri”non contestato.E dopo aver visto il condono(perchè era un condono)del rientro dei capitali illecitamente esportati all’estero col solo 5% di interesse.Mi/ci hanno mandato affanculo.Occupati a soddisfare “ballerine”di ogni tipo,dato l’esempio del loro nuovo “proprietario”…come potevano occuparsi di noi e dei nostri problemi?Intralciavamo il “traffico”.E abbiamo contribuito…al tentativo di affossamento.Perchè il tempo dell'””a prescindere”è finito…e nessuno potrà mai toglierci il diritto “all’astenzionismo”…per ora.Scusate l’ardire…

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