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Il caso. Ingroia interrompe la tarantella e abbandona la magistratura

Pubblicato il 14 giugno 2013 da Eric Cantona
Categorie : Politica

ingroia2Tra veleni e vittimismo Antonio Ingroia lascia la magistratura, interrompendo il tormentone sul suo possibile impiego nel tribunale di Aosta. La decisione è stata ufficializzata con una intervista a Repubblica.

Il magistrato siciliano ha definito “punitiva” la scelta del Csm di ricollocarlo dopo la trombatura alle politiche ad Aosta, ha accusato l’Anm di esser stata ingenerosa nella difesa dei giudici impegnati a Palermo in Procura e a preannunciato un rilancio del suo impegno politico con il movimento “Azione civile per la costituzione”.

Dura le reazione agli attacchi ricevuti del presidente dell’Anm, Rodolfo Sabelli: “La destinazione alla procura di Aosta è legata alla normativa, a quanto dispongono la legge e le circolari del Consiglio superiore in ordine alla destinazione di magistrati che fanno rientro dal mandato elettorale o dalla partecipazione a una competizione elettorale. Nessuna discriminazione, nessuna forma di ritorsione”. E infine lo ha invitato a vuotare il sacco (se mai fosse pieno) in merito all’inchiesta sulla trattativa Stato-Mafia: “Se conosce fatti a noi ignoti, li renda noti”.

Telegrafico Maurizio Gasparri del Pdl: “Non è grave che Ingroia lasci la toga. È grave che l’abbia indossata”. Ironica Laura Ravetto: “Per coerenza Ingroia dovrebbe chiamare il suo movimento non azione civile, ma azione penale…”.

Di Eric Cantona

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