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Cultura (di P. Isotta). Se nel Larario di Pompei c’è tutta la sapienza dell’Antico

Pubblicato il 6 ottobre 2018 da Paolo Isotta
Categorie : Corsivi Cultura

(Gli affreschi scoperti nel Larario alla Regio V degli scavi di Pompei)

Guardo “Rainews” e leggo che a Pompei è stata scoperta una nuova casa, o almeno una nuova stanza. Dedicata al culto dei Lari.

Dieci fotografie mostrano un affresco d’incanto. Da quel che scorgo, oltre uccelli, dipinti con una delicatezza commovente, quella che mi pare una testa di cavallo, ma così affusolata che nella miniatura del Medio Evo diverrà quella del liocorno. Un policromo pavone. Due leoni che azzannano alla caccia un cinghiale. La Natura, contemplare la quale è gioia: per l’Antico. Un sentimento panico che rinasce a volta a volta anche nel Medio Evo, e che il cristianesimo non riesce a reprimere. Poi, due simboli centrali. Una pigna, e ai suoi lati bellissimi serpenti color dell’oro che avvolgono in senso circolare le spire. C’è tutta la filosofia dell’Antico.

La pigna è il simbolo della morte, d’immemoriale antichità; e sovrasta anche il tirso delle seguaci di Dioniso, dio della morte rituale e della rinascita, perché smembrato e poi risorto; come Osiride. A fianco, un uomo con testa di cane. È Anubis, il dio egizio che presiede agl’Inferi, un po’ Ermes, un po’ Ade: nel sincretismo religioso tipico della tarda Repubblica, del primo Impero. Ci fosse un’immagine di Mitra, avremmo tutto.

E l’aureo serpente che col corpo disegna un cerchio. È il simbolo dell’Eterno Ritorno. La morte, la vita, l’Eterno Ritorno dell’identico.

Pensiamo al giudeo-cristianesimo: il Tempo come linea, che incomincia con la Creazione dovuta al capriccio del Dio ebraico – quando gli antichi sapevano perfettamente che la materia è eterna è increata -, si ferma con l’Incarnazione e, o, colla finis temporum e il Giudizio che condanna al fuoco senza fine chi è difforme: per razza, per pensiero. Quale infinito regresso culturale! (Sant’Agostino viene definito “filosofo” anche da molti colti storici …) Nel giudeo-cristianesimo, il serpente incarna il Male: perché vuole infondere alla bestia Adamo il senso della conoscenza. E la conoscenza è il Male stesso. Onde il Peccato Originale. Per il mondo antico, il serpente è il simbolo del messaggero degli Dei, Mercurio, e il simbolo di Esculapio, la medicina che risana divinamente. E voi? Siete dalla parte delle fiamme eterne o dell’Eterno Ritorno?

@barbadilloit

Di Paolo Isotta

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