0

La lettera. Concreto e curioso: vi racconto il “mio” sindaco Leonardo Latini

Pubblicato il 7 ottobre 2018 da Marco Petrelli
Categorie : Parola ai lettori

Nato da una intuizione. Non un modo di dire, né una simpatica chiave di lettura per lelezione del primo sindaco della Lega (e secondo del centro destra) nella città di Terni dal 1944 ad oggi.

Lintuizione di un gruppo di giovani, tutti under 35, che qualche anno fa pensarono proprio allavvocato ternano quale possibile candidato per sfidare il centro sinistra, forza di governo cittadino, e il Movimento 5 Stelle formazione dallevidente capacità comunicativa e di aggregazione.

La mente (se vogliamo chiamarla così) di quella proposta è il primo nucleo della Lega giunto a Terni nello stesso periodo in cui Salvini cominciava a farsi e a far conoscere i suoi progetti politici. Insomma, laccoglienza iniziale non fu calda: indifferenza e diffidenza tanto delle sinistre quanto del centro-destra verso un partito ancora percepito come nordicoe nato in Umbria sullonda del salvinismo da social.

Tutto cambia quanto le attività incentrate su problemi semplici, cioè che la gente coglie perché percepisce come appartenenti al suo quotidiano, gettano le prime fondamenta di un consenso che ha lasciato senza parole Terni e lItalia senza parole. Un sindaco della Lega nellultima Stalingrado. A distanza di quattro mesi uno non riesce ancora a crederci. Ma soprattutto dà lidea di un modo diverso di fare politica: occuparsi prima di tematiche immediate: viabilità, sicurezza, rifiuti, servizi.

Ma perché proprio Latini? Avvocato sotto i cinquanta, stimato e apprezzato tanto dal centro destra quanto dagli ambienti progressisti per le sue cultura e moderazione, Leonardo Latini inizia il suo percorso nel Fronte della Gioventù. Egiovanissimo e altrettanto giovanissimo abbandona la politica per dedicarsi allo studio e alla professione forense, senza tuttavia mai perdere linteresse per la cultura e la storia della destra che continua a coltivare sui libri. Ecco, unimmagine bella di Leonardo Latini è la passione per i libri, testi darea ma anche di tuttaltro segno, colore, genere. Daltronde la curiosità non spinge ad essere monotematici, semmai riflessivi e orientati allascolto, elementi del carattere che hanno certamente influenzato il giudizio degli elettori: nei primi tempi della campagna elettorale quella curiosità era anche animato i cittadini, specie perché Latini non era mai stato visto candidato in una lista, in un talk show locale al tavolo di un summit politico. Uno sconosciuto insomma, che tuttavia interessava e stuzzicava perché nei suoi discorsi e nel suo programma si faceva riferimento alla città, non a macro-argomenti sicuramente interessanti ma non tangibiliper i cittadini. In altre parole, il come bloccare limmigrazione clandestina e il traffico di uomini è un argomento di sicuro interesse ma non per un amministratore locale né per un elettorato che si domanda come la sua città possa superare i problemi del degrado e di una differenziata mai del tutto decollata.

La candidatura e leffetto dellelezione di Leonardo hanno dunque avuto un effetto dirompente, suscitando tuttavia anche malumori e problemi: saper intercettare e comprendere le problematiche del quotidiano è un punto di forza, ma anche di invidia per quella politica che per anni ha tentato di costruire un consenso e che in ultima battuta ha visto trionfare un primo cittadino espressione di un partito ultimo arrivato.

@barbadilloit

Di Marco Petrelli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *