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Librerie non conformi. Sherwood, spazio libero (a Firenze) per cuori ribelli

Pubblicato il 29 Settembre 2018 da Antonio Fiore
Categorie : Cultura

Libreria Sherwood, Firenze

La Libreria Sherwood nasce, circa una decina d’anni fa, all’interno dei locali di Casaggì, lo storico “spazio identitario” fiorentino, già corredato di una birreria, di una sala per conferenze e concerti e di uno sportello sociale aperto ai cittadini. Ristrutturata e ampliata nel tempo, è oggi un punto di riferimento per centinaia di militanti e di simpatizzanti provenienti da ogni angolo della Toscana. Curata nei minimi dettagli estetici – con l’esposizione di un archivio storico che racchiude volantini e manifesti della destra radicale europea – la Libreria Sherwood offre centinaia di testi rari e non conformi, essenziali per la Formazione del militante, scomunicati dalla cultura ufficiale e introvabili nei circuiti commerciali. Oltre al vasto orizzonte della Tradizione, sugli scaffali della libreria si possono trovare sezioni dedicate alla spiritualità, alla cultura orientale, alla storia europea, alla strategia militare, alla saggistica, all’attualità, alla storia della destra e alla narrativa non allineata: un viaggio nella Weltanschauung identitaria e nazional-rivoluzionaria, accompagnato dalla presenza di decine di riviste e fanzine autoprodotte. E’ proprio dagli animatori della Libreria Sherwood che, nel settembre del 2017, hanno preso vita le Edizioni di “Passaggio al Bosco”, che risultano anche le più vendute nel centro librario fiorentino.

Nel sito web di Casaggì, il progetto è presentato con queste parole: “Sherwood, come la foresta di Robin Hood: la casa di chi lotta contro il potere maledetto dello sceriffo di Nottingham. Sherwood, perchè jungerianamente, i ribelli passano al bosco. Sherwood, perché è la natura che vince la metropoli, è il selvaggio equilibrio delle cose che spazza via la razionalità positiva. Sherwood, perché gli alberi hanno radici profonde e chiome che si stagliano al cielo. Sherwood, verde come il polmone del mondo, ossigeno per le menti libere e legna da ardere per le membra intorpidite”.

Di Antonio Fiore

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