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Serie A. CR7 fa doppietta e smonta le critiche, quanta ipocrisia su Costa

Pubblicato il 17 settembre 2018 da Careca
Categorie : Pallone mon amour

Ora che ha fatto due gol al Sassuolo, Cristiano Ronaldo ha finalmente pagato il prezzo richiestogli dal campionato italiano per scorazzare nelle praterie della Serie A.

Finisce dopo quattro giornate il primo tormentone della stagione. E ne esce, CR7, pure rafforzato: sì, perché per concentrarsi al meglio sugli impegni in bianconero s’è negato la partecipazione, con il suo Portogallo, alla prestigiosa (ehm…) Nations League, tentativo estremo dell’Uefa per dare senso, interesse e valore (leggi diritti tv) alle amichevolucce tra rappresentative nazionali.

Le due reti di Cristiano Ronaldo non saranno di quelle che hanno costretto il pubblico dello Juventus Stadium ad alzarsi in piedi ad applaudirlo mentre, ancora indosso la camiseta blanca, si ribaltava nell’area di rigore bianconera. Una, la prima, è roba da perfetto opportunista che mette a reddito uno svarione difensivo clamoroso. La seconda, invece, calca il segno della sua classe perché nel duello supremo, tra lui – attaccante – e il portiere avversario, piazza la palla lì dove l’estremo difensore non può arrivare mai dando l’impressione di aver fatto una cosa di una semplicità estrema.

CR7, quindi, risolve una partita dura che il Sassuolo voleva combattere, non fosse stato altro che per togliersi l’antipatica nomea di Scansuolo.

Un capitolo a parte merita, invece, la questione Douglas Costa. Ha perso le staffe, il brasiliano, e ha lanciato sputi all’indirizzo del povero Di Francesco. Per tutta la giornata di ieri non s’è parlato d’altro. Beati i poveri di spirito.

A quel che è parso di capire, i calciofili si sono indignati perché il gesto di Costa non costituirebbe un buon esempio per i ragazzi che si affacciano allo sport. Fermo restando che proprio non è edificante sputare addosso a un avversario, la manfrina secondo cui i calciatori, gli sportivi, chiunque appaia in televisione debba ricordarsi di essere modello è francamente stucchevole.

Il fair play è qualcosa da imporre all’avversario, da ignorare per sé. Tracima in una sorta di calcisticamente corretto per cui il calciatore deve presentarsi in campo con tanti buoni propositi (spesso vergati sulle magliette di inizio partita) perché ha responsabilità sociali. Una follia. Si chiede al giocatore quello che non si osa chiedere più al politico.

E la cosa più paradossale è che certe critiche arrivino proprio da chi, assicura, s’è stufato di vedere calciatori innalzati a divinità pagane sull’ara del pubblico. Insomma, decidetevi: o sono dei ragazzoni cretini (e allora ci sta pure che ogni tanto sbrocchino e si prendano le conseguenze) oppure sono dei santini integerrimi. Ma se decidete per la seconda, poi, non lamentatevi delle conseguenze.

 

Di Careca

3 risposte a Serie A. CR7 fa doppietta e smonta le critiche, quanta ipocrisia su Costa

  1. Se non ti chiami Totti non hai alcuna giustificazione…

  2. Il problema del gesto di Douglas Costa non è ovviamente nella mancanza di fair play o altre amenità del genere di buon esempio a non si sa chi, ma nel fatto che era un gesto assolutamente ingiustificato, visto che il povero Di Francesco non aveva fatto assolutamente nulla per provocarlo, ed anzi poco prima si era pure preso una mezza testata e una gomitata dallo stesso giocatore brasiliano, stando in silenzio e non protestando più di tanto come altri invece avrebbero platealmente fatto buttandosi e rotolando a terra… Quindi per quanto mi riguarda onore a Di Francesco. Un ultima cosa, nella Premier League dove pure il gioco è molto più “maschio” che qui da noi, mai si vedono gesti del genere, e anche il buon Paolo Di Canio ai tempi vinse il premio fair play nonostante molti episodi ed espulsioni che qui in Italia avrebbero censurato alla grande… In Inghilterra anche l’entrata dura, il Tackle violento vengono considerate azioni normali di gioco, contatti che denotano anche una certa “virilità” per chi le compie,mentre invece cose come simulazioni ed altro vengono severamente censurate, invece qui in Italia al contrario si piagnucola per ogni carezza e si censurano le entrate dure, ed è questo il problema… Invece lo sputo è un gesto da dementi e basta, quindi nessuna giustificazione ne per Costa ne per chiunque altro, si chiami Totti, Tizio o Caio, è un fatto di dignità non di buon esempio.

  3. Mi stupisco che, pur essendo nero, il buon Douglas Costa – certo colpevole, ci mancherebbe, agli insulti eventuali si responde con altri insulti, al massimo con un cazzottone… – non sia stato aproristicamente canonizzato, o almeno ampiamente giustificato, dalla solita disinformazione di sinistra. Sarà perchè non è africano, ma brasiliano? O perchè veste la maglia dell’odiata Juventus?

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