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Dragonera (di P. Buttafuoco). L’Italia è razzista? No, si sta adeguando all’Occidente

Pubblicato il 12 settembre 2018 da Pietrangelo Buttafuoco*
Categorie : Corsivi

L’Italia è razzista. Altroché. 
E avrà ragione l’Onu con Michelle Bachelet, l’Alto commissario per i diritti umani a dirlo.
E lo è a tal punto che nella sua radice più sfacciatamente razzista – l’epoca coloniale e, manco a dirlo, fascista – l’Italia non faceva come la liberale Inghilterra o la giacobina Francia. E neppure come fanno ancora oggi gli Stati Uniti d’America quando “esportano” la democrazia: parcheggiando i suv Hummer direttamente sulle ossa dei morti e sulle macerie delle nazioni invase.


Ma l’Italia è razzista.
In quello che è oggi, e in quello che è stato quando – patria universale, armata di Diritto e grata alla Civiltà mediterranea – non esercitava l’apartheid (quello che ancora oggi l’Occidente impone in un preciso angolo del mondo, ma non si può dire).
Non seguiva, insomma, l’Italia razzista, l’andazzo delle potenze occidentali.
Faceva le porcherie proprie della guerra – come l’uso dei gas contro gli eroici guerrieri armati di spade – ma dopo, non separava la vita degli indigeni da quella dei conquistatori, per farne ghetti (come ancora oggi si vede, ma nessuno lo dice, perfino nel multiculturale Canada, a Montreal, nelle riserve dei Nativi americani).
L’Italia faceva un’unica anagrafe, un’unica scuola e un’unica prefettura delle faccette nere. Perfino delle targhe automobilistiche faceva una stessa motorizzazione.
E l’Italia era così razzista che non faceva come gli inglesi che stabilivano marciapiedi diversi per gli esotici colonizzati. 
L’esercito – lo strumento di dominio – era così abbietto da organizzare camerate uniche con le brande per gli africani e gli “italiani”.
E così razzista poi, era l’armata in camicia nera da fare quello che mai e poi mai britannici, francesi, olandesi e portoghesi hanno mai fatto: costruiva caserme con la cappella cristiana e anche la moschea musulmana.
L’Italia era a tal punto razzista da far stampare e distribuire nel 1942 le copie del Corano, in lingua araba, ai propri soldati dell’Africa Orientale e Occidentale di fede islamica.
Faceva al modo di Roma antica, l’Italia: associava i popoli al proprio “destino”. Al punto che i combattenti eritrei – impartendo una lezione – si ritrovarono a onorare l’uniforme con i fregi di Casa Savoia a dispetto del tradimento consumato a Roma l’8 settembre.
L’ultima pagina di “Guerra in camicia nera” di Giuseppe Berto, uno dei pilastri della letteratura italiana contemporanea, è perfetta per spiegare l’ovvio razzismo degli italiani.
Ma capovolto nell’esatto contrario: noi scappavamo mentre una ragazza africana, scorgendo l’autocolonna andarsene via dall’Africa alzava il braccio nel saluto romano. Attestando l’esatto ius soli: l’italiana era lei, noi no.
Noi cominciavamo ad adeguarci ai parametri dell’Occidente.

*da Il Tempo del 12 settembre 2018

Di Pietrangelo Buttafuoco*

22 risposte a Dragonera (di P. Buttafuoco). L’Italia è razzista? No, si sta adeguando all’Occidente

  1. E sul treno da Massaua all’Asmara, costruito dagli italiani prima della Prima Guerra Mondiale, linea poi estesa ad Agordat e Biscia in epoca fascista, la II classe era unica, bianchi e neri negli stessi scompartimenti!

  2. Dove sarebbe praticato l’apartheid oggi? Onestamente mi sfugge.

  3. La reazione di Werner conferma la tesi di Buttafuoco.

  4. @Libero: la mia é stata una reazione ironica. So bene di quale Stato si tratta, ma forse é meglio non menzionarlo.

  5. Magistrale Buttafuoco.

  6. Noi proteggiavamo l’Eritrea dall’Abissinia. Chiaro che gli eritrei stavano con noi… Avevano tutto da guadagnare e nulla da perdere, come poi si vide…

  7. Scusate, ma (1938):
    – il divieto di matrimonio interazziale,
    – il divieto di iscrizione nelle scuole pubbliche,
    – il divieto di insegnare nelle scuole,
    – il divieto di svolgere il servizio militare,
    – il divieto di avere domestici di “razza ariana”,
    – il divieto di essere dipendenti di pubbliche amministrazioni, banche e assicurazioni,
    – il divieto di essere proprietari di terreni o fabbricati al di sopra di un certo valore,
    – etc…etc..
    cosa sono stati se non un regime di apartheid per gli ebrei italiani?
    Si può anche essere razzista, ma si dovrebbe avere il coraggio di ammetterlo. Invece che nascondersi dietro l’anneddotica del Corano ai soldati musulmani o della faccetta nera che ci saluta romanamente.

  8. Appunto, Caneoccidentalista. Oltre al fatto che citare braccia tese e camicie nere squalifica in ogni caso dal discorso.
    Buttafuoco è innamorato dell’Islam e costruisce mitologie che gli fanno comodo in funzione a priori anti-Occidentale. Ogni potenza coloniale ha apportato dei vantaggi ai territori colonizzati, bilanciati da un’adeguata quota di sfruttamento. Se gli italiani lo hanno fatto, apparentemente, meno è dovuto al fatto che laggiù da sfruttare non ci fosse granché. Ciò non toglie nulla agli splendidi rapporti che intercorrono con l’Eritrea, territorio che ha certo molto beneficiato del controllo italiano in funzione anti-abissina, come faceva notare Felice.

    Sarebbe invece interessante riflettere sulle origini illuministe del razzismo, come fece Eric Voegelin.

    O, come Marco Respinti su La Bussola Quotidiana, sul pulpito dal quale proviene la predica e dunque sull’appoggio alla sterilizzazione per i “non socialmente utili” propugnata in tempi non sospetti dalla Bachelet sulla scorta del mentore Allende.

    Ma questo non importa. L’importante è prendersela con l’Occidente e proclamare il dogma del bravo italiano.

  9. Vedrai che però adesso ti diranno che discriminare (eufemismi) gli ebrei andava bene perché agenti di forze anti-tradizionali, mentre i neri no perché portatori di una cultura virile e tradizionale complementare a quella “romana” e degna di trovare posto sotto le ali materne dell’aquila imperiale

  10. Forse che i francesi non hanno reso l’Algeria un giardino? Forse che l’Algeria non era un dipartimento della Repubblica ben integrato e con i propri deputati all’Assemblea Naziinale, invece che una colonia?Forse che il protettorato del Marocco retto dal maresciallo Lyautey non era uno dei gioielli della Repubblica francese? Forse che inglesi e boeri non hanno reso il Sud Africa una grande potenza garantendo il massimo sviluppo economico, anche dei neri? Forse che contingenti senegakesi e marocchini (di triste memoria) non combatterono per la Repubblica come gli ascari eritrei per il Re? Che non vi erano reparti di colore nell’esercito britannico? Forse che nelle colonie portoghesi i matrimoni misti non era incoraggiato?
    Suvvia, il grande apporto occidentale c’è sempre stato e con forme più o meno elevate di tolleranza e di integrazione quale controparte della segregazione razziale e dello sfruttamento economico. Ogni situazione è stata differente e con priorie particolari dinamiche. Le colonie inglesi, per dire, sono nate come avamposti di società commerciali e sono state in gran parte acquisite a titolo privato. La dominazione politico-militare è arrivata in un secondo momento e questo ha comportato un certo restraint da parte delle autorità britanniche rispetto alla autodeterminazione dei gruppi tribali, con risultati- è vero – non necessariamente positivi. Non si può dire lo stesso dell’Italia. E non mi risulta che in Libia o in Etiopia il tricolore commuova le masse.

  11. Che il fascismo non contemplasse ideologicamente il razzismo, è vero. Ma è altrettanto vero che persegui’ uns determinata politica razziale. Anche il comunismo non contempla necessariamente lo sterminio della borghesia, ma tant’è stato.

  12. Come al solito tante mezze verità ed opinioni personali… Prima di tutto il Fascismo non contempla nessuna teorizzazione di tipo razzista, e le leggi razziali sono solo frutto di un uso utilitaristico e contingente, a mio modo di vedere errato, dell’argomento razzista tipico delle culture anglo-germaniche ma assolutamente non appartenente alla cultura latina e mediterranea,razzisti lo sono sempre stati inglesi e tedeschi, poi i francesi grazie agli illuministi, non di certo gli italiani, non di certo coloro che hanno il mito di Roma. Mussolini non fu assolutamente mai razzista, condannò pubblicamente ed in alcuni libri-intervista le posizioni del razzismo biologico della Germania, diceva che solo dei tedeschi potevano concepire una stupidaggine del genere, diceva che nessuna razza è superiore alle altre e che l’Italianità non è un fattore di razza ma di civiltà, il che è ben diverso come nazionalismo, non fondato su base etnica ma culturale… Adesso passiamo alla questione ebraica su cui vedo che il pensiero unico domina anche qui… Il primo fascismo vede una partecipazione massiccia degli ebrei italiani, la figura di Ettore Ovazza ne da ampio resoconto, nonchè gli studi di De Felice che a quanto pare in questa sede pochi conoscono… nel 1930 ci fu anche un concordato fra lo Stato italiano e la comunità israelita:”Lo Stato pontificio e poi lo Stato laico e liberale non avevano riconosciuto giuridicamente la comunità israelitica in Italia; lo fece il regime di Mussolini. Fu insediata una commissione paritaria, tre rappresentanti ebrei e tre giuristi per lo Stato italiano. In particolare se ne occupò un giurista cattolico liberale, Nicola Consiglio, che aveva avuto un ruolo importante nei Patti Lateranensi (è stato pubblicato il suo diario a cura di Luca de Ceglia). Consiglio elaborò la legge che portò al pieno riconoscimento delle comunità israelitiche. Scrive Renzo De Felice: «Il governo fascista accettò pressoché in toto il punto di vista ebraico».

    A legge varata, il presidente del consorzio ebraico, Angelo Sereni, telegrafò a Mussolini «la vivissima riconoscenza degli ebrei italiani» e sulla rivista Israel Angelo Sacerdoti definì la nuova legge “la migliore” fra quelle emanate dagli stati. Consiglio ricevette una medaglia d’oro dalla Comunità ebraica. Poi arrivarono le sanzioni economiche per l’impresa d’Etiopia, quindi l’alleanza con Hitler e le infami leggi razziali. Poi nell’Italia antifascista, il presidente del nefasto tribunale della razza, Gaetano Azzariti, diventò collaboratore di Togliatti e presidente della Corte Costituzionale… Gli assurdi testacoda della storia.” Infine ricordo a tutti una cosa, l’unico Stato nel mondo fondato su base etnica e razziale è lo stato di Israele, l’unico vero “nazismo” è quello sionista, nazionalismo già nato ideologicamente su base razziale ed oggi applicato per legge in Israele… e ricordo a 20 luglio che nessun tradizionalista serio, da Guenon a Evola, da Schuon a Coomaraswamy ha mai considerato l’ebraismo ortodosso come anti-tradizionale, semmai si rileva come proprio la secolarizzazione e politicizzazione di stampo sionista della religione tradizionale abbia un aspetto questa si sovversivo, Guonon arriva a dire che l’ebraismo è una vittima della sovversione moderna,ed Evola stesso che teorizza il razzismo spirituale e spesso attaccò l’elemento giudaico riconosce comunque in varie occasioni la legittimità tradizionale dell’ebraismo originario citando spesso e volentieri conoscenze cabalistiche, ma evidentemente si parla sempre di cose che non si conoscono o si conoscono male. Oggi il cattolicesimo è sovversivo quanto l’ebraismo o l’islam sunnista, quindi la questione è ben altra e più profonda. Buttafuoco ovviamente rompe molti schemi precostituiti del pensiero unico di sinistra e destra, ecco perchè le sue parole danno spesso fastidio.

  13. P.S. E giusto per ricordalo gli unici semiti oggi al mondo sono gli arabi, visto che gli appartenenti alla religione ebraica sono perlopiù indo-europei russofoni o tedeschi,oltre che khazari che erano “ariani” in tutto e per tutto di lingua turca che abbracciarono l’ebraismo in massa…

  14. Un altra cosa, Asmara è stata dichiarata mi pare un paio di anni fa patrimonio dell’Uncesco perché «rappresenta probabilmente il maggiore e più intatto concentrato di architettura modernista al mondo». Vista da qui, la cosa speciale di Asmara è che fu progettata dagli architetti italiani negli anni Trenta, il periodo di maggior sviluppo dell’Eritrea durante il periodo in cui fu una colonia italiana, che iniziò nel 1890, arrivò all’apice sotto il regime fascista e si concluse nel 1941. Asmara divenne, come scrive il Guardian, «un parco giochi di architettura futurista»

  15. Ma io infatti non ho detto che il fascismo fosse ideologicamente “razzista”. E, anzi, convengo serenamente sul fatto che il razzismo prettamente inteso sia frutto dell’illuminismo. Non mi sbilancerei sulla sua provenienza ontologicamente anglo-germanica invece che mediterranea, per il valore che si può attribuire a tali termini. Ed e’ risaputo il contributo fornito da cittadini italiani ebrei al fascismo. Ciò non toglie che le leggi razziali, le deportazioni e i campi di concentramento, restino e facciano testo. Argomenti del genere purtroppo annullano tutti i possibili benefici precedenti, a prescindere dal fatto che fossero o meno frutto di una politica opportunista e contingente (si…conti gente. Una volta che uno è morto tutto è necessariamente transitorio).
    Non me la sentirei di dare patenti di razzismo. Un Italia il darwinismo sociale aveva fatto presa non poco: non a caso le teorie di Lombroso che, se non possono essere considerate prettamente razziste, appartengono pure al ceppo comune da cui il razzismo trae origine.
    Delle discettazioni dei tradizionalisti poco importa, dal momento che furono del tutto ininfluenti. Mi si dovrà poi spiegare in che modo il razzismo spirituale si distingua da quello biologico in una volta messo in pratica. Almeno il secondo potrebbe riservare una minima parvenza di oggettività, oltretutto.

    Ho apprezzato Buttafuoco e lo apprezzo quando dice qualcosa di sensato, cosa che ultimamente ha smesso di fare.

    Non capisco cosa tu intenda dicendo che oggi il cattolicesimo è antitradizionale. Che vi siano settori (sempre più ampi) della gerarchis ecclesiastica ad essere modernisti, è più che evidente, ma vorrei ricordare che non si è cattolici in virtù esclusivamente della ttradzione cattolica, e che, comunque, un cattplico non ne conosce altre.

  16. Oggi il cattolicesimo come Tradizione e Religio è assolutamente sovversivo, in quanto ideologia e non più spirito, in quanto decadenza e non più ascesi, in quanto svuotatosi del Cristo che si è trasferito ad est, nella Russia Ortodossa. Non parlo evidentemente dei singoli cattolici, ma proprio dello spirito e del rito e della dottrina cattoliche, di cui è rimasta solo la scorza, un guscio vuoto in cui dentro si mette di tutto, lgbt, teologia del gender(purtroppo esiste anche questo), immigrazionismo, terzomondismo d’accatto etc etc Del cattolicesimo ci sono solo macerie, e la sua azione anti-tradizionale -così come per ogni religio da cui lo spirito si è ritratto- è evidente a tutti, cattolici compresi, almeno quelli che conosco io… Del resto Cristina Campo come altri già lo dicevano anni or sono, dopo il concilio vaticano II°, figuariamoci se vedessero cosa succede oggi, orrore!… Oggi per un cristiano l’unica via veramente seria sarebbe nel rito ortodosso, altrimenti si dovrebbe considerare un cattolicesimo fuori dalla Chiesa, ma lascio ovviamente a voi giudicare se ciò sia possibile, e con questo non voglio chiudere ogni possibilità di restaurazione per un estrema minoranza di cattolici in grado di ritornare veramente alle origini, ma parliamo di numeri infimi… Infine l’esclusivismo è assolutamente condivisibile e appartiene giustamente ad ogni religione quando opera nella sua giurisdizione(geografica e culturale), ma la conoscenza delle altre tradizioni e dell’Unità trascendente di esse è ben altra cosa che va al di là dell’esclusivismo esteriore, questo ben lo sapevano i grandi santi cristiani così come l’Ordine del Tempio , Dante o un Attilio Mordini… Si può essere cattolici e riconoscere le altre tradizioni senza bisogno di cedere alcunchè della propria unicità e rivelazione, ognuna legittima se considerata nella sua ortodossia, ma capisco che questa è una qualificazione che non può essere richiesta a tutti e quindi va bene l’esclusivismo a patto che sia confinato nella sua giusta sfera. Un ultima cosa 20 luglio, secondo me sbagli di grosso degli autori della Tradizione in ambito culturale, spirituale , teologico e addirittura politico e sociale… Ci sarebbero molti retroscena che potrei riferirti su questioni in cui questi autori hanno avuto ruoli preminenti nel corso della storia del novecento,anche all’interno del cattolicesimo, ma lascio che sia tu stesso se ne avrai la curiosità a farti un’idea…

  17. È vero che la gerarchia cattolica si è in massima parte svuotata (almeno quella europea) del senso del sacro e della sua tradizione dottrinale, canonistica e liturgica. Gli scempi del modernismo ci sono ahimè chiari. È anche vero che l’ortodossia russa mantiene un certo rigore, invidiabile, ma non dimentichiamoci l’altra faccia della medaglia: è legata a triplo filo con il potere politico e non come forza autonoma, a differenza della Chiesa cattolica di un tempo. Lo era al tempo degli Zar, lo era dopo il 45, lo è adesso con Putin. E in questo non si distingue alla direzione che la Chiesa cattolica ha ormai imbroccato alla grande, legandosi a certi potentati tutto fuorché cristiani. Ma, al di là dell’orientamento, sono entrambe forze che pongono in secondo piano l’aspetto religioso a favore di quello politico, al di là della manifestazioni esteriori. E questo è inaccettabile. Lo stesso valsi per alcune forme di protestantesimo di matrice calvinista: invidiabili e ottime dal punto di vista “politico”. Ma ciò non toglie che un cattolico, ancorché disgustato, non possa basare la sua fede sui gusti della gerarchia (oltre al fatto che in Africa, in Asia, nell’Est Europa e in alcuni punti degli USA, anche quella cattolica regge bene), ma sulla Cristo e la Sua Chiesa. Non credo che per il cattolicesimo la situazione sia recuperabile e se non darò l’8×1000 alla Chiesa ortodossa russa, sarà solo perché intendo destinarlo a specifiche realtà cattoliche di cui mi fido. Ciò non toglie che non possa ritenere accettabile l’apostasia, seppur scismatica e non eretica.
    Riconosco la grandezza delle altre confessioni religiose e religioni: quella ortodossa, quella ebraica e quella musulmana in primis, e non dubito siano ispirate ad un comune senso del sacro. Certo avrei più da spartire con un rabbimo o un pope che con un edonista occidentale. Però la Rivelazione è una e le altre non posso considerarle complementari. “Alleate” forse, ma comunque false.

  18. Mi scuso per la brutta sintassi, ma è il prezzo da pagare per scrivere di fretta da uno smartphone.

    P.s.: andiamo, mi emoziono anch’io alle messe ortodosse e mi piace pensare al “Re del mondo”, al barone Ungern-Sternberg che incarna forze ancestrali e così via… Però ritengo tutto ciò un simpatico vezzo, espressione incompiuta di “un tutto” molto più vasto e pregnante.

  19. Il Fascismo, anzi Mussolini, divenne nel ’37-’38 antisemita per l’alleanza (risultata poi catastrofica) con la Germania. Era il prezzo da pagare, anche perchè in Italia si riversavano ebrei tedeschi ed austriaci. Ancora nei “Colloqui con Mussolini” dell’inizio degli anni ’30, conversazioni poi autorizzate dal Duce con il giornalista ebreo-tedesco Ludwig, Mussolini fa chiare dichiarazioni assolutamente, nettamente contrarie ad ogni antisemitismo…

  20. Esatto Felice io nei miei commenti facevo gran parte riferimento proprio al libro-intervista di Ludwig… 20 luglio per il resto sulla connessione della religione ortodossa col potere sarebbe da fare una discussione sulla dottrina del cesaro-papismo quindi bisognerebbe entrare nello specifico etc Sul resto capisco il tuo punto di vista, su delle cose sai che sono daccordo su altre no, ma diciamo rientra nella personale visione della questione spirituale.. Mentre sulla questione degli autori tradizionali mi riferivo proprio ad un ruolo attivo e reale spesso molto influente su alcuni importanti circoli o elites dell’epoca, nonchè dei loro rapporti con personalità di spicco non solo della cultura, ma della politica,di apparati dello stato o dei servizi di intelligence, oltre che in importanti circoli religiosi (soprattutto in ambito abramitico ma anche hindu e buddhista) e della Massoneria… Quindi non parlo di immaginazione, ideali astrusi, sogni misticheggianti o vezzi da pseudo-occultisti, ma di rapporti reali, tangibili fra alcune personalità dell’epoca che però ancora sono in larga parte misconosciuti o per semplice ignoranza, o per volontà dei protagonisti all’epoca, o semplicemente come in larga parte su Guenon perchè gli eredi, il figlio in questo caso, ha sempre giustamente vietato come da volontà del padre di divulgare o far esaminare la biblioteca/archivio che è ancora perfettamente conservato al Cairo nella casa dove viveva e vive la sua famiglia. Già solo con la corrispondeva si arriverebbero a capire molte importanti questioni di non poco conto.

  21. Nelle ultime due righe è: “già solo con la corrispondenza” non “corrispondeva” ovviamente… La sintassi con questi mezzi è purtroppo un problema di tutti.

  22. Faccio notare che negli Stati Uniti dopo l’indipendenza venne mantenuta la schiavitù fino alla fine della guerra civile, che dopo la guerra civile negli Stati del Sud fino alla seconda metà del 900 era in vigore la segregazione razziale e il governo americano intervenne solo nel 1964 quando tre attivisti dei diritti civili (un negro e due ebrei) vennero assassinati nella Contea di Neshoba in Mississippi. E solo allora il governo federale si mosse e mise fuori legge il KKK ma nessuno se lo ricorda.

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