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L’intervista. Veneziani a Candido: “Viviamo nel vomito delle ideologie del ‘900”

Pubblicato il 28 agosto 2018 da Alemao
Categorie : Rassegna stampa

Marcello Veneziani

“Allo stato attuale viviamo solo nel vomito delle ideologie novecentesche”. È l’amarissimo giudizio sulla situazione politica contemporanea di Marcello Veneziani che ha rilasciato al Candido un’interessantissima intervista che andrebbe letta, riletta, meditata e approfondita da tutti in vista della ripresa a settembre delle attività politiche (quelle mediatiche, come ben sappiamo, non vanno mai in vacanza).

Incalzato dalle domande del direttore della rivista satirica, Alessio Di Mauro, Veneziani ha smascherato l’ipocrisia degli eufemismi di cui campa la politica da bassissimo impero dei nostri tempi.

Cosa rimane della politica se ormai le ideologie sono andate in pensione? L’intellettuale risponde: “Non resta niente, o quasi. Anche le categorie politiche superstiti, come il populismo o il radicalismo politically correct sono detriti, rimasugli, hanno perso ogni respiro, ogni prospettiva ideale. Diciamo popolo – aggiunge Veneziani – e invece è plebe, diciamo élite e invece sono oligarchie. Non escludo che qualcosa possa poi nascere, ma allo stato attuale viviamo solo nel vomito delle ideologie novecentesche: sì, vomito, rigurgito sarebbe troppo lieve. E la politica non può esistere – conclude Marcello Veneziani – se non ci sono visioni del mondo divergenti che si contendono il campo; si riduce ad amministrazione, a tecnica, a carrierismo personale e narcisismo. Tutto meno che politica, tutto meno che comunità”.

Un’anticipazione dalla prima di Candido di agosto

Quindi quali prospettive potrebbe mai avere il nostro tempo? La politica può servire ancora a qualcosa? Per Veneziani non è il caso di lasciarsi andare a profezie e previsioni: “Descrivo il presente ma non mi azzardo a prevedere il futuro. Allo stato attuale sembra impossibile immaginare altro oltre quello che vediamo; siamo ancora nella fase dissolutiva. Ma la storia ci ha abituato alle sorprese, agli imprevisti, ai capovolgimenti di fronte e di quadro, a quella che i filosofi chiamano eterogenesi dei fini. Insorge la realtà, insorge l’animo umano, insorge la vita e si fa gioco delle piccole geometrie vigenti…”

Di Alemao

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