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Elezioni. L’eccezione campana: nel Salernitano il Pd perde tutti i ballottaggi

Pubblicato il 12 giugno 2013 da Giovanni Vasso
Categorie : Cronache

Pd_salernoElezioni choc per il Partito democratico nella terra dello sceriffo Vincenzo De Luca: il centrodestra conferma due sindaci e ne guadagna un terzo al ballottaggio per le amministrative. Ma il flop democratico in provincia di Salerno era già scritto all’indomani del primo turno: solo un candidato a sindaco del Pd, peraltro renziano, era riuscito a raggiungere il ballottaggio.

I numeri sono impietosi: a Scafati, popoloso centro strategico a cavallo tra la provincia nord di Salerno e l’area sud del napoletano, il sindaco uscente del Pdl Pasquale Aliberti si riconferma primo cittadino con il 62% delle preferenze contro l’avversario diretto, l’ex primo cittadino Nicola Pesce appoggiato da Sel e alcune liste civiche che si è fermato al 38%. A Campagna, comune nella valle del Sele a sud di Salerno la sfida è stata addirittura tutta interna al centrodestra: ha vinto Roberto Monaco (60%) appoggiato dal Pdl contro Gerardo Rago (38%) sostenuto da numerose civiche d’ispirazione centrodestra. Dato importante, questo, nel ‘conto’ della disfatta perché si tratta di un centro non molto popoloso in cui il Pd ha governato ininterrottamente per due mandati.

Il dato più significativo, però, arriva da Pontecagnano Faiano dove il sindaco uscente Ernesto Sica si è riconfermato primo cittadino battendo per una manciata di voti (477 preferenze) il diretto avversario, Giuseppe Lanzara, unico candidato del Pd rimasto in campo al secondo turno. Sica si è aggiudicato quasi il 52% dei consensi mentre Lanzara si è fermato al 48%.

Non c’è niente da gioire in casa centrosinistra, quindi. Anzi. Il parlamentare di Sel, Michele Ragosta, è arrivato a chiedere pubblicamente le dimissioni in blocco della dirigenza del Partito democratico provinciale a Salerno, di stretta fede deluchiana. Ed ha colpito duro chiedendo direttamente la testa del segretario Pd Nicola Landolfi.

Ma se Sparta piange, Atene non ride. Il Pdl locale gongola per i risultati di Scafati e Campagna, dimentica il successo di Sica a Pontecagnano Faiano forse per non far dispetto a Stefano Caldoro (Ernesto Sica, infatti, sarebbe stato tra gli estensori del famoso dossier sulle false abitudini sessuali dell’attuale governatore della Campania finito al centro dell’inchiesta sulla presunta P3) e prepara la scalata di Mara Carfagna a Salerno città.

I Fratelli d’Italia sono rimasti divisi dal Pdl proponendo quasi ovunque candidati che non hanno raggiunto il ballottaggio, in alcuni contesti in maniera anche molto polemica (per usare un eufemismo) con il partito azzurro. Dalle avvisaglie pare che la frattura nel centrodestra salernitano sia a dir poco insanabile. Da una parte gli azzurri, legati a Mara Carfagna dall’altra un partito che, su scala provinciale, è stato letteralmente personalizzato da Edmondo Cirielli. Ogni accordo, quindi, appare a dir poco impossibile.

@GiovanniVasso

Di Giovanni Vasso

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