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Il caso. Caos M5S: l’ira di Beppe contro la dissidente e la fronda degli scissionisti aumenta

Pubblicato il 12 giugno 2013 da Federico Callegaro
Categorie : Grilleide Politica

grillo twitter“Uno vale uno, quando costruisce. Quando del dibattito fa crescita, arricchimento, fatica per arrivare un passo più oltre. Uno vale niente, quando smantella il proprio stesso progetto servendosi della complicità di chi ha il solo scopo di distruggerlo”. L’ira di Beppe Grillo contro Adele Gambaro esplode immancabilmente sul blog del comico genovese. La Senatrice del M5S, che su Sky Tg 24 aveva criticato la condotta aggressiva del Leader (“Stiamo pagando i toni e la comunicazione di Beppe Grillo, i suoi post minacciosi. Mi chiedo come possa parlare male del Parlamento se qui non lo abbiamo mai visto”), rischia di diventare la goccia destinata a far traboccare l’instabile vaso del gruppo dei grillini.

Se Grillo è pronto a chiedere la sua espulsione dal Movimento, voci che parlano di possibili scissioni arrivano anche dalla parte degli eletti “dissidenti”, quantificati in una quarantina e, forse, incoraggiati dal risultato deludente delle amministrative. Il Senatore Marco Scibona, intanto, smentisce la possibilità di decisioni prese autonomamente da gruppi frondisti: “Ci adeguiamo e ci adegueremo a quelle che saranno le decisioni della maggioranza – dichiara l’esponente 5 stelle – E’ uno di quei casi in cui si prendono decisioni di gruppo e non singolarmente”.

Non è la prima volta che l’ex-comico genovese minaccia espulsioni a seguito di dichiarazioni ritenute inappropriate rilasciate alla stampa e il rapporto tra i media e il partito si è da sempre caratterizzato per una profonda diffidenza che, anche nel periodo di campagna elettorale, aveva spinto gli attivisti a preferire grandi manifestazioni di piazza ai dibattiti dei salotti televisivi. Questo modus operandi sembrava destinato a un superamento dopo l’annuncio di un corso di formazione per preparare i parlamentari ad affrontare le arene dei talk-show ma, evidentemente, la possibilità di accesso diretto degli eletti alle telecamere tv sarà destinato a rimanere a lungo una croce.

Di Federico Callegaro

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